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Sabato 3 Giugno - Solenne celebrazione della Veglia di Pentecoste

Un breve video con alcuni spezzoni della Veglia di Pentecoste

Alcune immagini della solenne funzione, inaugurata dalla benedizione del fuoco


 

La cena in compagnia seguita alla funzione


Fin dai primi secoli dell’era cristiana la Chiesa si è sempre ritrovata durante la notte per vegliare e meditare le grandi imprese compiute da Dio nella storia della salvezza. La liturgia latina, al giorno d'oggi, conosce tre importanti veglie: la Veglia Pasquale, definita da Sant'Agostino «la Veglia madre di tutte le veglie», nella notte del Sabato Santo, in cui Cristo vincendo il peccato e la morte risorse dagli inferi,  la Veglia di Natale, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, nella quale si celebra «il Verbo che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi», sempre molto sentita dalla devozione e della pietà popolare, e per l'appunto la Veglia di Pentecoste, che commemora invece l'attesa orante della Beata Vergine e degli Apostoli, riuniti nel Cenacolo, prima di ricevere il dono dello Spirito Santo, il Paraclito, ossia consolatore, promesso dal Signore ai suoi discepoli.

Con la sua simbologia, la Veglia di Pentecoste introduce infatti i credenti nel mistero dell’azione dello Spirito Santo: le letture ripercorrono i vari episodi segnati dall’azione dello Spirito nella storia della salvezza, l’accensione del fuoco ricorda l’effusione dello Spirito sugli apostoli riuniti nel Cenacolo, il rinnovo delle promesse battesimali e l’aspersione con l’acqua lustrale rimandano all’effusione dello Spirito ricevuta il giorno del battesimo, quando tutti siamo morti al peccato per risorgere come figli di Dio in Cristo.

Nella tarda serata di ieri, sabato 3 giugno, anche la nostra comunità parrocchiale si è ritrovata in chiesa per prendere parte alla solenne funzione della Veglia di Pentecoste, seguita dalla celebrazione della santa messa presieduta dal nostro parroco don Mauro Tramelli, affiancato da don Davide Maloberti, direttore del settimanale diocesano Il Nuovo Giornale. Entrambi i sacerdoti erano rivestiti dei paramenti rossi, simbolo della passione di Cristo, del sangue dei martiri ma anche del fuoco vivificante dello Spirito Santo. Erano inoltre presenti numerosi membri delle comunità del Rinnovamento nello Spirito della nostra diocesi, che attraverso il loro coro diocesano hanno animato la funzione con suggestivi e ritmati canti. Il Rinnovamento nello Spirito è un movimento ecclesiale cattolico, appartenente alla corrente spirituale del Rinnovamento carismatico, che parte dall'esperienza di una nuova effusione dello Spirito Santo ed è attivamente impegnato in progetti di evangelizzazione, eventi culturali e sociali volti alla promozione della "cultura di Pentecoste".

La celebrazione è iniziata sul sagrato antistante la chiesa, con i sacerdoti e il popolo tutti riuniti intorno al braciere per la benedizione del fuoco, guizzante di vita, attraverso il quale il celebrante ha poi accesso il Cero pasquale, rimasto sempre acceso in questi cinquanta giorni dalla Veglia di Pasqua. Anche i fedeli presenti hanno quindi potuto accendere a loro volta i lumini e i piccoli ceri che tenevano in mano, seguendo in processione il Cero pasquale all’interno del tempio. Ad accompagnare questo momento assai simbolico e carico di significati e l’intera funzione hanno egregiamente provveduto i suggestivi e gioiosi canti eseguiti dai bravi cantori del Coro diocesano del Rinnovamento nello Spirito, accompagnati dalle allegre note delle chitarre.

 

Alla vivida luce del Cero pasquale, ha preso quindi il via la liturgia della parola, durante la quale si sono succeduti i racconti relativi alla Torre di Babele (libro della Genesi), alla manifestazione di Dio a Mosè e al popolo d’Israele sul monte Sinai in occasione del dono della Legge e dell’alleanza tra il Signore e il suo popolo (libro dell'Esodo), i brani tratti dai libri dei profeti Ezechiele e Gioele. Dopo l’incensazione del Cero pasquale e il canto del Gloria, è stata quindi data lettura ad un breve brano tratto dall’Epistola di San Paolo ai Romani e al Vangelo secondo Giovanni (Giovanni, 7,37-39), che narra di come Gesù si rivela ai suoi discepoli in occasione della festa delle Capanne e «annuncia la sua identità: Egli è l’inviato dal Padre, e la sua missione, quella di portare, mediante la sua morte, lo Spirito che rinnova ogni cosa».

Dopo una breve omelia tenuta da don Mauro che si è voluto soffermare su alcuni aspetti particolari di questa festa, tutti i fedeli presenti hanno solennemente rinnovato le promesse battesimali, con le quali in occasione del Battesimo hanno rinunziato al maligno e alle sue opere rinascendo a vita nuova come veri figli di Dio. La santa messa è quindi proseguita come di consueto con la liturgia eucaristica e la benedizione finale. Al termine della funzione tutti i presenti si sono ritrovato presso la veranda del Bar Bocciodromo per una piccola cena in un clima di fraterna convivialità che ha concluso questa serata di festa per la nostra comunità e per i graditi ospiti appartenenti al movimento Rinnovamento nello Spirito, che con la loro gioia contagiosa hanno consentito a tutti i presenti di vivere al meglio questa importante solennità.

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Parrocchia di Pontenure
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