Giovedì 13 Aprile, la celebrazione della Messa in "Coena Domini", con bimbi e ragazzi del catechismo

I riti d'ingresso e la liturgia della Parola


Il tradizionale rito della lavanda dei piedi


La consacrazione e la comunione


La processione verso l'altare della reposizione con il Santissimo Sacramento

Alle ore diciotto e trenta di ieri, giovedì 13 aprile, si è svolta la tradizionale messa in "Coena Domini" del Giovedì Santo, la solenne celebrazione che apre il Triduo pasquale, i tre giorni in cui si commemora la passione e la morte del Signore, nell'attesa della sua risurrezione dal sepolcro nella notte di Pasqua. Durante questa funzione vespertina si fa memoria dell’Ultima Cena consumata nel Cenacolo da Gesù con i suoi discepoli, prima di consegnarsi alla Passione e alla morte di croce, durante la quale avvenne l'istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio.

Particolarmente numerosi erano i bambini e i ragazzi del catechismo presenti in Chiesa, accompagnati da genitori, nonni e catechisti. Molti di loro prima dell'inizio della messa hanno deposto sui gradini ai piedi dell'altare i vasetti contenenti le piantine di frumento piantate e fatte crescere grazie ai semi che erano stati consegnati dai catechisti all'inizio della Quaresima, che si presentavano ormai verdi e ben cresciute. Dodici di loro, assai fortunati, hanno preso posto sulle panche e sulle sedie allineate intorno all’altare, particolarmente emozionati e felici, perché sapevano che don Mauro avrebbe lavato loro i piedi, imitando il gesto compiuto dal Signore nei confronti dei suoi discepoli circa duemila anni fa.

La celebrazione liturgica si è aperta con una breve processione, durante la quale sono stati portati fino all'altare i vasetti contenenti gli Oli Santi, benedetti nella mattinata di ieri dal vescovo durante una solenne celebrazione in Cattedrale, che dopo essere stati posati al centro dell’altare sono stati incensati da don Mauro. Il canto del Gloria è stato accompagnato dal suono delle campane, che ieri sera hanno suonato a festa per l’ultima volta e rimarranno silenziose fino a sabato sera: infatti, come prescrive la tradizione, in questi giorni saranno "legate" per consentire ai fedeli di commemorare nel silenzio e nella preghiera la passione e la morte del Signore. Torneranno a suonare nuovamente a distesa soltanto durante la messa della Veglia pasquale, per annunciare a tutti gli uomini la resurrezione del Signore.

Dopo la lettura del Vangelo, don Mauro ha iniziato la sua omelia dialogando come di consueto con i bambini, e ha spiegato con parole semplici la grande importanza attribuita dalla Chiesa agli Oli sacri, che saranno utilizzati durante l’anno per amministrare i sacramenti. Essi sono il sacro Crisma, olio mescolato con profumo, rappresentante il dono dello Spirito Santo che avviene attraverso i sacramenti del battesimo, della cresima e dell'ordine sacro, l'Olio dei catecumeni e l'Olio degli infermi, che sono invece il segno visibile della forza divina che libera dal male e ci sostiene nel momento della prova e della malattia e vengono utilizzati per amministrare i sacramenti del battesimo e dell'unzione degli infermi. Attraverso l'unzione con questi oli, ha proseguito don Mauro, si esprime la ricchezza della nostra nuova esistenza in Cristo, e siamo pertanto chiamati a professare comportamenti e pensieri, gesti e parole, sempre degni della nostra fede per essere fedeli all'insegnamento del Vangelo. Gesù stesso, pur essendo il loro maestro, nell’Ultima cena si è fatto servitore dei suoi discepoli, e non si è neppure rifiutato di lavare i piedi di colui che di lì a poco l'avrebbe tradito, per insegnarci che nell’amore siamo tutti in comunione con gli altri e il nostro prossimo deve essere amato come amiamo noi stessi.

Subito dopo la conclusione dell'omelia, si è svolto il tradizionale rito della lavanda dei piedi. Spogliatosi della pianeta e indossato il grembiule, don Mauro si è inginocchiato davanti ai dodici ragazzi prescelti e ha compiuto lo stesso gesto narrato dal Vangelo, accompagnato dalle suggestive note del canto "Giovedì degli azzimi", eseguito dai cantori del Coro "Perfetta Letizia", che bene ha illustrato il profondo significato di questo gesto umile e semplice, riprendendo le parole pronunciate da Pietro, pieno di sconcerto e timore, «tu lavare i piedi a noi, che fai, che fai Signore, che fai a un peccatore».

 

Piccoli ma grandi protagonisti della celebrazione di ieri sono stati però anche i bimbi di Prima elementare, che durante l’offertorio hanno portato all’altare i doni e alcuni cartelloni da loro realizzati durante il catechismo, e sono stati poi invitati da don Mauro a stringersi intorno a lui presso l’altare, dove hanno assistito alla consacrazione. La Cena compiuta da Gesù con i discepoli infatti non è solo un fatto storico, passato e concluso, ma un prodigio che si ripete e si rinnova nel corso del tempo, e con esso il memoriale dell'istituzione dell'Eucarestia, il ricordo vivo e santo della Pasqua del Signore, perché Cristo attraverso di essa ha investito gli apostoli e i loro successori del potere di ripetere ogni giorno il sacrificio eucaristico sotto la forma del pane e del vino durante la Messa.

Una volta terminati i riti di comunione, don Mauro ha esposto sull'altare l'ostensorio con il Santissimo Sacramento, lasciando aperta la porticina del tabernacolo ormai vuoto, e l'ha devotamente incensato per tre volte. Quindi, dopo aver indossato il velo omerale, ha preso l'ostensorio e si è recato in processione con tutti i bambini e i ragazzi presenti lungo la navata centrale fino all'altare della reposizione, splendidamente ornato con stupendi vasi di fiori bianchi, dove l'ha nuovamente incensato ed esposto ai fedeli per l'adorazione, mentre i bambini deponevano sui gradini dell'altare i vasetti con le loro piantine. L’assemblea è rimasta nel massimo silenzio, in devoto raccoglimento e si è poi sciolta, ma durante tutta la serata sono continuate presso l'altare le continue visite dei fedeli desiderosi di sostare in umile e silenziosa preghiera davanti al Santissimo.

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Parrocchia di Pontenure
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