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Quaresima 2018, l'audiovisivo per fermarsi a riflettere e meditare

La più solenne proclamazione della verità che Gesù è il Figlio di Dio avviene nello scenario della più grande desolazione, e per bocca di un soldato romano.

È il modello con cui Gesù rimane sulla Croce che fa dire al centurione “Davvero quest’uomo è il Figlio di Dio!”. Tutto il mondo attende una prova di forza da parte di Dio. Ma Dio tace, non interviene a salvare il Figlio amato, e solo il Figlio amato è autorizzato a interpretare il silenzio del Padre: il suo ritrarsi dalla scena per lasciare spazio ancora una volta alla libertà degli uomini, una libertà piegata al male, incapace di aprirsi all'accoglienza della Sua offerta di amore, anzi ostinata nel sospetto e nel rifiuto.

Nell'eccedenza dell'amore di Gesù si manifesta e si realizza l'eccedenza dell’amore del Padre verso tutti i suoi figli: la Croce, anziché separare il Figlio dal Padre unisce per sempre il Padre agli uomini nell'obbedienza del Figlio, nel suo affidarsi senza esitazioni alle mani del Padre.

Tutto questo avviene nel silenzio, ma il soldato pagano riesce a leggere la parola definitiva che risuona in questo silenzio: Gesù è il Figlio di Dio, e se il Figlio muore così allora il Padre non può che essere Misericordia e Perdono.

Per noi, che ancora camminiamo nel deserto, nel buio, nella fatica e talvolta nel dolore Gesù è morto ed è risorto! È questa presenza che siamo chiamati a testimoniare.

Nel 1491 prende forma il Polittico della Passione di Lubecca di Hans Memling. Tavola preziosa, ci racconta della morte e della vita, annuncio di qualcosa di grande seppure segnato dalla torva presenza del soffrire.

Vicino alla croce, ad un livello che pare inclinare il piano, donando centralità all'evento stesso nella crocefissione posta a metà tra lo sfondo e l'osservatore, ecco una parata di personaggi interessanti. Se alla nostra sinistra compare il soldato a cui la tradizione ha attribuito il nome di Longino, intento con un gesto solenne a portare a termine, aiutato da un altro, il suo compito di carnefice, tocca ad un altro guerriero, con un gesto sicuro e sguardo fiero, dare voce a quelle parole che furono del centurione: davvero costui era Figlio di Dio. Semplice confessione di una fede schietta, nata all'esperienza di un incontro: essa si articola in questa serie di personaggi, che non sono altro che il committente e i suoi famigliari. La loro fede è nel tempo, nella storia, come quella di ciascuno di noi che può fare proprio quelle parole semplici e benedette.

 

 

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Parrocchia di Pontenure
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