Il Santo del Mese – Santa Teresa di Calcutta
di Redazione Sito ·
di Luciano Casolini – 16 Settembre 2025
Titolo: Vergine e fondatrice. Ricorrenza: 5 Settembre. Etimologia: Il nome Teresa è di origine greca e deriva dal verbo “theráo” (θεράω), che significa “cacciare”.
Martirologio Romano: A Calcutta in India, beata Teresa (Agnese) Gonhxa Bojaxhiu, vergine, che, nata in Albania, estinse la sete di Cristo abbandonato sulla croce con la sua immensa carità verso i fratelli più poveri e istituì le Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità al pieno servizio dei malati e dei diseredati.
Il 5 settembre la Chiesa celebra la memoria liturgica di santa Teresa di Calcutta, nata nell’agosto del 1910 a Skopje, che visse e operò fin dal 1929 in India svolgendo, con profonda dedizione, la sua vocazione al servizio degli ultimi fra gli ultimi di quelle terre. Dopo il noviziato, nel 1937 pronunciò i voti, entrando a far parte delle suore di Loreto, dedicandosi all’insegnamento e alla educazione delle giovani.
Pian piano ebbe modo di entrare a contatto con le terribili condizioni di vita della maggioranza della popolazione che affollava la periferia di Calcutta, nella quale svolgeva il suo ministero.
Fu così che, la notte del 10 settembre, durante un viaggio in treno per recarsi a svolgere gli esercizi spirituali ebbe la “chiamata nella chiamata”:
«Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l’essenza della mia vocazione […] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta […]».
Subito dopo uscì dalla congregazione per fondare, non senza ostacoli, nel 1950, la comunità delle Missionarie della Carità, contraddistinte dal caratteristico sari indiano bianco bordato di azzurro.
Madre Teresa si adoperò con tutte le sue energie per offrire cure e assistenza ai poveri più poveri, a coloro che, per abitazione, avevano un pezzo di marciapiede, ai lebbrosi, agli emarginati, abbandonati, agli ultimi degli ultimi, ai moribondi, ai numerosi malati rifiutati dagli ospedali cittadini. A quel tempo l’abbandono dei malati era un fenomeno frequente, legato alle condizioni di estrema povertà in cui versava buona parte della popolazione cittadina.
Madre Teresa condivideva con loro non solo i luoghi e gli aspetti pratici, ma soprattutto le sofferenze, i disagi, le tribolazioni convinta profondamente che la salvezza del Redentore Gesù Cristo è per tutti, ma proprio per tutti i Suoi figli che, in quanto tali, rivestono la dignità di capolavoro della divina creazione. È per questa profonda e radicale fede che ha percorso le strade delle periferie di Calcutta per sfamare migliaia di bambini, destinati a morte sicura; pur non essendo medico, ha soccorso migliaia di persone malate, altrettante ha salvato dalla fame. Ha creato in tutto il mondo centri di cura, case di assistenza per i poveri e i moribondi.
Un amore incondizionato, senza limiti ma rispettoso delle credenze religiose di ognuno, un amore senza se e senza ma, una bontà infinita contraddistinta dal mettere al centro ogni persona, pur con i suoi limiti e le sue fragilità.
Donna dalla piccola statura ma gigante nella fede, di inesauribile coraggio, instancabilmente adoratrice della Santissima Eucaristia, di indiscussa personalità, stimata e apprezzata in tutto il mondo, fu insignita del premio Nobel per la pace nel 1979, nella cui cerimonia di consegna, a proposito del suo diniego alla partecipazione alla cena di gala, ebbe a dichiarare: «Le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo».
Papa Francesco la elevò agli onori degli altari il 4 settembre 2016, anno giubilare della Divina misericordia, come testimone dell’ amore misericordioso di Dio che raggiunge e sovrabbonda su chiunque.
Cara Madre Teresa di Calcutta, ora che in cielo, contempli nella Luce senza fine l’infinito Amore della Santissima Trinità, intercedi per tutti noi e affida a Dio la preghiera che tu stessa ci hai lasciato in dono: «Gesù ti ama con tenerezza, sei prezioso per Lui. Rivolgiti a Gesù con grande fiducia e consentiGli di amarti. Il passato appartiene alla Sua misericordia, il futuro alla Sua provvidenza e il presente al Suo amore».
