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Venerdì 14 Aprile - Via Crucis lungo le vie del paese

I preparativi e le prove in Oratorio


Le stazioni rappresentate come da tradizione da bambini e ragazzi del Catechismo e scout


La processione lungo le vie del paese


Il ritorno in piazza e la breve omelia di don Mauro


Nella tarda serata di venerdì 14 aprile, Venerdì Santo, come ogni anno bambini e ragazzi del Catechismo hanno rappresentato le varie stazioni della Via Crucis, snodate lungo le vie del paese, compresi del ruolo che ricoprivano e consapevoli di dare visibilità al tragico evento della passione e morte del Figlio di Dio.

Alla processione della Via Crucis la partecipazione del paese è sempre alta, la folla segue in preghiera le statue dell’Addolorata e del Cristo morto, ognuno nella consapevolezza di aver contribuito per la sua parte al tragico finale di un innocente.

La celebrazione presieduta dal nostro parroco don Mauro, con la partecipazione di don Josuè Brito da Silva, amministratore di Valconasso e Paderna, e del seminarista Josè Maria Martin, è stata animata dal Coro parrocchiale “La Torre” e dalla Banda “Del Val Pegorini” che hanno eseguito brani e canti della tradizione popolare.

Un po’ il buio della sera e forse anche il clima di mestizia che si viene creando, questo avvenimento induce sempre alla riflessione personale, così come ogni stazione della Via Crucis. La prima stazione mette in mostra la condanna a morte di Gesù: il popolo lo vuole morto ad ogni costo, lo carica della croce e Lui, pur potendolo fare, resta in silenzio sopportando il male, le offese e gli insulti. Nel silenzio, nell’abbandono totale al Padre si evidenzia l’amore vero e misterioso per l’uomo. E invece noi… parliamo, parliamo, così maestri nel lamentarci.

E poi sulla via del calvario le donne di Gerusalemme, che assistono al passaggio di quell’uomo sfinito e maltrattato che a fatica sale verso il Golgota. Dalle parole del Cristo pare proprio che quelle lacrime siano spese fuori luogo: piangano, piangiamo piuttosto su chi, loro stesse e noi, sui nostri figli che avendo causato tanto male siamo responsabili di quel soffrire. Al Signore è gradita la nostra sincera conversione, non bastano le lacrime.

Nel corso di una vita capita a tutti di desiderare l’aiuto di qualche Cireneo, che si faccia prossimo anche con poco, giusto per non sentirsi troppo soli e abbandonati a sopportare grandi pesi. Fortunato chi ne ha potuto o ne può fare esperienza. Tutti siamo in grado di diventare Cirenei.

Per tre volte il Cristo cade sotto il peso della croce. Sì, perché c’è croce e croce, a volte è talmente opprimente che schiaccia e si rischia di sentirsi finiti. Per nostra fortuna Cristo è lì, Lui l’ha provato e aiuta a rialzarsi; il suo amore e la sua vicinanza incoraggiano a proseguire e il cammino riprende.

Si giunge così al Golgota, il percorso è finito, è l’ora di cambiare dimora. Nella gloria della risurrezione si potrà ritrovare la gioia piena di figli e la consolazione di aver agito “secondo la sua volontà”.

Con qualche riflessione in più e un po’ di pentimento la processione si è conclusa con lo scambio dei reciproci auguri. E così ognuno è tornato alla propria casa in attesa di festeggiare la domenica successiva il Cristo vincitore del male.

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Parrocchia di Pontenure
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