Convegno pastorale diocesano 2025: come annunciare il Vangelo nella nostra Comunità pastorale
di Redazione Sito ·
di Cinzia Bianchi Rancati – 17 Novembre 2025
“Come annunciare il Vangelo della nostra comunità?” Questa è la domanda che ci/mi sono portata a casa dal convegno pastorale diocesano al quale, vero, ho partecipato come referente, ma di cui sento una responsabilità personale perché nel battesimo ho ricevuto un dono ancora più grande della vita stessa.
Non mi dilungherò in un resoconto delle testimonianze che ho ascoltato; per quelle ci sono tutti i video sul sito della diocesi, che credo sia buona cosa ricercare e fare propri. Don Mauro poi è sempre attento a metterci a disposizione tutto il materiale possibile affinché, fermandoci un attimo, sostando e abitando le varie indicazioni che il nostro Vescovo ci affida, possiamo capire che fede e vita non sono mai in contrapposizione e che vale la pena scommettere sulle promesse di Dio.
Mi è piaciuto particolarmente il tema/frase guida di questo anno pastorale: “Ma che cos’è questo per tanta gente”… da un lato perché è una domanda che parte da un bisogno che ci spinge fuori da noi: la “fame”.
La fame infatti ci fa capire che abbiamo bisogno di altro che non abbiamo in noi stessi… affetti… realizzazioni… beni… Dall’altro lato poi c’è questa “sproporzione” che sembra non poter saziare nessuno ma che invece nelle mani di Dio diventa abbondanza.
Per far sì che realmente tutta la gente possa “mangiare”, occorre però, come Chiesa, operare una triplice conversione: 1. personale 2. comunitaria 3. strutturale che ci permetta di leggere e vivere la fede nel suo significato originale: la “Fiducia”.
Mentre la “sfiducia” disgrega, è contagiosa e alimenta il malcontento (perché la sfida è sproporzionata alle nostre risorse), la “fiducia” è invece capace di suscitare un’attesa, una novità che può sorprenderci.
Pertanto uno dei punti da cui può partire la nostra Comunità Pastorale per annunciare il Vangelo, oggi, è essere (o diventare) persone credenti animate da fiducia, per evitare di “riempire” le chiese di praticanti non credenti che vivono la spinta missionaria di evangelizzare credenti non praticanti. Senza fiducia, poi, mandiamo al mondo messaggi fuorvianti.
È indubbio che, sia a livello personale che a livello comunitario, vi siano delle incrostazioni difficili da rimuovere, perché fiducia chiaramente non è garanzia di risultato.
Ma sempre nell’ottica che “5+2” non è poca cosa nelle mani del Signore (7 è infatti il numero della pienezza), pur sapendo che c’è un rischio, il credente sa che pur con quel rischio… ne vale la pena!Come annunciare il vangelo nella nostra comunità pastorale?
Facendo crescere il discernimento personale e comunitario attraverso la cura delle relazioni, con docilità (come i discepoli) ma anche con coraggio, e disposti a lasciare perdere qualcosa di ciò che abbiamo vissuto per iniziare un cammino “nella” condivisione.
“Cos’è questo per tanta gente?” È proprio il ritratto della comunità cristiana che vive la sproporzione di chi ha poco e crede di non avere più nulla da offrire (“congedate la folla”…).
L’anima del Vangelo, invece, ci sorprende trasfigurando il tutto con una catena di gesti tra persone:
- Il ragazzo che offre i 5 pani e i 2 pesci (poco più di una merenda per lui);
- Gesù che benedice, spezza, ringrazia;
- i discepoli che distribuiscono.
Gesti che diventano guida anche per l’anima della nostra comunità pastorale, una comunità che come Gesù:
- Vede la folla (non è cieca di fronte al bisogno);
- Interroga i discepoli (non agisce da sola ma coinvolge);
- Accoglie e valorizza il poco (nella logica del seme);
- Distribuisce e custodisce.
Una comunità di credenti disposti a far entrare l’altro nella propria vita e a entrare a loro (nostra) volta nella vita dell’altro.







