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Mercoledì 31 gennaio, memoria di San Giovanni Bosco - Alcune riflessioni di monsignor Losini sull'importanza dell'Oratorio 

Il 31 gennaio di ogni anno la Chiesa commemora nella liturgia San Giovanni Bosco, uno dei santi più conosciuti, amati e venerati dai fedeli, probabilmente perché in tanti lo sentono vicino nella vita quotidiana di ogni giorno. Vicino non solo perché questo grande santo è vissuto quasi alle soglie del nostro tempo, ma anche e soprattutto per la sua opera educativa a vantaggio dei ragazzi e dei giovani, ai quali don Bosco ha dedicato la sua intera esistenza. Come tutti sanno, fra i tanti frutti scaturiti dal carisma e dallo sguardo profetico di questo grande santo, c'è anche la nascita degli Oratori.

Non si può fare memoria di Giovanni Bosco senza ricordarlo come "il fondatore dell'Oratorio", luogo di giochi, di sogni e di crescita per tanti giovani. Nel 1841 don Bosco incontrò dei giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera. La sua passione educativa per i giovani lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi affollati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel giorno di Pasqua del 1846 l'Oratorio si stabilì sotto una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco. Sulla scia delle sue iniziative, ritenute molto positive anche a livello sociale, e grazie anche alla fattiva opera dei suoi allievi, sono sorti, presso innumerevoli parrocchie, gli Oratori, divenuti col passare del tempo fra i più importanti luoghi di aggregazione e di formazione, sia religiosa che umana.

Un esempio concreto di Oratorio lo abbiamo anche noi a Pontenure, ci riferiamo ovviamente dell’Oratorio OMI (Oratorio Maria Immacolata), dove i nostri ragazzi, oggi padri di famiglia, sono cresciuti nella fede cristiana, constatando che è bello stare insieme e condividere in modo sano e allegro, il tempo libero. Dopo un periodo "di fiacca", il nostro Oratorio sta riprendendo vita: oggi è frequentato assiduamente dai bambini dell’OMI Academy, il doposcuola della nostra parrocchia, dai ragazzi del Catechismo, dal Gruppo Giovani e da altre attività per adulti, da incontri di catechesi o di divertimento. Nulla vieta, è un nostro augurio, che altre iniziative vengano proposte ed attuate, per non deludere le motivazioni e le finalità per cui la struttura era stata pensata dal suo ideatore monsignor Silvio Losini, arciprete di Pontenure dal 1952 al 1977, del quale riportiamo alcune considerazioni, sempre attuali, sui compiti e sulla natura dell'Oratorio.

Se si leggono con attenzione i discorsi del Papa si rileva che l'Oratorio è «l'0pera fondamentale dell'apostolato e della pedagogia parrocchiale e rappresenta la forma pastorale ordinaria con cui è fatto obbligo ai Pastori d'anime di iniziare e di svolgere la loro opera in favore della gioventù. La Parrocchia infatti deve preoccuparsi che le sue strutture assistenziali ed organizzative garantiscano innanzitutto l'educazione religiosa della gioventù». La mancanza di Oratorio è una lacuna di per sé imperdonabile: la Parrocchia ne risulta mutilata.

L'Oratorio è la scuola della bontà e della pietà; è il laboratorio delle coscienze giovanili; è l'allenamento ai grandi doveri della vita; è la tessitura delle buone amicizie, che daranno poi alla compagine sociale la sua più schietta e solida coesione; è un vivaio di uomini sani, intelligenti ed attivi; è uno stupendo «fenomeno di popolo» ed è il fenomeno più tipico del «popolo di Dio».

Chi afferma che l'Oratorio è una istituzione privata, ha compreso ben poco. L'Oratorio è una «istituzione ecclesiale», come è una istituzione ecclesiale (e non clericale) la Parrocchia, la Diocesi, la Chiesa insomma che hanno il Sacerdote, o il Vescovo, o il Papa responsabile, e anch'essi sono «membra del popolo di Dio».

Abbiamo sempre insistito sulla necessità della collaborazione responsabile tra sacerdoti e laici, e siamo convinti che nei vari settori della vita dell'Oratorio è indispensabile la responsabilità dei laici, «in un dialogo corresponsabile tra sacerdote e laici per preparare la decisione finale che spetta alla Gerarchia», anche se i particolari devono essere completati dai responsabili delle singole branche.

Don Silvio Losini - (La Torre - ottobre 1968)

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Parrocchia di Pontenure
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