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Accadde oggi a Pontenure... 29 Giugno 1952

Articolo tratto da "La Torre" n. 11 del 1971

L'interessante  articolo che presentiamo di seguito ricorda il solenne ingresso come nuovo arciprete di un allora giovane don Silvio Losini che prese possesso della nostra parrocchia il 29 giugno 1952, in occasione della solennità di San Pietro Apostolo, il santo patrono del nostro paese, succedendo a monsignor Giuseppe Cardinali, in carica come arciprete di Pontenure dal 1909 al 1952.

Una breve biografia. - Nato a Pondedellolio il 26 marzo 1911, monsignor Silvio Losini venne ordinato sacerdote il 6 aprile 1935. Iniziò il servizio pastorale come insegnante ed economo del seminario vescovile di Piacenza; il 23 novembre 1942 il vescovo di Piacenza monsignor Ersilio Menzani lo nominò parroco di Besenzone, per poi affidargli il 6 maggio 1952 la guida della parrocchia di Pontenure, dove rimase fino al 1° luglio 1977, quando rinunciò all'incarico convinto di essere molto malato. Venne quindi nominato parroco di Tollara, incarico che mantenne fino al 1990. Contemporaneamente ai precedenti incarichi, è stato anche addetto all'Ufficio amministrativo diocesano; il giorno 8 gennaio 1981 venne anche nominato Vicario episcopale per il coordinamento amministrativo; il 29 novembre 1985 è stato nominato cappellano di Sua Santità. Ritiratosi presso la Casa del Clero Cerati, si è spento mercoledì 12 novembre 2007.

La processione di popolo che il 29 giugno 1952 accolse un giovane monsignor Silvio Losini in occasione del suo ingresso nella nostra parrocchia.

Dopo essere stato accolto alle porte del paese dalle autorità e dalla popolazione festante, il giovane don Losini (al centro con la cotta) s'incammina a piedi verso la nostra chiesa parrocchiale. Al suo fianco, alla sua destra, il vescovo coadiutore di Piacenza mons. Umberto Malchiodi.

Un giovanissimo Monsignor Silvio Losini (al centro con la cotta), arciprete di Pontenure dal 1952 al 1977, il 29 giugno 1952, giorno del suo ingresso nella nostra parrocchia. Alla sua sinistra il vescovo coadiutore di Piacenza Mons. Umberto Malchiodi e alla sua destra Mons. Paolo Ghizzoni, futuro vescovo di San Miniato al Monte. La costruzione dell'Oratorio fu subito intrapresa con lucidità e preveggenza da mons. Losini.

Monsignor Losini in occasione del suo primo discorso ai parrocchiani.

Un numero del giornalino parrocchiale "La mia Parrocchia" che iniziò le pubblicazioni subito dopo l'arrivo di Monsignor Losini. Da questa esperienza nacque la rivista "La Torre".

1952 - Don Silvio Losini

Con bolla pontificia del 23 maggio 1952 era nominato parroco di Pontenure don Silvio Losini, da oltre nove anni parroco di Besenzone, che faceva il suo ingresso solenne il 29 giugno, festa di San Pietro Apostolo.

Ingresso. - Proveniente dal Seminario di Piacenza, dove aveva trascorso alcuni giorni nel ritiro e nella meditazione, accompagnato dai maggiorenti che erano andati a portare il primo saluto, il nuovo Parroco incontrava al Ponte sul Nure un gruppo di giovani motociclisti che lo precedettero fino all'ingresso del paese, presso il Consorzio, dove era accolto da tutta la popolazione. Di qui, in corteo, raggiungeva la chiesa, all'ingresso della quale un bambino gli presentava un mazzo di fiori, accompagnando il suo gesto con parole gentili.

Dopo le formalità di rito per l’immissione in possesso, il delegato vescovile, Monsignor Giuseppe Emanuelli, Prevosto di Sant'Antonino, presentava il nuovo parroco alla popolazione. Iniziava quindi la celebrazione della Santa Messa in canto: la II Pontificalis del Perosi con accompagnamento di orchestra.

Il primo discorso. Al Vangelo il nuovo parroco rivolgeva ai suoi parrocchiani il suo primo discorso, in cui dopo aver ringraziato tutti e in particolare i buoni Coadiutori che con tanto amore e sacrificio avevano preparato quell'incontro, aggiungeva: «...E per prima cosa sorpassate la mia umile persona: Sono colui che guiderà le vostre anime nella via del bene, della salvezza, della pace; dietro la povera umanità vedete la maestà di Dio che prima di voi confonde me, ma che impone a voi e a me gravi doveri di cui ci renderemo coscienti, a cui resteremo fedeli.

Andate e predicate il Vangelo a tutte le creature, insegnando loro ad osservare ciò che io ho comandato a voi. Ecco dunque il mio primo dovere: dare alle intelligenze la luce dell’eterna verità, che è Dio. Dovere grandissimo e impegnativo in questi tormentati tempi nostri; dovere che apre la via alla comprensione della divina volontà, alla disposizione delle anime a ricevere la grazia di Dio comunicataci dai Sacramenti. E in questo mio dovere i fanciulli e i giovani avranno tutte le preferenze, avranno tutte le cure paterne e più sagge e nessun sacrificio mi sembrerà grande per adempiere per loro questo dovere. Né saranno trascurati gli adulti perché è risaputo che l’ignoranza della dottrina è il letto caldo in cui prosperano tutti i bacilli avvelenatori della vita cristiana.

Per questo mio lavoro confido in Dio, confido nei miei superiori... Confido nell'assistenza del mio venerato predecessore che tanto bene operò tra di voi negli anni del suo lungo ministero, con la fiducia che nella preghiera per il vecchio gregge ricorderà il nuovo pastore;... Nei miei Coadiutori che porteranno il profumo della recente ordinazione e la freschezza degli anni nelle varie attività del ministero; nelle famiglie religiose che lavorano perché rifiorisca nella parrocchia nostra lo spirito delle loro sante Fondatrici.

Confido in tutti coloro che dalla società civile sono stati investiti di autorità, per il bene materiale e morale della popolazione, assicurando che il parroco sarà ben lieto di dare tutta la cooperazione cordiale e sincera per il raggiungimento di quei beni a cui la divina Provvidenza destina il potere civile. E come la offro così la domando...ugualmente cordiale e sincera. Confido nelle preghiere di tutti voi, miei figli carissimi, e penso che nelle vostre preghiere ricorderete il vostro parroco e domanderete al Signore che egli sia sempre in mezzo a voi e faccia in mezzo a voi quello che vuole il Signore.

Ma anche la vostra attività dovrete dare in aiuto al parroco. Cooperate con lui con animo generoso, con la cristiana coscienza delle vostre rispettive responsabilità. Mai come oggi sarebbe delittuoso davanti a Dio, alla Chiesa, alla società starsene indifferenti. Cooperate in spirito di ubbidienza figliale, al disopra di quelle miseriole che soffocano preziose energie.

Con fiducia vi guardo miei figli, non deludete le mie speranze, le speranze della Chiesa; formiamo da oggi in stretta unione di pensieri e di sentimenti, quasi una salda roccia sulla quale possano costruire i vostri figli. A tutti coloro che fedeli vorranno lavorare generosamente in ogni campo, a fianco del parroco, il mio cordiale ringraziamento». E terminava ricordando i luoghi del suo primo apostolato, augurandosi di poter sentire sempre di loro le cose santamente più belle.

Scambio dei doni. -  Alla sera, nel cortile della casa del Catechismo (l’attuale Oratorio femminile) fu tenuta un’accademia in cui si alternarono discorsi, canti e brani di musica classica. Durante la manifestazione fu presentato anche il dono della popolazione: l’arredamento per la camera del Curato, che aveva comportato una spesa di lire 128 mila. Al termine il parroco, dopo aver ringraziato tutti, così proseguiva: «Ho notato che esiste in parrocchia un ospizio per i vecchi e un asilo per i piccoli, manca dunque un centro giovanile dove la gioventù possa raccogliersi per la sua formazione religiosa, morale, sociale e civile. Noi lo costruiremo, con l’aiuto di tutti e la benedizione di Dio». Un lungo e caloroso applauso sottolineava quella promessa e quell'impegno e chiudeva quella giornata indimenticabile.

I primi lavori e le prime attività. - Dopo essermi guardato un po' attorno iniziammo i primi lavori e le prime attività.

  • Primi lavori. Costruzione, nel vecchio stallino, delle docce e dei servizi igenici di cui la casa del Catechismo e l'annesso cortile erano privi.
  • Il giornalino parrocchiale. A settembre esce il primo numero di un giornalino, piccolo, piccolo, "La mia Parrocchia", che a gennaio raddoppiò il suo formato, e nel giugno del 1956 venne sospeso per mancanza di collaboratori... e di mordente.
  • Giornata Eucaristica. Il 5 ottobre è celebrata la Giornata Eucaristica in preparazione al Congresso Eucaristico diocesano, fissato per il 19 ottobre. Interviene il Vescovo Monsignor Malchiodi che al mattino conferisce la Cresima a 67 bambini e al pomeriggio partecipa alla processione eucaristica.
  • Partecipazione attiva alla Messa. Con la stampa di un apposito libretto "La Mia Messa" è dato inizio alla partecipazione attiva dei fedeli alla Santa Messa. Preghiera e canto si alternano, seguendo liturgicamente il Santo Sacrificio. Dopo i primi contrasti da parte di chi era ancora legato ai vecchi sistemi di assistenza alla Messa (recita del rosario o altre preghiere o vuoti silenzi) è prevalso il buon senso e il buon gusto con soddisfazione di tutti.

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Parrocchia di Pontenure
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