16 Novembre 2025: Santa Messa in onore di Sant’Uberto, patrono dei Cacciatori
di Redazione Sito · Pubblicato · Aggiornato
di Redazione Sito parrocchiale ; Foto di Angelo Vigevani – 20 Dicembre 2025
Nel pomeriggio di domenica 16 novembre, presso la chiesa parrocchiale di Pontenure, si è rinnovata – come già avviene da qualche anno – una tradizione particolarmente sentita dalla Comunità venatoria del territorio piacentino, organizzata con il patrocinio del Comune di Pontenure. I membri del Gruppo Conduttori Cani da Traccia di Piacenza, guidati dal loro presidente Marco Parenti, si sono ritrovati assieme per partecipare alla Santa Messa in onore di Sant’Uberto di Liegi, venerato fin dal Medioevo dai cacciatori come loro patrono.
La celebrazione eucaristica, presieduta dal parroco don Mauro Tramelli, ha visto la partecipazione di numerosi cacciatori con al seguito i loro fedeli segugi. La liturgia è stata resa ancora più suggestiva da una composizione scenografica collocata ai piedi dell’altare: un crocifisso collocato tra un palco di cervo ornato con verdi fronde, che ricorda per l’appunto la popolare leggenda della conversione di Sant’Uberto.
Al termine della funzione religiosa, è stata letta la preghiera del cacciatore, attraverso la quale si è elevato a Dio il ringraziamento per la bellezza del Creato, ricordando il senso e il valore della pratica venatoria condotta nel rispetto della natura e di tutta la Creazione, che è prezioso dono del Signore Altissimo. Al termine della Messa non è mancato per i cacciatori un momento conviviale e un piccolo brindisi, ovviamente in compagnia dei loro fidati amici a quattro zampe.
Ma chi era il festeggiato, ossia Sant’Uberto? Uberto nacque a Tolosa intorno all’anno 655. Era di nobili origini, essendo il primogenito del duca Bertrando di Aquitania. Visse inizialmente presso le corti reali di Parigi e Metz, conducendo una vita mondana dedicata alla guerra e alla caccia. La svolta della sua esistenza avvenne secondo la tradizione in un Venerdì Santo, durante una battuta di caccia nelle Ardenne. Avrebbe ricevuto la visione di un crocifisso tra le corna di un cervo che lo avrebbe invitato ad abbandonare la sua vita dissoluta. Questa esperienza lo portò a una profonda conversione.
Dopo essere rimasto vedovo, Uberto si mise sotto la guida spirituale di San Lamberto di Maastricht, rinunciando ai suoi beni e titoli. Studiò teologia, venne ordinato sacerdote e nel 706 succedette a Lamberto come vescovo di Maastricht. Fondò poi la diocesi di Liegi, di cui divenne il primo vescovo, dedicandosi all’evangelizzazione delle Ardenne con tale zelo da meritare l’appellativo di “Apostolo delle Ardenne”. Morì il 30 maggio 727. Fin dall’XI secolo Sant’Uberto è patrono dei cacciatori e il 3 novembre è noto come il giorno della festa di Sant’Uberto. La devozione a questo santo è diffusa in tutta Europa, particolarmente in Belgio, dove ad Andage (oggi Saint-Hubert) si trova la chiesa che custodì le sue spoglie fino al XVI secolo.
La celebrazione a Pontenure rappresenta una delle tante manifestazioni di questa devozione ancora viva in Italia, un momento in cui la comunità venatoria locale si ritrova per rinnovare i valori di rispetto per la natura, gratitudine per il Creato e pratica responsabile della caccia, ispirandosi all’esempio di conversione e santità offerta per l’appunto da Sant’Uberto.




















