I nostri bambini e il brulichio della Pace

Ieri, sabato 12 gennaio, il nostro parroco ci ha dato appuntamento alle 16:30 : ragazzi, catechisti e genitori erano invitati a vivere insieme la celebrazione eucaristica, seguita dalla marcia della Pace.

L’esperienza è iniziata col ritrovarci tutti in sala TV, per assistere alla proiezione di un brevissimo video riguardante un fatto realmente accaduto durante la prima guerra mondiale.  A dire il vero, forse nessuno si aspettava tanta affluenza, tanto che ragazzi ed educatori si sono trovati letteralmente spiccicati nello spazio predisposto; ma al vocio allegro dei ragazzi, è seguita un’introduzione di don Mauro, che subito ha suscitato un clima di curiosità e attenzione. Egli infatti ha spiegato come l’episodio narrato dalle immagini, fosse avvenuto la vigilia di Natale del 1914 sulle Ardenne, dove soldati tedeschi ed inglesi si fronteggiavano sparandosi a vicenda dalle rispettive postazioni. Improvvisamente una voce intona Silent night, un giovanissimo soldato inglese sbuca, con le mani alto, dalla trincea. I tedeschi sono pronti a sparare, ma il ragazzo è disarmato e secco suona in tedesco l’ordine di deporre le armi. Gli sguardi carichi di annichilito stupore e di speranza, parlano la stessa lingua: desiderio di Pace, di normalità, di affetti. Ed è questo comune sentire , che parla coi gesti nell'improvvisata partita a calcio, a cancellare per qualche momento l’odio, a far dimenticare la logica dei fronti opposti, a vivere l’ebbrezza di essere semplicemente uomini …  Poi tutto torna alla triste quotidianità: da lontano ancora le armi tuonano, la guerra con tutta la sua ferocia è iniziata e porterà a milioni di vittime.

Certo non possiamo sapere cosa e quanto sia rimasto nel cuore e nella mente dei ragazzi che hanno assistito a questo video, cosa hanno provato nel portare per le vie del paese le candele accese con la Luce di Betlemme, ma come qualcuno ha detto "la luce è pace, il buio è odio". Forse resterà solo l’immagine di un piccolo pettirosso che posato sul filo spinato, improvvisamente spicca il volo, forse l’entusiasmo di quell'impensabile partita a pallone, forse il canto… non importa : ciò che conta davvero è che abbiano visto come la Pace sia possibile, ma molto fragile, bisognosa di follia, del coraggio di guardare oltre e superare le trincee.

Dopo la celebrazione, alla fine del percorso, iniziato con l’accensione del fuoco dal grande braciere posto sul sagrato, ci sono stati i saluti della vice sindaco e alcune preghiere interreligiose, nelle cui parole don Mauro ed il rappresentante della comunità islamica hanno sottolineato l’appartenenza ad un unico Dio e di conseguenza la fratellanza umana. 

Certo non potevano mancare vin brulé, panini e salamelle, giusto per riscaldare non solo i cuori, ma pure gli intirizziti "marciatori sulla via della Pace".  Come sempre i ringraziamenti vanno a tutti coloro che in diverso modo hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, in particolare alle autorità civili e militari presenti nelle persone della dottoressa Fagnoni e del maresciallo Salatino.  Speriamo comunque che si tratti di un …arrivederci … al prossimo anno, perché la partecipazione è stata sicuramente promettente!

Una catechista


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Parrocchia di Pontenure
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