Domenica 30 maggio, la santa messa nella solennità del Dio Uno e Trino

Domenica 30 maggio, la santa messa nella solennità del Dio Uno e Trino

 Dal Vangelo secondo Matteo 28, 16-20
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Proprio sul declinare del mese scorso, domenica 30 maggio, la Chiesa universale ha celebrato nella liturgia la solennità della Santissima Trinità. La festa della Trinità, che giunge puntuale ogni anno la domenica successiva a quella di Pentecoste, quasi a coronamento del tempo di Pasqua, vuole ricordarci il più grande mistero della nostra fede: «Un Dio solo in tre persone uguali e distinte», mistero che professiamo ogni giorno ma che assai spesso scordiamo. Questa solennità è infatti per ogni cristiano la sintesi perfetta e il culmine dell'itinerario spirituale che si sviluppa proprio a partire dalla Pasqua, dopo aver ricordato per l'appunto il mistero della Risurrezione, la prodigiosa ascensione al Cielo del Signore e il mistero della Pentecoste, con la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.
 
Nel mistero della Trinità sono comprese la creazione (Dio Padre), la redenzione (Dio Figlio), la santificazione del mondo (Dio Spirito Santo), anche se tutto ciò non può che apparire sconcertanti e incomprensibile all’intelletto umano. Come ha scritto qualche anno or sono l’indimenticato papa emerito Benedetto XVI nel suo libro Gesù di Nazareth, l’esistenza di Dio Uno e Trino si estende lungo tutte le pagine del Vangelo, dall’inizio della vita pubblica del Signore fino agli ultimi versetti: dal Battesimo nelle acque del Giordano, quando si è udita la voce del Padre che indica in Gesù il Figlio, accompagnata dalla presenza dello Spirito che appare in forma di colomba, fino al mandato missionario affidato dal Signore risorto agli Apostoli: «fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo».
 
La Trinità però non è solo un mistero da contemplare nella preghiera, ma anche una verità da vivere consapevolmente nella vita di ogni giorno. La giornata del cristiano, infatti, inizia proprio invocando la Trinità, quando tracciamo su di noi il segno della croce «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; e si conclude sigillata dal medesimo segno e dalle stesse parole, sublime gesto di affidamento nelle mani del Padre d'immensa gloria, del Verbo d'eterna luce e dello Spirito di sapienza e carità perfetta. Non soltanto: ogni qualvolta partecipiamo alla celebrazione dell’Eucarestia, invochiamo la Trinità, lo stesso avviene coi Sacramenti e anche con le nostre preghiere quotidiane, affidate al segreto del cuore. Ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: «I cristiani sono battezzati "nel nome" – e non "nei nomi" – del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; infatti non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità» (CCC 233). E ancora: «Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina» (CCC 234), verità che noi crediamo e proclamiamo nell'attesa di vedere un giorno il Suo Volto di misericordia nella gloria del Cielo. 

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