A 75 anni dalla proclamazione del dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
di Redazione Sito ·
di Luciano Casolini – 12 Novembre 2025
Il 1 novembre la Chiesa cattolica ha celebrato il settantacinquesimo anniversario della pubblicazione della Costituzione Apostolica “Munificentissumus Deus” con la quale papa Pio XII proclamò e definì il dogma della Assunzione della Beata Vergine Maria.
Un atto per mezzo del quale fu definitivamente e inequivocabilmente codificato quanto la tradizione popolare aveva radicato e sviluppato, fin dal V secolo, e cioè, che, come scrisse il papa Pio XII, “la Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
È necessario soffermarsi e definire che cosa, nell’ambito della religione cattolica, significa il termine dogma. Si può affermare che un dogma è una verità di fede, alla quale tutti i fedeli cattolici sono vincolati, che deve essere creduta e che non può essere oggetto di discussione. Tale verità viene definita e proclamata in modo solenne dalla Chiesa, o per mezzo di un concilio ecumenico o di un decreto del Santo Padre.
Pertanto, i dogmi definiscono le verità di fede che costituiscono le fondamenta della chiesa cattolica, la cui rivelazione non può non discendere dalla rivelazione di Dio.
I quattro dogmi che riguardano la Beata Vergine Maria, sono Maria madre della di Dio, la Sua perpetua verginità, definiti nel quinto secolo, la Sua Immacolata Concezione e la Sua gloriosa Assunzione, rispettivamente proclamati nel 1858 e nel 1950, esprimono la singolare vocazione di Maria e la indicano come modello per i fedeli.
Dicevamo che la tradizione della chiesa e quella popolare, fin dal quinto secolo, ha sempre venerato il Mistero dell’Assunzione, particolarmente in Oriente, dove si celebrava la Dormizione di Maria. Infatti possiamo trovare nel tropario della liturgia ortodossa questa affermazione: “Nel partorire, oTheotokos, cioè Madre di Dio, hai conservato la tua verginità, e nell’addormentarti non hai abbandonato il mondo”.
Nell’arco di un paio di secoli, la celebrazione fu introdotta a Roma e nella Chiesa cattolica, nella convinzione che non poteva conoscere la corruzione del sepolcro Colei che dette la vita al figlio di Dio e, primizia di tutti noi, figli di Dio, che, alla fine dei tempi, entreremo nella gloria di Dio, non solo con l’ anima ma anche con il nostro corpo glorioso. Già i padri della Chiesa, in particolar modo San Giovanni Damasceno e San Germano di Costantinopoli, avevano scritto, nel settimo e ottavo secolo, che “non poteva il Signore Gesù Cristo vivere nella gloria dei Cieli senza Colei che Gli aveva dato le vestigia umane”. Altresì la purezza di Colei che fu concepita senza peccato, e il Suo ruolo di mediatrice tra Dio e l’umana stirpe, non potevano non concedere quel singolare privilegio alla Madre di Dio, la Theotokos.
Un motivo di giubilo e di conforto per il popolo di Dio, che guarda a Maria, capolavoro della divina Creazione, come modello per cui la nostra esistenza non termina qui ma è destinata a sopravvivere e a risorgere in anima e corpo proprio come è toccato alla Madre di Gesù.
Fu per questo motivo che papa Pio XII, consultati sul tema i suoi fratelli nell’episcopato, dai quali ricevette parere quasi unanime, essendo solo sei vescovi contrari su 1187, e, soprattutto tenendo in grande considerazione la fede e la viva e costante devozione del popolo di Dio, costituì la motivazione della proposizione dell’Assunzione della Vergine: fu la prima volta che il sensus fidelium, l’istinto di fede dei credenti, venne preso in seria considerazione dal magistero della Chiesa, ed esso fu decisivo per la formulazione di un dogma.
Confortato dalla devozione, dalla tradizione e dalla pietà popolare, poiché la legge della preghiera è anche quella del credere da parte del popolo di Dio e della Chiesa, in virtù del potere dato al Vicario di Cristo, successore del Principe degli Apostoli, nella Solennità di Tutti i Santi dell’ anno giubilare 1950, il Santo Padre Pio XII stabili’e confermò che: “pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Maria, la castissima ed immacolatissima Madre di Dio, nella quale dimorò Colui che è veramente Re dei re e Signore dei signori, o meglio, Colui in cui abitò corporalmente la pienezza della divinità.
