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Sabato 25 Novembre, festeggiata Santa Cecilia con la banda "Del Val-Pegorini"


La santa messa prefestiva di oggi, sabato 26 novembre, in cui la Chiesa commemora la solennità di Cristo Re dell'Universo, è stata piacevolmente allietata dai musicisti della banda "Del Val-Pegorini".

Come è ormai tradizione, i membri della banda hanno accompagnato con il suono dei loro strumenti i momenti più significativi della celebrazione liturgica officiata dal nostro parroco don Mauro Tramelli, contribuendo così ad onorare attraverso le armoniose melodie dei loro strumenti musicali Santa Cecilia, patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti (la cui memoria liturgica si celebra il 22 novembre). A dirigerli e guidarli con la consueta maestria il maestro direttore della banda Valter Bolzoni.

 

 

Conosciamo meglio Santa Cecilia. Breve nota storica

Secondo la tradizione Cecilia era una nobile fanciulla romana, sposata per volere dei genitori ad un giovane di nome Valeriano. Cecilia decise di comunicare al marito il suo desiderio di fare voto di perpetua verginità, riuscendo a convertire l'uomo al cristianesimo insieme al fratello di lui, Tiburzio. Entrambi furono poi sottoposti al martirio. Cecilia stessa sfuggì più volte al martirio, fino a quando non fu arrestata e processata. Condannata alla decapitazione, secondo la leggenda ricevette tre poderosi fendenti dal carnefice, senza che la sua testa cadesse recisa: aveva domandato e ottenuto la grazia di rivedere il pontefice prima di morire, continuando per tre giorni a professare con coraggio e fermezza la propria fede. Fu Papa Urbano I, sua guida spirituale, a renderle la degna sepoltura nelle catacombe di San Callisto.

Alcuni secoli dopo, nell'821, il suo corpo fu rinvenuto intatto nelle catacombe e le sue reliquie furono fatte trasportare da papa Pasquale I nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere. A partire dal tardo Medioevo Santa Cecilia è venerata come patrona della musica, dei cantanti e dei musicisti, un'affiliazione che le è stata attribuita grazie ad un brano della Passio nel quale, descrivendo il suo matrimonio si dice: «Cantantibus organis, Cecilia virgo in corde suo soli Domino decantabat dicens: fiat Domine cor meum et corpus meum inmaculatum ut non confundar» che tradotto sarebbe: «Mentre suonavano gli strumenti musicali, la vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinché io non sia confusa». Fu così che da questo canto le venne attribuito l'appellativo di patrona della musica. Nel 1599, durante i lavori di restauro della basilica in occasione del Giubileo del 1600, il sarcofago contenente il corpo della santa venne ritrovato in ottimo stato di conservazione. Venne allora commissionato a Stefano Maderno (1566-1636) una statua che riproducesse l'aspetto e la posizione del corpo di Cecilia così com'era stato trovato, statua che ancora oggi si trova sotto l’altare centrale della chiesa.

Il capolavoro di Stefano Maderno conservato presso l'altare maggiore della basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Lo scultore, che vide il fragile corpo di Cecilia rinvenuto in occasione del restauro della basilica a lei dedicata, la ritrasse fedelmente e con il segno della decapitazione sul collo.

Il capolavoro di Stefano Maderno conservato sotto l'altare maggiore della basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Lo scultore, che vide il fragile corpo di Cecilia rinvenuto in occasione del restauro della basilica a lei dedicata, la ritrasse fedelmente e con l'evidente segno della decapitazione sul collo.

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