UA-74246219-1

Martedì 22 Maggio, la benedizione delle rose e dei mezzi di trasporto nel giorno della memoria di Santa Rita

Martedì 22 maggio la liturgia ha proposto la memoria di Santa Rita da Cascia, la mistica che portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù Crocifisso, nel giorno della sua nascita al cielo. Malgrado la pioggia e il tempo uggioso, caratteristico più del mese di novembre che di quello di maggio, la cappella di San Rocco, sotto il cui altare è conservato il simulacro che ritrae la santa, si presentava tutta adorna di splendidi fiori colorati, mentre anche la chiesa era piacevolmente pervasa dalla fragranza delle rose, portate dai fedeli dopo averle colte dai loro giardini per la consueta benedizione. Anche quest'anno, come è tradizione, sono state assai numerose le persone che nel corso della giornata hanno sostato per una preghiera o una supplica davanti alla statua raffigurante la santa umbra, che per l'occasione era stata omaggiata da mani premurose e attente di un vaso colmo di splendide rose. 

La figura di Santa Rita è stata ovviamente ricordata in occasione delle celebrazioni liturgiche presiedute al mattino e nel tardo pomeriggio dal nostro parroco don Mauro Tramelli. Nel corso delle sue omelie il celebrante ha voluto ricordare che la santa umbra «è vissuta in un’epoca difficile, ma ha dimostrato di avere carattere, perché come fanno tutti i santi si è fidata di Dio: si è fidata, ha pensato, ha creduto, ha sentito che comunque non era da sola». Dopo aver ricordato che è ormai prossima la beatificazione di suor Leonella Sgorbati, la missionaria piacentina delle Suore Missionarie della Consolata uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio, in Somalia, che verrà proclamata beata nel pomeriggio di sabato 26 maggio durante una solenne celebrazione che si svolgerà presso il Duomo di Piacenza, don Mauro ha proseguito affermando che «la santità in realtà ci è molto più vicina di quanto immaginiamo, e l'esempio di suor Leonella ci dimostra come non sia una cosa dell'altro mondo o da supereroi, ma piuttosto un traguardo raggiungibile nella vita di tutti i giorni, da vivere nella quotidianità». Se andiamo a leggere le vite dei santi, ha concluso don Mauro, noteremo infatti che nessuno di loro ha compiuto imprese particolari, ma che «hanno semplicemente fatto le cose che Dio ha chiesto loro di fare, ma le hanno fatte con coraggio, con semplicità, con dedizione, per amore di Dio e del prossimo. Se anche noi riusciremo a fare le cose di tutti i giorni in questo modo, ci avvicineremo a nostra volta alla santità».

Prima della conclusione delle sante messe, il celebrante ha invocato la benedizione sulle rose, una tradizione che vuole ricordare un episodio particolare della vita della santa umbra. Nel gennaio 1457, mentre giaceva malata nella sua cella del convento di Cascia, Santa Rita chiese ad una cugina di portarle una rosa e due fichi colti nel giardino della casa paterna. La tradizione afferma che Dio esaudì questo suo desiderio, e la parente della santa, nonostante il rigido clima invernale, poté facilmente raccogliere per lei una rosa sbocciata tra la neve e i due frutti che ella aveva richiesto. Al termine della santa messa vespertina, invece, grazie anche al tempo più clemente, i fedeli presenti si sono trasferiti all'esterno della chiesa, sul sagrato, dove don Mauro ha recitato la solenne formula e benedetto alcune auto parcheggiate in piazza. È sempre alla devozione popolare che si deve la scelta di Santa Rita come protettrice degli automobilisti, usanza particolarmente viva e sentita a Piacenza e provincia: si tratta di una tradizione nata negli anni Trenta, e può forse ricondotta all'episodio del "volo notturno" di Santa Rita. Si narra infatti che la santa, per coronare il grande desiderio da lei nutrito sin da fanciulla, chiedesse al monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena di accoglierla come novizia. Secondo la tradizione, in seguito al rifiuto delle monache, probabilmente per la sua condizione di vedova e per le vicende familiari legate all'omicidio del marito, Rita riuscì miracolosamente ad entrare nel monastero soltanto di notte, in compagnia di una schiera di santi, tra cui Sant'Agostino, San Nicola da Tolentino e San Giovanni Battista, che dallo scoglio di Roccaporena la trasportano fino dentro le mura del monastero di Cascia.

La partecipazione alle messe in suo onore dimostra che Santa Rita è stata per molti secoli e continua ad essere ancora oggi una delle sante più popolari, venerate e amate; moltissimi fedeli la sentono vicina proprio per come visse ogni giorno della sua vita, prima come sposa e madre, quindi, dopo aver perduto entrambi i figli e il marito violento che aveva convertito, come monaca agostiniana, testimoniando con la sua vita buona volontà, saldezza nella fede, pazienza nelle avversità e speranza nella prova, generosità nell'affiancarsi a tutti, per non nessuno lasciare solo e abbandonato nella sofferenza, tant'è che proprio per questo viene definita la "santa dei casi impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe sempre scesa al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro numerosi miracoli e prodigi.

Condividi questa notizia con tutti i tuoi amici!

Parrocchia di Pontenure
UA-74246219-1