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Martedì 25 Aprile, celebrato il 72° Anniversario della Liberazione

Il corteo attraverso le vie del paese e l'ingresso in chiesa delle autorità


La celebrazione liturgica presieduta dal nostro parroco don Mauro


La commemorazione presso la piazza dopo la messa


La deposizione della corona d'alloro davanti al Monumento ai Caduti e il discorso del sindaco Gruppi

Nella giornata di ieri, martedì 25 aprile, si è svolta la commemorazione del 72° anniversario della Liberazione. Questa data rappresenta per tutti gli Italiani una data storica e patriottica, memoria e suffragio di tutti coloro che quasi settanta anni fa si sono impegnati, spesso col sacrificio della loro giovane vita, per vedere di nuovo libera e unita la nostra Patria, civili e militari, partigiani rossi e bianchi, monarchici e comunisti, militari dei Gruppi da combattimento e internati in Germania.

La Messa in suffragio di tutti i caduti

Le commemorazioni sono iniziate di prima mattina davanti al municipio, dove si è formato un piccolo corteo composto dalle autorità civili e militari, dagli amministratori comunali e da numerosi cittadini, che hanno raggiunto assieme la chiesa parrocchiale per la Santa Messa in suffragio di tutti i Caduti. Il corteo era preceduto dai musicisti della banda "Del Val- Pegorin", che durante il tragitto hanno eseguito alcuni celebri brani della Resistenza, e dal gonfalone del nostro Comune, decorato, lo ricordiamo, di medaglia di bronzo per il contributo dei suoi cittadini alla guerra di Liberazione. La Santa Messa è stata presieduta dal nostro parroco don Mauro Tramelli e concelebrata da don Josuè Brito Da Silva, parroco di Valconasso e Paderna. Durante la celebrazione liturgica si sono susseguiti canti adatti alla circostanza eseguiti dai cantori del Coro "La Torre", che hanno accompagnato le preghiere riconoscenti rivolte a suffragio dei nostri caduti. Come sempre numerosa e sentita è stata la partecipazione della popolazione alla funzione, alla quale hanno preso parte le autorità civili e militari del nostro comune, il sindaco Manola Gruppi, il vice sindaco Angela Fagnoni, il maresciallo Luciano Salatino, comandante della stazione dei Carabinieri di Pontenure, gli assessori e i consiglieri comunali. Erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma con i loro labari e le loro bandiere, i partigiani facenti parte dell'Asssociazione Nazionale Partigiani e gli alpini del gruppo Alpini di Pontenure, ma anche i volontari della Protezione Civile e gli scout della Comunità Masci “Intorno al fuoco”.

L'omelia del nostro parroco don Mauro

Durante la sua omelia il nostro parroco don Mauro ha inteso sottolineare la fondamentale importanza del ruolo dei genitori e dei nonni nella trasmissione ai giovani dei valori civici e della memoria di questo giorno, paragonando la Liberazione alla più antica epopea che narra il riscatto di un popolo dalla dominazione straniera, l’uscita degli Ebrei dall’Egitto sotto la guida di Mosè. Citando alcuni suoi personali ricordi di gioventù, ha quindi sinteticamente ricordato i diritti e i doveri che la Costituzione nata dalla Resistenza assegna a ciascun cittadino, come il dovere di votare, «perché il diritto di esprimere liberamente il proprio voto è un diritto conquistato a caro prezzo», il rispetto per la bandiera nazionale, «che deve sempre essere rispettata e onorata», e il senso di appartenenza alla comunità nazionale «che non dobbiamo perdere per non perdere anche la nostra stessa identità». Dopo aver ricordato che in questo giorno la Chiesa commemora la figura dell’evangelista Marco, che secondo la tradizione scrisse il primo Vangelo cristiano e morì martire ad Alessandria d’Egitto, don Mauro ha ribadito l’importanza di «raccogliere e conservare la memoria di questo giorno da coloro che hanno sofferto, lottato, combattuto perché coloro che vengano dopo possano ricevere la fiaccola della testimonianza e trasmetterla a loro volta alle generazioni successive», paragonando i partigiani ai testimoni della fede, ai primi martiri cristiani, che «non hanno esitato di sacrificare la propria vita per trasmetterci quanto di bello, grande e sacro avevano ricevuto».

 La commemorazione in piazza e al cimitero

Una volta conclusasi la funzione religiosa, tutte le autorità e i cittadini presenti si sono trasferiti in piazza Re Amato, dove come da tradizione le commemorazioni sono proseguite davanti al Monumento ai Caduti. Dopo l’esecuzione da parte della banda delle sempre emozionanti note dell'Inno di Mameli e il compiersi del sempre suggestivo rito dell’alzabandiera, è stata deposta una prima corona d’alloro per rendere omaggio a tutti i Caduti civili e militari della guerra. Ha quindi preso la parola il sindaco di Pontenure Manola Gruppi, che si è rivolta ai presenti per la tradizionale commemorazione (per il discorso del sindaco vedere il video).

Al termine del discorso del primo cittadino, un gruppo di ragazzi delle scuole medie accompagnati dalle loro insegnanti hanno presentato un breve lavoro di ricerca sul nostro paese. Terminata la celebrazione rievocativa sulla piazza, il corteo si è ricomposto e ha raggiunto il cimitero comunale per rendere il dovuto onore e omaggio ai partigiani caduti, qui sepolti. Presso il loro monumento, dopo la rituale benedizione da parte del parroco, è stata deposta una seconda corona d'alloro, segno di gratitudine e riconoscenza da parte dell'Amministrazione comunale. Un'altra corona d'alloro è stata quindi deposta anche presso "Il luogo della memoria", la piccola cappella che una decina di anni fa l’Amministrazione comunale ha voluto erigere per un comune ricordo e riconoscenza nei confronti di tutti i Caduti del nostro paese.

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Parrocchia di Pontenure
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