Sacrestani & Sacrestia

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I nostri quattro sagrestani in posa, da sinistra Mario, Francesco, Luigi e Danilo.

 

Dopo la morte del nostro storico sagrestano Gianni Mazzoni, il parroco di allora, don Fausto Arrisi, non ha ritenuto opportuno mantenere la figura del sacrestano fisso, ma si è rivolto alla buona volontà di parrocchiani volenterosi, disposti a svolgere lo stesso compito. Attualmente a svolgere questo importante compito vi sono Mario Granata, Danilo Gallini, Luigi Cristalli e Francesco Casali. Si alternano, a seconda del tempo disponibile e dei loro impegni, affiancando i sacerdoti nelle celebrazioni, provvedendo, nelle occasioni che lo richiedono, allo spostamento delle statue e alla preparazione delle varie celebrazioni liturgiche. È un servizio puntuale, che svolgono con serietà, lieti di collaborare per il bene della comunità.

La vecchia sacrestia. - In precedenza la sacrestia era situata come avveniva un tempo proprio dietro all’abside della chiesa, come si può evincere da una nota della Confraternita del Santissimo Rosario risalente all’anno 1715. Ne viene anche descritto l’arredo, tra cui quattro aramadi (al giorno d'oggi non più presenti) oltre a due canterani. Grazie ad un inventario risalente agli inizi del Novecento ricaviamo la seguente descrizione: la sacrestia aveva tre porte munite di serratura ed era illuminata da una finestra difesa da un telaio di ferro. Presso la sacrestia erano presenti un comò di noce con tre cassetti (ancora oggi presente) e i citati quattro armadi di legno di noce chiusi a chiave e dipinti di bianco: il primo era dedicato ai piviali, il secondo e il terzo alle pianete e alle palme, l'ultimo per oggetti vari. In uno degli armadi era ospitato un confessionale per gli uomini. Fra due di questi armadi era collocato l'altare per apparati, ricoperto con tela cerata nuova e dotato di predella di legno. Sopra l'altare vi era un piccolo armadio diviso in tre scompartimenti (quello centrale per i calici, quello destro per i purificatori e corporali nuovi, quello di sinistra per i purificatori e i corporali da pulirsi). Presso la sacrestia erano collocati anche un inginocchiatoio con tabella per preparazione alle sante messe, quattro sgabelli a mensola affissi al muro, un acquaio in pietra con portasciugamani. Per iniziativa dell'allora arciprete mons. Giuseppe Cardinali questa originaria sacrestia verrà demolita in seguito alla costruzione della palazzina di via Roma e sostituita nel 1932 dall’attuale. L'arredo interno venne completamente rinnovato all'epoca di monsignor Silvio Losini.

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