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accaddeoggiAccadde oggi a Pontenure... 19 Marzo 1973

Articolo tratto da "La Torre" n. 4 del 1973

 

Il lungo articolo che presentiamo di seguito ricorda con accenti commossi uno dei nostri più famosi e illustri concittadini, monsignor Artemio Prati (Pontenure, 21 febbraio 1907 – Piacenza, 4 marzo 2004), vescovo di Carpi dal 1952 al 1983. L'articolo, che porta la firma di una delle storiche "penne" della nostra rivista parrocchiale "La Torre", il maestro Amato Parenti, racconta infatti la grande festa che ebbe luogo nel nostro paese il 19 marzo 1973, giorno in cui monsignor Prati consacrò il nuovo altare, amministrò il sacramento della cresima a una sessantina di ragazzi e celebrò infine il ventesimo anniversario della sua consacrazione episcopale fra gli amici del suo paese natio nella ricorrenza della festività di San Giuseppe. In questa stessa festosa occasione risuonavano a distesa le note del nuovo concerto di campane, opera della ditta Capanni di Castelnuovo ne' Monti di Reggio Emilia.

Vent'anni di Episcopato

Monsignor Artemio Prati (Pontenure, 21 febbraio 1907 – Piacenza, 4 marzo 2004), nostro concittadino, vescovo di Carpi dal 1952 al 1983.

Monsignor Artemio Prati, vescovo di Carpi, accogliendo l'invito rivoltogli dal signor Arciprete, ha accettato di celebrare il ventesimo di ordinazione episcopale nella nostra parrocchia nella ricorrenza della festività di San Giuseppe.

Il Presule è arrivato di buon mattino ed è stato ricevuto festosamente dalla popolazione, unita a Lui da vincoli di particolare amicizia. E per questo motivo c'è stato un grande accorrere di fedeli in Chiesa, ove è stato acclamato, allorché si è presentato con i paramenti pontificali, per le due importanti funzioni liturgiche da celebrare: la consacrazione del nuovo altare e l'amministrazione della cresima ad un buon numero di fanciulli e di fanciulle. La Chiesa appariva gremita di parrocchiani e di forestieri che per la speciale circostanza e per la presenza di Monsignor Vescovo, hanno seguito le fasi delle funzioni con molta attenzione.

Nuova forse per molti era la prima cerimonia; da tempo non si vedeva un rito consacratorio, perciò c'era curiosità, ma anche attesa per rendersi conto dell'importanza che la Chiesa annette all'altare, cioè al luogo sacro ove giornalmente viene celebrata la messa; quindi attraverso i simboli e le speciali benedizioni si voleva cogliere la parte preminente del linguaggio liturgico.

La consacrazione dell'altare

Il sacro rito è iniziato con la purificazione dello stesso altare mediante l'invocazione dei santi, una triplice benedizione e l'aspersione con acqua benedetta; il Celebrante ha poi pregato il Signore «che su questa materia preparata dal lavoro dell'uomo, dove si compirà il sacrificio spirituale, scenda la ricchezza della benedizione santificante».

Successivamente il Vescovo ha ricevuto le reliquie dei santi martiri Marcellino e Secondo, invocandoli come patroni e deponendoli nel sepolcreto posto al centro dell'altare e nello stesso tempo ha aggiunta e murata una pergamena con questa dicitura: «Il 19 Marzo 1973 lo Artemio Prati, vescovo di Carpi, ho consacrato questo altare in onore di S. Pietro e vi ho incluso le reliquie dei santi martiri Marcellino e Secondo».

L'ultima parte della funzione ha riguardato la consacrazione vera e propria; sulla pietra è stato tracciato cinque volte il segno della croce con il sacro crisma; quindi è stato pure incensato affinché «chiunque su questo altare offrirà o riceverà i doni consacrati, possa trovarvi soccorso per la vita presente ed ottenga il perdono dei peccati e la grazia della redenzione eterna».

Un altro momento altrettanto suggestivo è avvenuto quando Monsignor Prati, ha formato con dei grani di incenso cinque croci sull'altare, e, dopo aver tracciate altrettante croci col crisma, vi ha aggiunto delle sottili candele e le ha accese affinché l'incenso bruci contemporaneamente onde «Dio rispondendo alla preghiera santifichi con la sua benedizione questo altare che consacriamo per l'eccelso sacrificio».

La funzione terminava con una preghiera di invocazione e di propiziazione relativa alle finalità dell'altare stesso.

La parola di Monsignor Vescovo

È iniziata allora la celebrazione della messa; seguita nelle parti di canto da un buon gruppo di canterine; dopo la lettura dei passi biblici, ha preso la parola il Pastore tra un silenzio generale ed una viva attenzione dei presenti.

Egli ha esordito rivelando la sua grande gioia provata nel sentirsi qui, a Pontenure, ove esistono tanti suoi amici, che hanno nel suo cuore un posto di preferenza; è, la sua, una situazione particolare e di questo ringrazia il Signore e coloro che gli hanno dato la possibilità di un tale momento di preghiera e di letizia; egli le ricambia e le rivolge a tutti quanti. Ma quanto tempo ormai è trascorso! Era chierichetto attento e devoto in questa chiesa e maturava nel segreto del suo cuore la divina chiamata; qui si è ripresentato come sacerdote e poi come vescovo e proprio per ricordare tra tanti cari amici i vent'anni di consacrazione episcopale; tutto è avvenuto ad onore e gloria di Dio.

È vero che la situazione ora è assai diversa, molto mutata; comunque la sua esortazione è su questa linea: stare dalla parte di Dio che non inganna; occorre camminare nella fede che dà la Chiesa, uniti fermamente al Papa, al Vescovo ed ai Sacerdoti; solo così si può far fronte alle mutate condizioni e rispondere con fermezza alle infedeltà, alle lotte palesi o latenti che si scatenano un po’ dovunque da chi non è dalla parte di Dio; quindi ha sottolineato in modo particolare che tutti gli uomini vanno a Dio, credenti e non credenti; ma più beati i primi, perché stanno saldi nel loro impegno di fede; per questo egli formula una promessa di preghiera e si augura che venga ricambiata con cuore sincero da parte di chi ancora crede nelle sue parole.

Poi Monsignor Prati si è rivolto in modo speciale ai cresimandi rivelando loro come il 6 Ottobre di un certo anno in questa chiesa, sempre bella e tanto cara al suo cuore, ha ricevuto la comunione e la cresima, che dà uno sviluppo immediato all'anima, secondo il sigillo dello Spirito, che è amore, fedeltà, conoscenza; e questi momenti non devono essere vissuti soltanto una volta, ma costantemente ripetuti, amati; ciò può avvenire se si ritornerà spesso alla chiesa, perché essa è «il luogo più bello»; ma la, Chiesa non limita la nostra preghiera nell'ambito delle nostre case, ma vuole che si rivolga a tutto il mondo, a quelli che muoiono di fame, che soffrono violenze e persecuzioni; a quelli che mancano di tutto. «Venga la pace» è stato il pensiero conclusivo del vescovo, commosso, ma anche tanto sicuro che i fanciulli presenti lo ascolteranno e Dio non si opporrà a tutto questo coro di voci innocenti e di cuori puri e fiduciosi. Monsignor Prati conferma che celebrerà la santa messa per tutti, accomunando nel suo pensiero il signor Arciprete, il signor Curato, i confratelli presenti, i suoi compagni di sacerdozio; erano presenti Monsignor Pietro Cavanna, Don Angelo Chiesa, Monsignor Angelo Agazzi, Monsignor Umberto Daturi.

La Santa Cresima

Foto ricordo ricordo sul sagrato della chiesa di monsignor Prati con i cresimati del 1973.

Terminato il suo dire subito si è avvertita tanta animazione, in quanto i fanciulli attendevano con ansia il momento solenne ed impegnativo per loro; ma c'era viva emozione anche tra i padrini e le madrine, desiderosi di presentare all'amato pastore i propri figli ed essere riconfortati nell'animo come nel cuore dalla' sua paterna benedizione. A nome di tutti i compagni Fausto Pancotti ha chiesto al Vescovo di essere ammessi al sacramento della cresima, impegnandosi a partecipare alla santa eucarestia ed a far sempre meglio in famiglia, nella scuola, fra gli amici per «far conoscere Gesù». Così si sono recati davanti al Vescovo 49 cresimandi del paese; cui vanno aggiunti altri 10 delle frazioni; essi hanno ricevuto sulla fronte il segno di croce col sacro crisma ed una paterna benedizione; su tutti Monsignor Vescovo poneva sul capo la mano sorridendo affabilmente; negli occhi del «buon pastore» brillava una luce particolare di, compiacenza e di carità divina.

Ha ripreso quindi la celebrazione del «divino sacrificio» e ci è parso che da quell'altare scendesse propiziatrice una celeste benedizione; i martiri invocati hanno interposto i loro meriti sia per Monsignor Vescovo come per tutti quelli a lui vicini nella solennità del sacro rito. Poi i fedeli si sono riversati sul piazzale antistante la chiesa per festeggiare con ogni forma di amicizia e di riconoscenza Monsignor Prati. Egli ha sorriso ed accarezzato affettuosamente i piccoli; ha accettato bonariamente di posare, per una foto ricordo; ai compagni ed agli amici di Pontenure non ha tralasciato di rivolgere espressioni di meraviglia per una siffatta accoglienza alla sua persona.

Nel frattempo il nuovo concerto di campane suonava a distesa e si univa al coro festante dei saluti e dei cari ricordi; per l'occasione era portato a termine anche quest'altra opera che onora il paese; su di esso diffonde cari motivi e facili richiami alla «pia elevazione dell’anima a Dio»; il lavoro è opera della ditta Capanni di Castelnuovo ne' Monti di Reggio Emilia.

L'accademia e il commiato

Monsignor Artemio Prati tra gli amici di Pontenure.

Nel pomeriggio la popolazione è stata invitata a presenziare alla celebrazione del ventennio di fondazione dell'Oratorio parrocchiale; è stata tenuta un'accademia, presente Monsignor Prati.

La sala appariva gremita; numerosi gruppi familiari, associazioni di azione cattolica, amici ed ammiratori; alcuni sacerdoti. La data non doveva passare sotto silenzio in quanto il 19 Marzo 1953 veniva posta dallo stesso Presule la prima pietra dell'edificio; nel familiare trattenimento piccoli ed adulti hanno voluto testimoniare tutta la fede e la riconoscenza verso l'illustre concittadino, unito a tale iniziativa, che non ha mai cessato di costituire un richiamo intenso di formazione e di preparazione, anche se non sempre i risultati sono stati pari alla attese; la gioventù attende più alla ricerca di quanto riguarda lo sviluppo fisico trascurando non poco lo spirito, che dovrebbe essere preminente; ma i tempi incidono fortemente su tali mentalità sicché si affievolisce l'interesse per una ricerca di valori spirituali, anche se pare ovvio che solo lo spirito è il dominatore della materia; anche se la coscienza deve rispondere responsabilmente alle azioni umane in tal senso e misura.

I piccoli della scuola materna hanno presentato per primi un loro saggio di recitazione con «Il fiorellino» seguendo nel ritmo la cadenza della espressione; poi due fanciulli cresimati hanno pronunciato un breve indirizzo di omaggio al Vescovo. Maurizio Savi ha detto di essersi accostato alla cresima con tanta trepidazione, ma dopo che la mano del Pastore si è posata sul suo capo, lo Spirito è sceso come un raggio di luce ed ha riempito di gioia il cuore; ora si fa festa al pastore buono e si fa promessa di ricompensarlo, tramite Dio, del bene ricevuto; possa questo continuare a effondersi nel loro cuori palpitanti di vigore nuovo e di santo entusiasmo.

Alessandra Meregalli si è pure unita al compagno nelle espressioni di tenerezza filiale verso Monsignor Prati, che ha accettato di venire a respirare aria di casa e nella chiesa si è fatto mezzo nell'elargire i doni divini mediante il sigillo della fortezza. Ora tutti sono felici di attorniare il Vescovo, come un tempo i piccoli erano attorno a Gesù, sperando, come santa Teresa di vedere realizzato quanto per essa divenne realtà; anche Alessandra promette di non mancare agli impegni assunti ai piedi dell'altare, ringraziando tutti coloro che si sono adoperati per la santificazione della loro anima.

La signora Carolina Schiavi Ansaloni si è fatta interprete dei sentimenti degli adulti, addentrandosi in particolari ricordi ed in una cronistoria densa di avvenimenti e di trepidante realtà, Ella ricorda di essere stata la prima a rivolgere il saluto allorché Monsignor Prati si presentava in parrocchia a celebrare il suo primo pontificale e a porre la prima pietra all'oratorio parrocchiale.

Ora, dopo vent'anni, è bello ritrovarsi qui per pregare, per credere e per amare insieme. Un piccolo coro di alunne, che avevano ricevuto la cresima nella mattinata, ha cantato gli inni: Laudato sii, o mio Signore e Lui mi ha dato, volendo semplicemente significare la riconoscenza degli animi verso un'azione grandiosa di bene e di bontà.

A questo punto si è inserito nel programma il coro polifonico di Santa Maria in Torricella; sotto la direzione di Don Emilio Gobbi, ha eseguito brani classici: Ave Mria di T.L. Victoria; Angil dal Dom di A. Micheli; Inno alla giustizia di L. Perosi; Canto dei patrioti del Monte Rosa di G. Balestrazzi; Sul ponte di Perati di Curiol; infine - Signore delle cime di G. Marzi. Ogni brano musicale è stato presentato dallo stesso direttore del coro esprimendo parole di felicitazione e di augurio verso il festeggiato e per quanto si rievocava in tale circostanza.

Prima di terminare Monsignor Prati si è recato al microfono ed ha pronunciato brevi parole, che la mente ma più il cuore gli suggerivano: «Vi porto tutti nel cuore; pregherò tanto per voi e che Dio vi dia la grazia di vivere coerentemente il cristianesimo; sul petto ecco la croce che mi avete donato e porto pure l'anello donatomi da un compagno di Pontenure ora deceduto; io vi ricordo così e voi ricordate sempre un vostro concittadino che si onora di essere figlio di Pontenure e pregate per lui con quell'affetto con il quale ora io vi benedico».

Tutti i presenti hanno calorosamente applaudito l'amato concittadino  rallegrandosi della sua bontà e delicatezza, risentendolo così presente nella borgata, quasi lo si vedesse ancora percorrere le vie come uno dei nostri; ma sicuramente uno migliore di noi.

Amato PARENTI

Due gradite lettere ricevute dall'allora Arciprete don Silvio Losini. A spedire le due missive monsignor Umberto Malchiodi, vescovo di Piacenza dal 1961 al 1969, e monsignor Artemio Prati.

Carissimo Arciprete,

ho avuto il telegramma che mi è stato inviato in occasione del ventennale della posa della prima pietra delle vostre opere parrocchiali. Ringrazio tutti quanti hanno voluto ricordarmi ed in particolare Monsignor Prati che pure celebra il suo ventennio di episcopato.

Voglia il Signore benedire nuovamente e sempre quelle preziose costruzioni frutto di tanti sacrifici e moltiplicare le sue grazie sulle buone persone che le frequentano in spirito di fede e di cristiano amore.

Ed una particolare benedizione al carissimo arciprete.

Umberto Malchiodi

 

Caro signor Arciprete,

Sento il dovere di ringraziarla per le delicate premure con cui ha predisposto che io consacrassi il nuovo altare della Chiesa e amministrassi la Santa Cresima a una bella schiera di bimbi e di bimbe. Ciò mi ha permesso di rivedere il mio paese e di incontrare tanti miei cari concittadini.

Non occorre le ripeta che tutti porto nel cuore con santa dilezione: per tutti prego quotidianamente il Buon Dio. Voglia il Signore concedere a tutti un aumento di spirito di fede, coerenza di vita cristiana, fedeltà alla Santa Chiesa, esemplare esercizio di autentica carità.

Mi consenta di unirmi a quanti le hanno dato una mano per la realizzazione del nuovo altare, così sarà in parte anche mia la sacra Mensa di questa famiglia parrocchiale.

Continuatemi il dono delle vostre preghiere, mentre io a lei, al sig. Curato, alle Suore, a tutti indistintamente mando una cordiale benedizione.

† Artemio Prati

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Parrocchia di Pontenure
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