Mercoledì 25 Dicembre, la solennità del Natale del Signore

«È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: egli avrà sulle spalle il dominio, consigliere ammirabile sarà il suo nome» (cf. Is 9,5)

Alla solenne liturgia che nella notte del 24 ha fatto memoria della nascita del Salvatore, sono seguite le sante messe celebrate nella giornata di ieri, mercoledì 25 dicembre, ed in ciascuna la nostra chiesa parrocchiale è stata affollata da un gran numero di persone accorse al suono delle campane, come accorsero i pastori, per contemplare Colui che si è gratuitamente offerto. La profondità della scena è resa dalla semplicità degli elementi: una mangiatoia, della paglia, dove dorme un bambino, Giuseppe e la sua sposa che lo osservano: Egli è il Verbo, la seconda persona della Trinità, che si fa carne nel grembo della Vergine Maria, come ci ricorda il Vangelo di Giovanni (1,1-18), per dare a chi lo accoglie e a chi crede in lui il "potere di diventare figli di Dio". Come ci ricorda Sant'Ireneo di Lione, vescovo e teologo, dottore della Chiesa:

Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece Figlio dell'uomo, per abituare l'uomo a comprendere Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell'uomo secondo la volontà del Padre. Per questo Dio stesso ci ha dato come «segno» della nostra salvezza colui che, nato dalla Vergine, è l'Emmanuele: poiché lo stesso Signore era colui che salvava coloro che di per se stessi non avevano nessuna possibilità di salvezza. Isaia stesso aveva predetto questo: Irrobustitevi, mani fiacche e ginocchia vacillanti, coraggio, smarriti di cuore, confortatevi, non temete; ecco il nostro Dio, opera la giustizia, darà la ricompensa. Egli stesso verrà e sarà la nostra salvezza (cfr. Is 35, 4). Questo indica che non da noi, ma da Dio, che ci aiuta, abbiamo la salvezza

Qualche appunto sul Natale. - Al contrario di quanto si crede comunemente, la prima traccia del Natale risale ad commentario Sant'Ippolito di Roma, datato al 203-204 d.C., ossia a molti anni prima delle testimonianze di analoghe festività del Sole Invitto. ]La prima menzione documentata della festa di Natale si trova invece nel Cronografo , redatto nel 354, in cui si indica per la prima volta come festa di Natale il 25 dicembre, giorno nel quale si apriva il calendario liturgico. Sia Tertulliano che Agostino ricordano come fosse tradizione ricordare il 25 dicembre il natale del Signore. Papa Sisto III (432-440) decise di costruire nella chiesa di Liberio all'Esquilino - poi chiamata Santa Maria Maggiore - una cappella che ricordasse la grotta della Natività. Fu papa Gregorio Magno a stabilire in quattro settimane il tempo di Avvento in modo da racchiuderlo nel mese di dicembre. La celebrazione del Natale cominciava nella notte della vigilia, quando dopo la mezzanotte, ci si spostava a Santa Maria Maggiore per la celebrazione della prima messa. Prima dell'alba, una seconda messa veniva celebrata nella chiesa di S. Anastasia, e da qui il vescovo di Roma con i fedeli tornava a San Pietro per l'ultima messa.

In questa galleria pubblicata di seguito qualche foto della solenne celebrazione delle ore 11.00 nella solennità del Natale del Signore officiata come di consueto dal nostro parroco don Mauro Tramelli. Ad accompagnare la santa messa i canti del Coro "Perfetta Letizia", diretto da Silvia Riboni.


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Parrocchia di Pontenure
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