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Gruppo Chierichetti

I chierichetti che prestano servizio durante la messa domenicale delle 09.30.

I chierichetti che prestano servizio durante la messa delle domenicale 11.00. L'immagine è stata appositamente sfocata per impedire il riconoscimento dei volti.

I chierichetti che prestano servizio durante la messa delle domenicale 11.00.

Le nostre notizie:

 

 Il Gruppo Chierichetti della parrocchia di San Pietro Apostolo in Pontenure è composto da bambini e ragazzi che svolgono il servizio all’altare durante le celebrazioni eucaristiche della nostra parrocchia, in particolare alle messe domenicali mattutine rivolte perlopiù ai giovani. Il responsabile del Gruppo è Pietro Casali.

La suddivisione dei compiti avviene principalmente in maniera autonoma, equa e consona all’età dei singoli ragazzi, e viene di solito decisa dal ministrante più esperto presente; un contributo a livello di preparazione spirituale e formazione è comunque dato dal parroco don Mauro Tramelli e dal seminarista Jose Maria.

Pubblichiamo di seguito una simpatica e commovente lettera indirizzata da una nostra parrocchiana a tutti i nostri ragazzi: 

 

A TUTTI I CHIERICHETTI DI PONTENURE

Voi siete la bellezza ! 

Cari ragazzi, non tutti conosciamo i vostri nomi o i vostri genitori, ma una cosa è certa: quando uno di voi arriva dalla sagrestia per suonare la campanella e così richiamare l’attenzione perché inizia la messa, portate gioia.

Vi guida Pietro, che dall’alta statura e con amorevole cura vi dispone e poi vi accompagna nei vari momenti dall’offertorio alla comunione. Nei vostri gesti c’è l’attenzione tutta rivolta a ciò che state facendo, ma anche la freschezza e la spontaneità dei gesti, la dolcezza serena di un sorriso disarmante.  Mai una chiacchiera fuori luogo, bensì un bel “cinque” al momento della pace; mai un muso lungo o annoiato, solo uno sguardo complice e affiatato.

A volte le tuniche che portate, sempre linde e ben stirate, sono un po’ più lunghe di voi e rischiate l’inciampo, altre invece vi ricoprono ma non proprio fino alla caviglia e sembrate angioletti pronti a cantare in coro.

Forse non lo sapete, ma ciascuno di voi ci fa un regalo: ci apre il cuore, fa nascere un sorriso, ci fa sperare nel Paradiso!

Rosita (una parrocchiana)

Chi è il ministrante? Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Il ministrante è anche chiamato “chierichetto”. Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine “chierichetto” poichè riesce a far capire meglio il suo significato (cf. Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 29). Esso, infatti, deriva dal latino “ministrans”, cioè colui che serve, secondo l’esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.

Chi può essere ministrante? Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (un servizio d’amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori… ma è un compito tutto speciale e originale perché ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. E’ ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d’amore che è Dio stesso. Un ragazzo o una ragazza che sanno che Gesù è quell’amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell’amore.

Santi modelli e patroni dei ministranti Tra i patroni e modelli del ministrante/chierichetto troviamo san Tarcisio, un giovane cristiano di una delle prime comunità di Roma, che si rese disponibile a portare l’Eucaristia ai suoi fratelli in prigione a causa delle fede e che venne insultato e ucciso dai suoi coetanei pagani. Un altro modello e patrono del ministrante/chierichetto è san Domenico Savio, un ragazzo che visse nel secolo scorso, che portava nel cuore il sogno di fare della sua vita un dono a Dio e ai fratelli: egli conobbe un altro grande santo, San Giovanni Bosco, che aiutandolo a scoprire la sua vocazione lo accompagnò anche nel momento della partenza per il cielo in giovane età.

Alcune immagini di molti dei chierichetti che nel corso degli anni hanno svolto questo importante ministero, il servizio all'altare


San Tarcisio, il patrono dei Ministranti

San Tarcisio, il santo patrono dei ministranti.

San Tarcisio, il santo patrono dei ministranti.

Non abbiamo molte notizie Siamo nei primi secoli della storia della Chiesa, più precisamente nel terzo secolo; si narra che fosse un giovane che frequentava le Catacombe di san Callisto qui a Roma ed era molto fedele ai suoi impegni cristiani. Amava molto l’Eucaristia e, da vari elementi, concludiamo che, presumibilmente, fosse un accolito, cioè un ministrante. Erano anni in cui l’imperatore Valeriano perseguitava duramente i cristiani, che erano costretti a riunirsi di nascosto nelle case private o, a volte, anche nelle Catacombe, per ascoltare la Parola di Dio, pregare e celebrare la Santa Messa. Anche la consuetudine di portare l’Eucaristia ai carcerati e agli ammalati diventava sempre più pericolosa. Un giorno, quando il sacerdote domandò, come faceva di solito, chi fosse disposto a portare l’Eucaristia agli altri fratelli e sorelle che l’attendevano, si alzò il giovane Tarcisio e disse: “Manda me”. Quel ragazzo sembrava troppo giovane per un servizio così impegnativo! “La mia giovinezza – disse Tarcisio – sarà il miglior riparo per l’Eucaristia”. Il sacerdote, convinto, gli affidò quel Pane prezioso dicendogli: “Tarcisio, ricordati che un tesoro celeste è affidato alle tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci. Custodirai con fedeltà e sicurezza i Sacri Misteri?”. “Morirò – rispose deciso Tarcisio – piuttosto di cederli”. Lungo il cammino incontrò per la strada alcuni amici, che nell’avvicinarlo gli chiesero di unirsi a loro. Alla sua risposta negativa essi – che erano pagani – si fecero sospettosi e insistenti e si accorsero che egli stringeva qualcosa nel petto e che pareva difendere. Tentarono di strapparglielo ma invano; la lotta si fece sempre più furiosa, soprattutto quando vennero a sapere che Tarcisio era cristiano; lo presero a calci, gli tirarono pietre, ma egli non cedette. Morente, venne portato al sacerdote da un ufficiale pretoriano di nome Quadrato, diventato anch’egli, di nascosto, cristiano. Vi giunse privo di vita, ma stretto al petto teneva ancora un piccolo lino con l’Eucarestia. Venne sepolto da subito nelle Catacombe di san Callisto. Il Papa Damaso fece un’iscrizione per la tomba di san Tarcisio, secondo la quale il giovane morì nel 257. Il Martirologio Romano ne fissa la data al 15 agosto e nello stesso Martirologio si riporta anche una bella tradizione orale, secondo la quale sul corpo di san Tarcisio non venne trovato il Santissimo Sacramento, né nelle mani, né tra le vesti. Si spiegò che la particola consacrata, difesa con la vita dal piccolo martire, era diventata carne della sua carne, formando così con lo stesso suo corpo, un’unica ostia immacolata offerta a Dio.

Dal discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI in occasione dell'Udienza Generale di mercoledì 4 agosto 2010

 

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