Ecce sacerdos magnus!

La nostra Diocesi ha accolto oggi il suo nuovo pastore, benvenuto Vescovo Adriano!

L’arrivo di un nuovo vescovo rappresenta per la nostra Chiesa diocesana l’ultimo anello di una lunga catena, la successione apostolica, che attraverso i vescovi che nel corso del tempo si sono uniti al Collegio episcopale risale ininterrotta fino agli Apostoli, cioè a coloro che ebbero modo di essere a contatto diretto e personale con il Maestro, assicurandoci una fede cattolica e apostolica, ben radicata nella Chiesa delle origini, in unione con il Papa e con gli altri Vescovi, nella comunione di tutti i fedeli. Nella successione dei vescovi che hanno caratterizzato la storia della nostra Chiesa diocesana, che possiamo far risalire fino ai primi secoli dell'era cristiana, troviamo numerosi santi, tra cui i primi quattro vescovi di Piacenza (San Vittore, San Savino, San Mauro e San Floriano), e poi San Fulco Scotti, il beato Paolo Burali d’Arezzo, Sant'Antonio Maria Gianelli e ovviamente il beato Giovanni Battista Scalabrini, fondatore degli Scalabriniani e noto per la sua opera a favore degli emigrati.

Dopo lunghe settimane di studio e preparazione, trascorse a osservare la cartina geografica della Diocesi, a leggere la vita dei santi piacentini e a prepararsi alla sua missione, monsignor Adriano Cevolotto ha assunto ufficialmente la guida della nostra Diocesi con una solenne cerimonia che si è svolta nel pomeriggio di quest'oggi, domenica 11 ottobre, nella Cattedrale di Piacenza. Per conoscere meglio il nuovo Vescovo abbiamo pensato di riportare qualche suo pensiero espresso nell'intervista pubblicata sull'edizione speciale del settimanale diocesano “Il Nuovo Giornale”.

Originario di Treviso, dove è nato il 29 aprile 1958, mons. Adriano è il secondo di tre figli e fin dalla fanciullezza ha imparato dal padre Gino, il portalettere del paese di Roncade, che dopo la santa messa domenicale lo portava sovente a visitare gli anziani e i vicini di casa malati, a prestare particolare cura e attenzione alle persone più sole e bisognose, mettendo al centro con gratuità il prossimo.

Educato nella fede dai genitori, che sono stati per lui primi testimoni di dedizione e carità, deve la sua vocazione a un missionario del Pime, padre Vittorio, che dopo aver mostrato un filmino sull'Amazzonia durante un incontro in Parrocchia, alla fine dell’incontro chiese chi tra i ragazzi presenti volesse da grande diventare missionario. Ricorda monsignor Adriano: “Io alzai la mano entusiasta, pensando che fosse così bello che tutti l’avrebbero fatto. Invece ero l'unico".

La scelta era ormai evidente. L'anno dopo, all'età di undici anni, mons. Adriano entrava al Seminario minore di Treviso, per essere poi ordinato sacerdote il 26 maggio 1984 ed inviato come vicario parrocchiale a Santa Maria della Pieve a Castelfranco Veneto. Dopo essere divenuto educatore nel Seminario dove aveva compiuto il percorso di studi, nel 1989 veniva scelto dal vescovo di Treviso Paolo Magnani come suo segretario per poi divenire nel 2000 rettore del Seminario vescovile. Nel 2005 è nominato parroco di Santa Maria della Pieve a Castelfranco Veneto, alla quale si aggiungeranno in seguito altre parrocchie, pur continuando a ricoprire numerose e importanti cariche negli organismi curiali e diocesani.

Grazie alla sua esperienza come parroco, ricorda il mons. Adriano nell'intervista, ha avuto modo di sperimentare in prima persona l’importanza della collaborazione pastorale fra le diverse parrocchie, la necessità di coinvolgere i laici e valorizzare il loro contributo alla vita ecclesiale, di proseguire con decisione e concretezza sulla strada delle comunità pastorali, da lui promosse nella sua diocesi di origine, abbandonando logiche ristrette e ormai superate. “In un tempo in cui è forte la tentazione della chiusura in noi stessi come cristiani siamo chiamati ad essere un segno di speranza anche per la società”, una visione che trova pieno riscontro nel motto scelto da mons. Adriano, “Prendi il largo”, tratto dal Vangelo secondo Luca.

Quest'ultimo pare non essere soltanto un motto ma una sorta di impegno programmatico in questo momento storico così difficile, un invito a guardare con fiducia e speranza al futuro ma anche ad andare in profondità, a riscoprire l’essenziale. Dice a riguardo mons. Adriano: è "l'invito forte che Gesù rivolge a Pietro di riprendere con coraggio la pesca, per gettare la rete al di là dell'insuccesso e del fallimento. Un invito a fidarsi del Maestro, non lasciandosi rubare la speranza. Solo chi ha nel cuore la speranza osa intraprendere cammini nuovi". È questo un invito rivolto in particolare ai giovani, con i quali monsignor Adriano si propone di fare una sorta di patto, dialogando con loro e accompagnandoli nel loro cammino. 

Vicino alla spiritualità di Charles de Focauld, il religioso francese, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg proclamato beato da papa Benedetto XVI, è assai legato a San Pietro (“in fondo Pietro è il santo più simpatico”), ma anche a San Francesco e alla città di Assisi, dove ha trascorso tanti momenti da ragazzo, da prete e da educatore. Mons. Adriano ha chiarito che come vescovo è chiamato sull'esempio degli Apostoli “a narrare quel che ho vissuto”, come ricorda la prima lettera di Giovanni, “quello che abbiamo veduto e udito, noi lo narriamo anche a voi”.

Dal 2014 mons. Adriano è stato chiamato ad affiancare come vicario generale ben due vescovi di Treviso, dapprima mons. Gianfranco Gardin e poi il suo successore Michele Tomasi, che ha presieduto il rito di ordinazione episcopale svoltosi lo scorso 26 settembre nel Tempio di San Nicolò a Treviso, al quale hanno preso parte anche un centinaio tra sacerdoti e fedeli provenienti dalla nostra Diocesi. Nonostante i tanti impegni che lo attendono a Piacenza (in programma tra l’altro una visita nei vari vicariati per conoscere i sacerdoti e toccare con mano anche gli angoli più remoti della Diocesi), mons. Adriano potrà continuare forse a coltivare le sue passioni, prima fra tutte quella per la montagna, da lui considerato quasi alla stregua di una scuola di vita, perché “alla fine, arrivare sulla cima, ripaga di tutto” e quella per la bicicletta, che forse continuerà ad esercitare con la mountain bike sulle nostre belle colline.

Per finire una piccola curiosità storica, mons. Adriano è il secondo vescovo di Piacenza di origini trevigiane dopo Giovanni Maria Pellizzari (1851-1920), successore di mons. Scalabrini, che resse la nostra Diocesi dal 1905 alla morte e che, come lui, prima di divenire vescovo era stato rettore del seminario di Treviso.

In attesa di conoscerla da vicino, il nostro "sparigliato gregge" l'accompagna nella preghiera e le rivolge Eccellenza un caldo benvenuto, mentre le assicura fin da ora nel proprio cuore, un posto tutto riservato. 

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