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Domenica 24 dicembre, quarta d'Avvento: la benedizione delle statuette di Gesù bambino da collocare nei presepi

«Stillate dall'alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore», così recita l'antifona d'ingresso della liturgia odierna, domenica 24 dicembre, quarta domenica di Avvento, che quest'anno coincide con la Viglia di Natale. Quest'antifona, ricca di poesia, ben esprime la gioia della Chiesa per l'ormai imminente memoria della venuta del Signore nella carne nella notte di Natale, pegno della sua futura venuta nella gloria alla fine dei tempi.

Dopo la testimonianza di Giovanni Battista, che abbiamo udito nelle scorse domeniche, il Vangelo odierno ci propone la testimonianza di Maria, madre del Signore, che ha serbato nel suo cuore le grandi cose che il Signore aveva fatto per lei e non ha esitato a rispondere al messo celeste che le aveva recato il lieto annunzio: "Eccomi, sono la serva di Dio onnipotente, avvenga di me quanto hai detto".

Il concepimento verginale di Cristo, così chiaramente esposto nel Vangelo di oggi (Luca 1, 26-38), non è un fatto isolato, una grazia a sé, ma si inserisce in un disegno più grande e maestoso, l'incarnazione di Dio, l'evento culminante che porta a compimento il disegno della salvezza, ciò che san Paolo chiama la «rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora... a tutte le genti perché obbediscano alla fede» (Romani 16,25-26).

La presenza di un buon numero di bambini ha contribuito a rendere ancora più speciale e caratteristica la santa messa delle ore undici, durante la quale ha avuto luogo l'ormai tradizionale benedizione delle statue di Gesù bambino da collocare nel presepe domestico da parte del nostro parroco don Mauro.


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Parrocchia di Pontenure
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