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Natale 2017, la santa messa della notte

"Rallegriamoci tutti nel Signore perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è discesa a noi dal cielo."


Già un sottile strato di ghiaccio copriva tutto il paese quando ha avuto inizio, a mezzanotte in punto, la santa messa della notte di Natale. La celebrazione ha raccolto un gran numero di fedeli che hanno creato una calda atmosfera nella notte in cui duemila anni fa circa Gesù Cristo nacque nella grotta di Betlemme. Il rintocco delle campane ha subito annunciato a tutta la popolazione la nascita del Cristo, mentre in chiesa, anche se con una campana ben più piccola, i chierichetti hanno dato inizio alla messa. Le prime battute della celebrazione sono state piacevolmente accompagnate da numerosi canti eseguiti dal Coro “Perfetta Letizia”, così come la comunione e il momento del bacio del bambino. Gli esperti cantori hanno anche proposto alcuni brani inediti che hanno saputo dare un decisivo rinnovamento a questo evento, sempre più incompreso nel suo vero significato. Le letture incentrate sulla nascita di Gesù Cristo e sul suo significato hanno avuto sbocco nel Vangelo di Luca (2, 1-14).

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, [10]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Nel commento al vangelo il nostro parroco Don Mauro si è concentrato sul vero significato del Natale, scindendolo da quello che ha assunto negli ultimi anni, nonché sulla speranza che esso porta. La natività, infatti, per il suo scenario particolare rappresenta la possibilità di sconfiggere la paura e vincere il buio per dare origine alla luce. Un secondo passaggio dell’omelia ha riflettuto sul ruolo chiave dei pastori, capaci anch'essi di vincere la paura come noi dovremmo cercare di vincere la nostra società per scegliere ciò che è veramente giusto.

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