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accaddeoggi

Accadde oggi a Pontenure... 25-31 Maggio 1979

Articolo tratto da "La Torre" n. 7-8 del 1979

L'interessante  articolo che presentiamo di seguito ricorda la visita pastorale compiuta nell'ultima decade di maggio del 1979 dall'allora vescovo di Piacenza monsignor Enrico Manfredini. Ad accoglierlo nella nostra parrocchia i due parroci che nel 1977 erano succeduti a monsignor Silvio Losini, don Gianni Vincini e don Paolo Buscarini. Domenica 26 maggio monsignor Manfredini amministrava il sacramento della Cresima a 74 ragazzi, 67 dei quali residenti nel capoluogo, 4 a Muradello e 3 a Paderna. La visita si chiudeva con la partecipazione del vescovo alla solenne cerimonia di chiusura del mese di maggio, con la processione della statua della Vergine intorno alla piazza, il cui passaggio era infiorato dai ragazzi della Cresima. L'articolo porta la firma di una delle storiche "penne" della nostra rivista parrocchiale, il maestro Amato Parenti.

Monsignor Enrico Manfredini (Suzzara, 20 gennaio 1922 – Bologna, 16 dicembre 1983), vescovo di Piacenza dal 4 ottobre 1969 al 18 marzo 1983.

I ragazzi cresimati da Mons. Manfredini il 26 Maggio 1979.

La copertina de La Torre da cui è tratto l'articolo.

Mons. Manfredini incontra la nostra Comunità parrocchiale

 

 

I tre aspetti di una vista pastorale

Nell'ultima decade del mese di Maggio, Mons. Vescovo ha avuto tre incontri di vita pastorale con la nostra popolazione; incontri non casuali, bensì pieni di significato e di benefici spirituali.

Il «Pastore» ha ascoltato, ha parlato, ha invitato tutti ad una maggiore coesione di intenti, ha benedetto tutti sulla nostra piazza, come abbraccio paterno.

È arrivato fra noi la sera del 25 con lo scopo di conoscere la situazione parrocchiale. Dopo le preghiere liturgiche del mese di maggio, i presenti sono convenuti nella sala dell'Oratorio; il benvenuto Gli è stato porto da don Paolo, ricordando la ricorrenza della consacrazione sacerdotale di Mons. Vescovo, una data assai preziosa, e l'ora di viva apprensione per la salute della sua mamma, che si spegneva lentamente, promettendo preghiere al Signore.

Quindi secondo un programma predisposto dal Consiglio pastorale parrocchiale, è stata letta una relazione sulla nostra vita pastorale; l'esposizione ha toccato questi punti: il nostro rapporto col Signore, la comunione tra di noi, quindi il rapporto tra gruppo e massa, tra i giovani e gli adulti, il mondo dei ragazzi (attualità dell'Oratorio), l'inserimento con la zona.

Alcuni dei presenti sono intervenuti nell'ampliamento del discorso; poi ha preso la parola mons. Vescovo, che si è soffermato sul punto centrale: l'Oratorio ed il suo funzionamento.

Nel suo dire ha insistito perché questa preziosa struttura, l'Oratorio, deve trovare spazio ed impegno per tutti, affinché i grandi concorrano nella finalizzazione dell'opera ed i piccoli vi trovino la possibilità di crescere spiritualmente e fisicamente.

Lo stesso Presule ha confidato che Egli è cresciuto nell'oratorio, ha accolto la Parola dello Spirito e vi ha svolto un primo lavoro di vita sacerdotale con tutta la sua passione.

In quell'incontro si è preso l'impegno di venire a contatto con altri oratori, specie lombardi, per studiarne il loro inserimento efficace nella vita comunitaria di una Parrocchia.

La Sua benedizione concludeva questo incontro; il «Pastore» ci lasciava, ma nei, nostri animi rivivevano le sue esortazioni per un cammino di fede.

Nel pomeriggio del 26 maggio, mons Vescovo era nuovamente tra la nostra popolazione, per amministrare la S. Cresima ad un folto gruppo di ragazzi tra cui 4 di Muradello e 3 di Paderna.

31 Maggio, sera

La nostra chiesa è nuovamente gremita di fedeli. Un gruppo di bambini recita il Santo Rosario; le motivazioni dei Misteri sono indica te da don Gianni: per il nostro paese, per la nostra parrocchia perché viva una vita di autenticità cristiana, per gli emarginati, per il Vescovo e per tutti i sacerdoti della parrocchia, per tutte quelle cose che ci stanno a cuore… E Mons. Vescovo è inginocchiato presso l'altare, recitando con noi, pregando con noi.

Poi si snoda la processione con la statua della Madonna; precedono tutti i fanciulli della prima comunione, poi i fedeli, poi quelli della Cresima, che infiorano il passaggio della venerata immagine; segue Mons. Vescovo, ed il folto gruppo degli uomini.

È molto sentita tra di noi la devozione alla Vergine e. questa funzione suscita sempre tanta partecipazione e devota preghiera. E, dopo aver percorso il giro della piazza, al ritorno, è improvvisato un altare sul sagrato. Ognuno è preso da quel momento particolare; ognuno può rivolgersi e non inutilmente alla Madonna e nell'umile preghiera trovare speranza di pace.

Quindi si attende la parola del Vescovo; Egli infatti commenta il brano di san Luca, che racconta la «Visita a santa Elisabetta». Maria portava in sé un grande dono, che certamente tutti desiderano: Gesù, perché piena di grazia ed obbediente al volere di Dio; ma anche gli uomini, hanno bisogno di questo dono, se si sta con amore alla presenza di Dio, facendo il suo volere, con umiltà, coerenza e costanza; e «Tanti oratori, diceva mons. Vescovo, su questa piazza più che bene intenzionati, prospetteranno tante riforme, ma nessuna avrà effetto se noi non saremo come Maria, cioè se non porteremo in noi il Salvatore; ma se ci comporteremo come Maria faremo sussultare i nostri fratelli che dal Dono di Maria saranno guidati».

La cerimonia volgeva al termine; ne seguiva la benedizione eucaristica. Un profondo silenzio nei presenti; un cielo terso costituiva un arco di pace e di speranza; l'umile saluto dei buoni fedeli alla Madonna, faceva più bello l'addio nell'animo di ognuno.

Ma questo doveva essere anche per mons. Vescovo «che tra poco avrebbe sentito l'amarezza dell'abbandono della madre sua terrena», assistita dal figlio stesso. Molte persone si sono recate a rendere omaggio alla salma; anche un gruppo di giovani e adulti della parrocchia (una ottantina), sono andati a pregare e dare un umano e spirituale conforto al caro «Pastore».

Mons. Enrico Manfredini, una breve biografia

Monsignor Enrico Manfredini nacque a Suzzara, in provincia di Mantova, il 20 gennaio 1922, primogenito di sei figli di una famiglia di operai. Ben presto, nel 1930 si trasferì con la famiglia a Milano.

Nel 1934 entrò giovanissimo nei seminari arcivescovili milanesi, dove frequentò il liceo e completò gli studi presso la Pontificia Facoltà teologica di Venegono. Durante questo periodo, conobbe e divenne amico di don Luigi Giussani, futuro fondatore di Comunione e Liberazione. Il 26 maggio 1945 fu ordinato sacerdote, nella cattedrale di Milano, dal cardinale Ildefonso Schuster. Dopo l'ordinazione divenne vicario parrocchiale a Monza, fino al 1950, e in seguito a Lambrate.

Si iscrisse successivamente alla Facoltà di filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove nel 1951 si laureò in filosofia e lettere con uno studio sulla filosofia del cardinale Henry John Newman, sotto la guida di monsignor Francesco Olgiati. I suoi interessi lo portavano a coltivare anche lo studio delle scienze sociali. Per questo, subito dopo la laurea, seguì i corsi della Facoltà di scienze politiche e sociali della stessa Università Cattolica.

Dal 1950 al 1956 insegnò come professore di filosofia e preside nei collegi dell'arcidiocesi di Milano, prima a Monza, poi a Porlezza. Nel 1956 fu chiamato ad assumere l’incarico di assistente diocesano dell’Unione degli uomini di Azione Cattolica, e nel 1958 quello di delegato arcivescovile di tutta l'Azione Cattolica milanese.

Durante quegli anni fu uno dei più stretti collaboratori dell’allora arcivescovo cardinale Giovanni Battista Montini, il quale, poco prima di recarsi al conclave che lo avrebbe eletto papa, lo incaricava di succedere al prevosto e vicario foraneo di Varese, monsignor Francesco Rossi, da poco eletto vescovo di Tortona. Per sei anni si dedicò intensamente alla sua missione di parroco della parrocchia di San Vittore, la più centrale della città, e di vicario foraneo del capoluogo lombardo, collaborando allo stesso tempo anche a numerose riviste e centri di pastorale.

Monsignor Manfredini partecipò alle sedute del Concilio Vaticano II in qualità di uditore rappresentante dei parroci, e fece parte del seguito di Paolo VI durante i viaggi apostolici compiuti dal pontefice in India, in Colombia e in Uganda. Anche nella sua parrocchia promosse in prima persona la formazione della coscienza missionaria e diede vita a molteplici iniziative in favore del Terzo Mondo.

Nella seconda metà degli anni Sessanta insegnò presso la Scuola superiore di Studi sociali per il clero, promossa dall’Istituto Toniolo presso l’Università Cattolica di Milano.

Il 4 ottobre 1969 papa Paolo VI lo nominò nuovo vescovo di Piacenza, successore dell'arcivescovo Umberto Malchiodi, dimessosi il giorno precedente per raggiunti limiti di età. Ricevette l'ordinazione episcopale il 4 novembre successivo dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo metropolita sella diocesi ambrosiana, coconsacranti gli arcivescovi Umberto Malchiodi e Giuseppe Schiavini. L'8 dicembre prese possesso della diocesi, nella cattedrale di Piacenza. In segno di umiltà rifiutò di farsi confezionare un proprio stemma episcopale.

 Ricoprì l’incarico di vescovo delegato della famiglia (dal 1970 al 1977 e dal 1982 al 1983) e delegato per i problemi caritativi ed assistenziali, dal 1977 al 1982, presso la conferenza episcopale dell'Emilia-Romagna. Fu inoltre segretario, dal 1973 al 1975, e poi presidente, dal 1982 al 1983, della commissione episcopale per la famiglia; dal 1975 al 1978 fu inoltre presidente del comitato episcopale dell'Università Cattolica.

Il 18 marzo 1983 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo metropolita di Bologna, succedendo al cardinale Antonio Poma, dimessosi per motivi di salute. Il 30 aprile prese possesso dell'arcidiocesi, mentre il 29 giugno ricevette il pallio, nella basilica di San Pietro in Vaticano, dalle mani del pontefice. Il 9 luglio fu eletto presidente della conferenza episcopale dell'Emilia-Romagna.

Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1983 monsignor Manfredini morì improvvisamente a Bologna a causa di un attacco cardiaco, senza aver potuto ricevere la berretta cardinalizia che si accompagnava per antica tradizione e consuetudine a quella sede arcivescovile.

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Parrocchia di Pontenure
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