Febbraio 1817, quando in canonica muoiono l'arciprete e il curato...

Quando in canonica muoiono improvvisamente l'arciprete e il curato... non è l'inizio di un libro giallo o di un romanzo di appendice ma una situazione del genere si verificò realmente a Pontenure agli inizi del XIX secolo. Risalgono infatti agli inizi del 1817 le morti, in rapida successione, dell’arciprete don Benedetto Moris e del curato don Luigi Bassi. Arrivato a reggere la nostra Parrocchia il 28 ottobre 1794, l'arciprete Moris, in gioventù allievo del Collegio Alberoni, molto si spese per migliorare la chiesa durante i travagliati anni del periodo napoleonico (costruzione del pulpito, fusione ex novo di una campana, lavori alla canonica, miglioramento dell'arredo interno della chiesa, acquisto del simulacro del Signore morto eccetera). «Ha fatto più degli altri, sebbene in tempi tristissimi», scriverà di lui a mo’ di epitaffio, qualche decennio dopo, uno dei suoi successori, don Gioacchino Cella.

L’arciprete Moris, che negli ultimi anni della sua vita molto ebbe a patire a causa dalle violenze e dei saccheggi causati dai soldati dei vari eserciti belligeranti, si spense l’11 febbraio 1817. Ecco la trascrizione fedele del suo atto di morte, così come ci è pervenuto dai registri parrocchiali, a firma dell’economo don Francesco Sverzellati Borgetti, che guidò la parrocchia fino alla nomina del successore, il canonico penitenziere don Giacomo Rossi, che prese ufficialmente possesso della Parrocchia il 16 settembre 1817.

«Il Molto Reverendo Signor Benedetto Moris, Arciprete di questa Chiesa, Giudice Sinodale, Vicario Foraneo, insigne nelle dottrine filosofiche e teologiche, povero nella ricchezza e ricco nella povertà, morto per sé, vivo per gli altri, e in quanto intento con ogni cura a meditare sulla Passione di Cristo Signore soprattutto nel giorno di venerdì, nel predetto giorno è stato munito del sacramento della Penitenza, confortato dall’Eucarestia e corroborato dall’Estrema Unzione; infine, confortato nell’estrema lotta dai numerosi sussidi spirituali, chiuse l’ultimo suo giorno in pace tre giorni fa all’ora seconda pomeridiana all’età di 74 anni, 3 mesi e 17 giorni. Resse lodevolmente questa Chiesa per 22 anni, 3 mesi e 17 giorni. Ieri il suo cadavere è stato accompagnato in chiesa da una moltitudine di popolo in preghiera per la sua anima. Oggi di buon mattino, compiuto l’ufficio solenne dei defunti per la sua anima ed espletate le altre esequie, è stato deposto in una tomba realizzata di fronte all’altare del Santissimo Crocifisso, dal lato del Vangelo, come richiesto [da lui stesso]».

Il 13 febbraio morì anche uno dei curati della Parrocchia, don Luigi Bassi, del quale riportiamo di seguito la traduzione in italiano dell’atto di morte.

«Il Molto Reverendo Signor Luigi Bassi, curato di questa Parrocchia, confessato dal Molto Reverendo Signor Giuseppe Guglielminetti, confortato dal Santissimo Viatico, corroborato dall’unzione con l’Olio Santo, rinforzato da tutti gli aiuti spirituali, in comunione con la Santa Madre Chiesa, ieri all’ora sesta ha concluso l’ultimo giorno [della sua vita] all’età di 52 anni. Il suo cadavere, dopo l’ufficio solenne di oggi, riposa deposto nel sepolcro dei sacerdoti di questa chiesa».

Non conosciamo le cause precise delle morti dei due sacerdoti, dato che i relativi atti di morte presenti sul Libro dei Morti non ne fanno menzione, anche se è senz'altro possibile che i due – abitando insieme presso la canonica – possano essere entrambi morti a causa del tifo petecchiale, che in quei giorni aveva iniziato a colpire anche la nostra provincia e la stessa Pontenure.

Gli atti di morte dell'arciprete Moris e del curato Bassi, scomparsi entrambi a pochi giorni di distanza nella prima metà del febbraio 1817.

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