Grandi lavori in cima alla Torre, le nostre campane si “rifanno il look”

Grandi lavori in cima alla Torre, le nostre campane si "rifanno il look"

Era già da parecchio tempo che le cinque campane ospitate in cima alla nostra antica Torre avevano bisogno... come si può dire... di un po' di meritato riposo! Non udendo più il loro suono, così caro e familiare alle nostre orecchie, abbiamo pensato di controllare di persona la situazione, salendo i non pochi gradini necessari per raggiungere l'ultimo piano del campanile, dal quale a tutte le ore del giorno si può godere una vista stupenda del paese e non solo, uno spettacolo che ripaga da sé la fatica. Abbiamo trovato una vera fucina di attività lassù e abbiamo capito subito il motivo di tanto silenzio: già questa mattina ben quattro delle cinque giacevano immote e silenziose sul pavimento della cella campanaria, staccate dal loro castello e dai meccanismi che danno loro vita.

Sono passati più di settant’anni da quando queste campane fecero udire per la prima volta la loro voce, suonando a distesa dall’alto del nostro torrazzo, in una splendida giornata di inizio primavera. Era il 19 marzo 1950, la guerra era appena finita, le tante sofferenze e privazioni del conflitto a poco a poco venivano messe alle spalle, e tutta la gente del nostro paese festeggiava la memoria di San Giuseppe, e insieme a lui anche il vecchio arciprete, monsignor Giuseppe Cardinali, che per quarant’anni aveva condiviso, sempre a fianco del suo gregge, i grandi drammi e i tanti cambiamenti di quel primo scorcio di secolo.

Da quel giorno ormai lontano e sbiadito nella memoria le nostre campane non hanno quasi mai smesso di far udire la loro voce, a volte gioiosa e a volte triste, battendo le ore e scandendo così l’inesorabile scorrere del tempo, innalzando inni gioiosi per i bambini appena nati e per le eterne promesse d’amore dei novelli sposi, accompagnando con i loro pietosi rintocchi i nostri morti nel loro ultimo viaggio verso il riposo eterno. Sono state testimoni di eventi grandiosi, successi sportivi, nomine di vescovi e di pontefici, e avvenimenti magari meno importanti e forse ignoti alla storia, ma non al suo eterno Signore, che assiste dal suo trono celeste al succedersi degli uomini e dei loro giorni.

Tornando alla nostra cronaca, da quanto abbiamo appreso, a partire già da ieri, mercoledì 10 febbraio, le nostre campane potranno godere di qualche giorno di meritato riposo! Non perché siano cadute o si siano crepate, assolutamente nulla di tutto ciò. Hanno soltanto bisogno di "rifarsi il look", come accade alle belle signore di una certa età. Si tratta di un intervento assai atteso, ormai non più rinviabile, allo scopo di porre rimedio ad alcune criticità e all’inevitabile usura dovuta al tempo, che ha lasciato i segni impietosi del suo passare anche sul coriaceo bronzo in cui sono fuse. I lavori prevedono  l’installazione di nuovi accessori di fissaggio e di nuove legature di sicurezza e la sostituzione di tutte le parti mobili usurate delle campane, tra cui gli isolatori in legno, i battagli, forgiati in ferro dolce, che saranno quasi tutti fusi ex novo, i motori dell’impianto di automazione, che verranno sostituiti perché ormai vecchi e rumorosi. Ultimo ma non secondario intervento, anzi forse quello tecnicamente più rilevante, sarà la giratura delle campane di 60° gradi, per impedire che i battagli impattino sempre contro il medesimo punto di battuta che col tempo si può usurare dando origine a crepe.

Ad occuparsi dei lavori sopra descritti sono Fabio e Piero, due simpatici ed esperti operai della filiale operativa di Acqui Terme della Fonderia Capanni di Castelnuovo ne’ Monti (Reggio Emilia), azienda che dal 1973 si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre campane e del relativo impianto elettrico di controllo. Nel corso della lunga e piacevole chiacchierata, i due tecnici ci hanno spiegato con cortesia alcune cose assai interessanti circa il loro lavoro, che ha radici antiche e aspetti quasi romantici, anche se viene condotto con mezzi all'avanguardia e attrezzatture moderne. I due valenti operai della Ditta Capanni conoscono assai bene il nostro campanile e i suoi cinque bronzi, essendosi occupati qualche anno fa della verniciatura del castello, dei ceppi e dei relativi ingranaggi.

Come avvenne nel lontano 1950, quando la generosità dei Pontenuresi contribuì in modo determinate al finanziamento del nuovo concerto, anche in quest’occasione non è mancata la provvida e corale partecipazione della popolazione che ha aderito con slancio alla raccolta fondi promossa nella primavera di due anni fa dal nostro parroco don Mauro Tramelli. Al giorno presente sono già stati raccolti circa i quattro quinti della somma necessaria, che assomma in tutto a circa undicimila euro, per provvedere al pagamento di questi lavori, come si può vedere dall'apposito tabellone esposto in fondo alla chiesa. Non ci resta che augurare un sentito buon lavoro agli abili operai che stanno lavorando sulla sommità della nostra Torre, nella speranza di poter tornare ad udire al più presto il suono delle nostre amate campane!

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