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Il Mercoledì delle Ceneri apre il tempo di Quaresima

Alcuni scatti fotografici delle Sante Messa celebrate in mattinata e nel pomeriggio nel giorno delle Ceneri


In questa giornata, mercoledì 1° marzo, la Chiesa celebra il Mercoledì delle Ceneri, giorno in cui ha ufficialmente inizio il tempo di Quaresima, ossia il periodo di quaranta giorni di penitenza e conversione del cuore che ci condurrà alla celebrazione della Pasqua di Resurrezione del Signore. Questo giorno è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che la Chiesa richiede per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è il Venerdì Santo

«Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris», ovvero: «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Queste parole compaiono nella Genesi, quando Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte: «Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». Molti sono nella nostra Chiesa in questi giorni i segni e simboli visibili che invitano i fedeli alla penitenza: il presbiterio, sapientemente allestito da don Mauro, risulta completamente privo di fiori; anche l’altare del Tabernacolo appare completamente spoglio di fiori e dei soliti candelieri, e al centro risalta soltanto una grande croce, simbolo della passione e morte di Nostro Signore per la nostra salvezza. Anche il colore dei paramenti, viola, e il mancato canto dell’Alleluia e del Gloria, sono chiari simboli per la Chiesa di penitenza, ritorno a Dio e autentica conversione del cuore.

 

Durante le Sante Messe celebrate alle ore nove di mattina e alle diciassette del pomeriggio il nostro parroco don Mauro ha imposto a tutti i presenti le sacre ceneri, ottenute secondo un'antica consuetudine bruciando i rami d'olivo benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente, pronunciando la formula propria prevista per questo rito «Convertitevi e credete al Vangelo» (Marco 1,15).

Commentando il Vangelo del giorno durante l'omelia, don Mauro ha sottolineato l'importanza della penitenza e della conversione del cuore per fare ritorno alla fedeltà con Dio. "Conversione vuol dire ricostruire una fedeltà che è stata interrotta, non una semplice e formale osservanza delle regole", ha affermato don Mauro, che ha proseguito formulando ai fedeli un invito: "dobbiamo continuamente tornare alle origini e ricostruire la nostra fedeltà con Dio, rimetterci in relazione autentica con l'uomo Gesù di Nazaret che è il vero volto della Misericordia di Dio per tutti noi".

Don Mauro si è quindi soffermato sulle tre raccomandazioni fatte da Gesù ai suoi discepoli nel corso del brano del Vangelo di Matteo letto in questo giorno, ossia l’invito di Cristo stesso "a fare l'elemosina, che non è la carità, ma il provvedere materialmente ai bisogni del nostro prossimo, con discrezione e senza pubblicità"; alla pratica del digiuno, "ossia il rinunciare per questo giorno il superfluo che ci ingabbia e ci impedisce di metterci in relazione con il nostro prossimo", invitando a fare a meno di uno dei pasti principali per donare al prossimo quanto risparmiato, e ovviamente alla preghiera personale, per rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di metterci in relazione con Dio e ristabilire il nostro rapporto con lui. Ha infine ricordato il significato profondo dell’antico rito dell’imposizione delle ceneri, nato "per ricordarci che per quanto possiamo  essere grandi, furbi, intelligenti, ricchi e invidiati su questa terra, non smettiamo mai di essere nulla, cenere e polvere, perché quello eravamo, quello restiamo e quello ritorneremo ad essere".

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Parrocchia di Pontenure
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