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"Misericordiosi come il Padre", il motto ufficiale del Giubileo della Misericordia, tratto dalla parabola del buon Samaritano (Vangelo di Luca).

Poco dopo le 11 dell'8 dicembre 2015 Papa Francesco apre la Porta santa della basilica di San Pietro segnando l'avvio del Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia. REUTERS/Max Rossi

Poco dopo le 11 dell'8 dicembre 2015 Papa Francesco apre solennemente i battenti della Porta Santa della basilica di San Pietro segnando l'avvio del Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia. REUTERS/Max Rossi

Un altro momento suggestivo e carico di storia: l'incontro tra il pontefice regnante Francesco e il suo predecessore, Benedetto XVI.

Un altro momento suggestivo e carico di storia: l'incontro tra il pontefice regnante Francesco e il suo predecessore Benedetto XVI, che a sua volta ha appena varcato la Porta Santa.

A dir poco straordinario è stato l'annuncio dato da Papa Francesco nella basilica di San Pietro il 13 marzo 2015: la proclamazione di un Anno Santo della Misericordia, a quindici anni dalla conclusione del Grande Giubileo di inizio millennio. In diverse circostanze il pontefice aveva già voluto sottolineare la ricchezza della misericordia di Dio evidenziando «con quanto amore ci guarda Gesù, con quanto amore guarisce il nostro cuore peccatore». Con queste parole il Pontefice ha annunciato l'indizione di quest'anno di grazia per tutta la Chiesa:

«Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della Parola del Signore: "Siate misericordiosi come il Padre" (Luca, 6,36) Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà domenica 20 novembre del 2016, in cui cade la festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre».

Papa Francesco vede questo Giubileo straordinario come una opportunità attraverso la quale «la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia di Dio». Il rito più conosciuto del Giubileo, ossia l’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, si è svolto lo scorso 8 dicembre 2015, in occasione del cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, alla presenza, per la prima volta nella storia, di due pontefici, il Papa regnante Francesco e il Papa emerito Benedetto XVI.

«È mio desiderio, infatti, che il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace», auspica il Papa nella lettera con la quale concede l'indulgenza giubilare. Per questo il Santo Padre ha concesso ad ogni vescovo la facoltà di aprire nella propria diocesi una o più porte sante. Per disposizione del nostro vescovo Gianni Ambrosio, sono dieci le Porte della Misericordia aperte in altrettante chiese e santuari della nostra diocesi per tutto l’anno giubilare, dove chi è impossibilitato a recarsi a Roma potrà compiere il pellegrinaggio e ottenere l’indulgenza giubilare.

Queste chiese sono la cattedrale di Piacenza, la concattedrale di Bobbio, la basilica di Santa Maria di Campagna, il santuario della Madonna di San Marco (Bedonia), il santuario della Beata Vergine della Quercia (Bettola), il santuario della Beata Vergine Madre delle Genti in Strà (Nibbiano), il santuario della Beata Vergine del Carmelo (Roveleto), il santuario della Beata Vergine delle Grazie (Rivergaro), il santuario della Beata Vergine di Guadalupe (Santo Stefano d’Aveto, Genova) e la chiesa abbaziale di Chiaravalle della Colomba (Alseno).

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