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Mercoledì 14 febbraio, con il rito dell'imposizione delle ceneri inizia la Quaresima

Alcune foto della messa pomeridiana di mercoledì 14 febbraio


Mercoledì 14 febbraio, attraverso il rito dell’imposizione delle ceneri, le cui origini sono da ricercare nell'antica prassi penitenziale della Chiesa, ha avuto ufficialmente inizio il tempo di Quaresima, ossia il periodo di circa quaranta giorni che ci condurrà alla celebrazione della resurrezione del Signore nella notte di Pasqua. Come scrive san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nella colletta all’inizio della messa del Mercoledì delle Ceneri.

Durante le varie celebrazioni eucaristiche che si sono susseguite nel corso della giornata, il nostro parroco don Mauro ha imposto sul capo di ciascuno dei fedeli presenti un pizzico di cenere, ottenuta secondo l'antica consuetudine bruciando i rami d'ulivo benedetti in occasione della Domenica delle Palme dell'anno scorso.  La cenere imposta sul capo è un segno che vuole ricordare la nostra condizione di creature umane ed esortare alla penitenza, richiamando simbolicamente la caducità della vita terrena e la necessità della conversione.

 

L’imposizione delle Ceneri è stata accompagnata dalla formula «Convertitevi e credete al Vangelo» (Marco 1,15) che esprime, oltre al carattere penitenziale, anche l’aspetto positivo della Quaresima che deve essere tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio. Il Mercoledì delle Ceneri è come da antica tradizione giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che fino a qualche decennio fa la Chiesa richiedeva per tutti i venerdì dell’anno ma è stata in seguito ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo.

"L'imposizione delle ceneri non deve essere intesa come un vecchio rito o un vuoto rituale e neppure come un'abitudine", ha spiegato don Mauro durante le varie omelie pronunciate nel corso della giornata, "ma come un provvidenziale strumento attraverso il quale siamo invitati a mettere la nostra vita  in mostra davanti a Dio". "Anche praticare il digiuno - ha voluto precisare - non significa soltanto fare una rinuncia, privarci di qualcosa, ma anche riempire quel vuoto con qualcos'altro e cambiare radicalmente il nostro stile di vita, perché cambiare la nostra vita ci aiuta a cambiare e trasformare radicalmente anche il nostro cuore". Il celebrante ha quindi proseguito elencando i tre pilastri che devono guidare ogni cristiano non solo durante il tempo di Quaresima ma per tutto il corso dell'anno, ossia la preghiera individuale e comunitaria, l'elemosina e le opere di carità a favore del prossimo e la sobrietà esteriore, affermando che "la Quaresima rappresenta una palestra per la vita, per avere un cuore nuovo e uno spirito nuovo che ci permettono di cambiare il mondo".

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Parrocchia di Pontenure
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