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Sabato Santo, il giorno del silenzio e dell'attesa

 

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Le statue del Cristo morto e dell'Addolorata esposte per l'adorazione questa mattina in chiesa.

 

Per pregare e meditare in questa giornata di silenzio, devoto raccoglimento e fervida attesa.

 

Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.

(Luca 23,50-56)

La riproduzione della Sacra Sindone, icona del mistero del Sabato Santo, esposta da questa mattina in chiesa.

La riproduzione della Sacra Sindone, icona del mistero del Sabato Santo, esposta da questa mattina in chiesa.

“Hanno scavato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa.”

“Hanno scavato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa.”

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Parrocchia di Pontenure
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