Il nostro saluto, o meglio arrivederci, al Vescovo emerito Gianni

"Innamorato della chiesa piacentina? Lo ero tredici anni fa e lo sono oggi  e sono contento di aver conservato questo amore, e di amare tutti quelli che Dio mi ha affidato: sacerdoti, diaconi, famiglie, associazioni, fratelli e anche bei luoghi della nostra terra piacentina". Così monsignor Gianni nell’omelia della celebrazione solenne in Duomo, il 27 settembre 2020, per il suo saluto alla nostra diocesi. Ha proseguito ringraziando il Padre che lo ha mandato a servire la chiesa di Piacenza e Bobbio, alla quale ha cercato di dare amore ed ha chiesto perdono per non essere sempre stato in grado di farlo; ha ricordato comunque che la grazia sacramentale è più forte di ogni male o incomprensione. Ha ringraziato poi i Piacentini, dicendo che qui ha trovato una casa, una famiglia, “la nostra famiglia”, anche nei momenti più difficili della pandemia, quando tante persone hanno dato prova di aver cura dei fratelli. A tutti vanno la sua preghiera e la sua benedizione e a noi ha chiesto di pregare per lui, perché ogni giorno di più possa sollevare al cielo il suo capo.

All’inizio del suo mandato Monsignor Ambrosio ci aveva ricordato di camminare dietro Cristo, secondo lo stile del pellegrino e lui lo ha fatto visitando le parrocchie in tanti momenti, accogliendo l’invito là dove veniva chiesta la sua presenza, con affetto e disponibilità. Ricordiamo a tal  proposito la sua ripetuta venuta in occasione del sacramento della Confermazione, della risposta paterna e calorosa data più volte al MASCI in occasione dell’arrivo della Luce di Betlemme, delle sue visite pastorali in quel di Pontenure.

Non ha mancato nello stimolarci a leggere le trasformazioni, a viverle dal di dentro come laici responsabili, sia a livello individuale che associativo; ha sottolineato la necessità di non chiuderci a livello locale, bensì di essere aperti ad una realtà più vasta ed eterogenea.  Come pastore, durante i suoi anni di servizio alla comunità, si è mosso concretamente e ha spinto tutta la diocesi a farlo; ciò in particolare in due occasioni difficili: la crisi economica  di inizio decennio, chiedendo di istituire un fondo di solidarietà, e durante il lockdown facendosi vicino ai suoi fedeli, grazie ai media, con la preghiera, il conforto, la condivisione della speranza nella Resurrezione. Si è speso inoltre per valorizzare le bellezze del nostro territorio affinché  fossero strumento di arricchimento umano e culturale per tutti e le nostre belle chiese  veicolo di evangelizzazione e incontro.

Il vicario generale monsignor Luigi Chiesa lo ha definito un "pastore buono, capace di aiutarci nel comprendere che ciascuno è chiamato a camminare sulle orme di Cristo; non di meno Monsignor Ambrosio ci ha guidati a riconoscere che è necessaria la bellezza per salvare il mondo".

Anche la nostra comunità parrocchiale, memore dei tanti fraterni incontri e delle tante occasioni in cui è stato tra noi, rivolge un grande grazie a mons. Ambrosio per la sua opera di pastore e testimone di Cristo, e lo accompagna nella preghiera in questa nuova fase della sua missione in terra piacentina. Rosita

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