Mercoledì 1° maggio, la celebrazione della festa del lavoro nel giorno di San Giuseppe Artigiano

Nella mattinata di oggi, mercoledì 1° maggio, anche nel nostro paese si sono svolte le tradizionali celebrazioni religiose e civili in occasione della festa del lavoro e dei lavoratori. In questo giorno festivo la Chiesa commemora la memoria liturgica di San Giuseppe Artigiano, festività istituita nel 1955 da papa Pio XII per dare un protettore ai lavoratori e un senso cristiano alla giornata del 1° maggio, ricordando per l'appunto la figura di San Giuseppe, che come dice il prefazio della liturgia del giorno fu un «uomo giusto, (...) prescelto come sposo di Maria, Vergine e Madre di Dio; servo saggio e fedele fu posto a capo della santa famiglia, per custodire, come padre, il tuo unico Figlio, concepito per opera dello Spirito Santo, Gesù Cristo nostro Signore».

Alle ore dieci, presso la nostra chiesa parrocchiale, il nostro parroco don Mauro ha celebrato una santa messa durante la quale sono state ricordate nella preghiera di suffragio tutte le vittime di infortuni e i caduti sul lavoro e i loro congiunti. Alla celebrazione, animata grazie dai del Coro "La Torre", hanno preso parte il sindaco Manola Gruppi, il vice sindaco Angela Fagnoni, il maresciallo Luciano Salatino, comandante della stazione di Pontenure, oltre ai membri del direttivo e agli associati dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro del nostro paese.

Nel corso della sua omelia, don Mauro ha affermato che secondo le Scritture il lavoro «è un compito che ci è stato affidato dal Signore per proseguire l'opera della Creazione. In questa occupazione l'uomo mette in evidenza se stesso, perfezionandosi, migliorandosi, crescendo, ma al contempo si mette al servizio della società, si pone al servizio del bene comune: il lavoro è pertanto un compito che va a vantaggio degli altri e in questo si manifesta l'immagine di Dio che è presente nella creazione». «Quando togliamo Dio da questa visione - ha ammonito il celebrante - l'uomo viene schiacciato, usato, strumentalizzato, svilito e diventa solo un animale da soma... c'è solo la corruzione e basta, l'uomo viene annientato e sparisce. La Sacra Scrittura ci ricorda invece che al centro del creato c'è invece proprio l'uomo, scelto da Dio quale collaboratore dell'opera della Creazione, chiamato a proseguire ciò che il Signore ha iniziato perché l'immagine che Dio ha posto in lui si manifesti in tutta la sua pienezza».

Una volta terminata la celebrazione, autorità civili e militari, dirigenti e associati dell’ANMIL, famigliari delle vittime del lavoro e buona parte dei cittadini che hanno partecipato al rito religioso si sono diretti in corteo verso la Scuola secondaria "Francesco Petrarca", per deporre una corona di alloro presso il monumento ai caduti sul lavoro che si trova nel giardino dell'istituto. Hanno preceduto il corteo il gonfalone del Comune e i musicisti della banda "Del Val-Pegorini", che con il suono dei loro strumenti hanno accompagnato e sottolineato i vari momenti della cerimonia. Dopo la deposizione della corona davanti al monumento dedicato dai giovani pontenuresi ai caduti sul lavoro e la successiva benedizione della stessa da parte di don Mauro, il sindaco Manola Gruppi ha preso brevemente la parola ricordando l’alto significato ideale e gli importanti valori civici che sono connessi a questa giornata di festa e di riposo dalle consuete attività lavorative.


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Parrocchia di Pontenure
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