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accaddeoggiAccadde oggi a Pontenure... 13 Maggio 1979

Articolo tratto da "La Torre" n. 06 del 1979

 

Il primo pellegrinaggio a Roma dei Pontenuresi dopo l'ascesa al soglio di Pietro di Giovanni Paolo II, eletto pontefice soltanto pochi mesi prima, il 16 ottobre 1979.

I pontenuresi nell'abbraccio del colonnato di San Pietro. Molti hanno detto: "Adesso posso morire contento". Forse si sono accordati con... San Pietro, per quanto riguarda il Paradiso.

I pontenuresi nell'abbraccio del colonnato di San Pietro. Molti hanno detto: "Adesso posso morire contento". Forse si sono accordati con... San Pietro, per quanto riguarda il Paradiso.

Il Papa "venuto da lontano" si è fatto più vicino ai pontenuresi.  Da posizione comoda e ravvicinata i pontenuresi hanno potuto seguire il discorso del Papa. Così lo vedevano, così l'hanno potuto fotografare.

Il Papa "venuto da lontano" si è fatto più vicino ai pontenuresi. Da posizione comoda e ravvicinata i pontenuresi hanno potuto seguire il discorso del Papa. Così lo vedevano, così l'hanno potuto fotografare.

La gita – Pellegrinaggio ad Assisi e a Roma (13-16 maggio)

Soddisfazione da parte di tutti i partecipanti – Momenti di fraternità, di arte e di religione – Giornate dalla vita intensa senza alcun inconveniente tecnico o di salute

Non è facile raccontare in breve la storia di quattro giorni passati insieme a visitare centri, ricchi di grandi interessi culturali, artistici e religiosi come Assisi e Roma. Ci limiteremo alle cose più importanti.
Partiti la domenica mattina in 55 giovani, adulti ed anziani, a mezzogiorno eravamo già ad Assisi dove, dopo aver pranzato ed esserci sistemati in camera al Cenacolo Francescano, abbiamo articolato il nostro pellegrinaggio nella visita guidata ai seguenti monumenti di  fede e di arte: Santa Maria degli Angeli, dove prese inizio l’ ordine francescano e dove San Francesco morì; la Basilica di San Francesco e di Chiara; ed infine San Damiano, uno dei luoghi più suggestivi dove San Francesco udì la voce del crocifisso che lo invitava a riparare la sua Chiesa e dove il Santo adunò Santa Chiara e le sue compagne. Ogni visita era efficace occasione di preghiera, di meditazione e provocazione per una santità di vita. Abbiamo dormito ad Assisi e il lunedì mattino ci siamo diretti a Roma dove già prima di mezzogiorno potevamo visitare il Centro Olimpico e Sportivo del Foro Italico.
Eravamo alloggiati alla Domus Pacis. Roma è ormai una città paralizzata dal traffico eccessivo, caotico, immobile più che lento. Un po’ con l’aiuto del pullman ma più spesso camminando a piedi abbiamo con crescente stupore e sorpresa le “cose principali”: le quattro basiliche, il centro storico e politico (Piazza Colonna, Piazza Venezia, Colosseo), Trinità dei Monti, Piazza Navona, Fontana di Trevi, Fosse Ardeatine. Abbiamo anche camminato con… le ginocchia risalendo con devozione e non poca fatica l’intera scala santa.

Ma i due momenti di maggior emozione e riflessione sono stati la visita alle Catacombe e l’udienza in Piazza San Pietro.
Alle Catacombe di San Sebastiano abbiamo celebrato la Santa Messa ricordando la difficile e perseguitata vita dei primi cristiani che in queste strette gallerie sotterranee (12 km) si riunivano, seppellivano i morti e custodivano le tombe dei martiri.
L’udienza pubblica del Papa resta un’esperienza unica e dalle proporzioni eccezionali per la moltitudine di persone e comitive di ogni nazione e colore, per l’entusiasmo travolgente che si manifestava nelle acclamazioni, nei canti, nei doni, nello sventolio dei fazzoletti, di cappelli, di striscioni.
Il Papa, oltre ai discorsi ufficiali fatti dal podio in sei lingue diverse , per oltre due ore si è intrattenuto con la gente, specialmente con gli ammalati e con i bambini, salutando, benedicendo, girando più volte l’intera piazza. Per nostra fortuna eravamo in buona posizione e seduti su comode seggiole che ci hanno permesso di vivere la lunga udienza senza rischiare lo svenimento per stanchezza, come ad altri è capitato.
L’incontro con il popolarissimo Giovanni Paolo II concludeva la nostra indimenticabile esperienza romana e nel rientro in pullman, intervallato da una sosta al duomo di Orvieto, ci siamo familiarmente intrattenuti manifestando i valori e le impressioni che avevano colpito la nostra sensibilità. Riportiamo qualche testimonianza. «Di questa gita è stata molto felice l’idea di fare tappa ad Assisi, perché ci è ottimamente servito come preparazione, soprattutto interiore, all’incontro con i monumenti di fede e di storia cristiana di Roma». «Prima di lasciare Roma, ho voluto gettare la mia monetina nella fontana di Trevi per andarmene con la speranza di tornare a rivivere un’esperienza che mi ha riempito di meraviglia e di gioia». «Nell’incontro con il Papa e con l’immensa folla di piazza San Pietro ho capito cosa vuol dire la cattolicità della chiesa e mi sono sentita orgogliosa di appartenervi».

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Parrocchia di Pontenure
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