Lo scoutismo, un vero e proprio stile di vita

Tutti almeno una volta avrete sentito parlare di quei ragazzi che anche con -5 gradi girano con dei pantaloncini corti blu, una camicia azzurra e un fazzolettone colorato al collo. Ridicolo vero? Quelli sono gli scout!

Lo scoutismo è un movimento nato nel 1907 da Robert Baden-Powell in Inghilterra, con lo scopo di formare la personalità del giovane, spronandolo sempre a fare del suo meglio in ogni circostanza, rivolgendo un occhio anche all’ambiente esterno che lo circonda. È dunque un metodo educativo, al giorno d’oggi molto diffuso, che nasce come attività extra scolastica che mira a rendere responsabili e autonomi i giovani abituandoli a vivere a contatto con la natura formando il loro carattere attraverso le esperienze. L’obbiettivo di Baden-Powell era quello di educare buoni cittadini in grado di "lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato".

In Italia ci sono diverse associazioni scout: le più numerose sono il CNGEI (Corpo nazionale guide esploratori italiani) e AGESCI (Associazione guide e scout cattolici italiani). Quest’ultima a differenza della prima basa la sua esperienza facendo riferimento anche alla parola del Vangelo.

I ragazzi e le ragazze appartenenti ad un determinato gruppo sono divisi in branche a seconda della loro età. I più piccoli fanno parte dei lupetti o delle coccinelle; il metodo formativo per loro è basato esclusivamente sul gioco, che ricopre una funzione importantissima per tutta la vita. "Tutto col gioco, niente per gioco" (BP). I bambini imparano a rispettare le regole, a saper perdere, ma specialmente iniziano a sviluppare un senso di appartenenza al gruppo che continua a crescere. Dagli 11 anni si entra a far parte di questa grande famiglia definitivamente entrando in Reparto promettendo sul proprio onore e con l’aiuto di Dio di fare sempre del proprio meglio e di osservare i 10 punti della legge scout. Il reparto è diviso a sua volta in squadriglie che sono l’equivalente di una famiglia. È una formazione tra pari, il più grande insegna al più piccolo come il più piccolo insegna al più grande. Ovviamente l’esperienza, come in ogni campo aiuta a crescere, a maturare e illumina la via per diventare adulti. Il riferimento di un capo adulto è fondamentale per i ragazzi, una figura che li sprona ma allo stesso tempo li tiene a bada.

Si continua il cammino scout passando per il noviziato e successivamente al clan nel quale si offre il proprio servizio a favore della comunità. Tra i 20-21 anni lo scout deve andare incontro ad una scelta fondamentale: la partenza. Da quel momento termina il percorso educativo scout e si parte per il mondo per testimoniare il proprio essere scout in grado di fare scelte che si basano sempre sulla promessa e legge scout come l’aiutare gli altri in ogni circostanza.

Lo scoutismo dunque non è solo un metodo educativo o uno svago ma è un vero e proprio stile di vita che va oltre al semplice incontro settimanale e permette di divertirsi e sentirsi a casa ovunque e in qualsiasi momento.

Giovanna Pionetti

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