Domenica 25 Marzo, con la processione delle Palme ha inizio la Settimana Santa

Una grande folla, venuta per la festa, acclamava: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell'alto dei cieli! 

Quel giorno a Gerusalemme era festa grande, la gente a frotte osannava il Figlio di David, che seduto in groppa ad un asinello veniva acclamato e riconosciuto per il Messia. La Pasqua ebraica era vicina, Gesù voleva festeggiarla con i suoi. Peccato che solo una settimana più tardi la stessa gente lo condannerà alla morte di croce!

In fondo in fondo il mondo non cambia mai, l’uomo non cambia: quel misto di bene e di male di cui siamo impastati, alternativamente lascia prevalere ora l’uno ora l’altro, con relative conseguenze.

Anche noi abbiamo fatto festa il giorno delle Palme, con cui ha inizio la Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terreno di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Resurrezione. Nelle mani anche noi avevamo fronde di palme e rametti d’ulivo benedetto dal nostro parroco don Mauro, come segno di pace. In processione siamo partiti numerosi, come usa ogni anno, dalla Casa di riposo verso la chiesa, anche noi cantando Osanna a nostro Signore per mostrargli la nostra riconoscenza e fedeltà di redenti.

 

La processione con fronde di palma e rami d'ulivo dalla Casa di riposo "Parenti" fino alla nostra chiesa


Una volta giunti in chiesa, che si presentava anch'essa tutta addobbata con rami di palma e ulivo, ha avuto inizio la celebrazione eucaristica officiata da don Mauro, coadiuvato nella lettura del Passio, ossia il Vangelo della Passione, da due lettori che hanno interpretato rispettivamente i ruoli del cronista e del popolo. La santa messa è stata accompagnata dai suggestivi canti del Coro "Perfetta Letizia" diretto da Silvia Riboni.

Durante la sua omelia don Mauro ha preso spunto dal racconto evangelico dell'ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme per ricordare che l'episodio rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, ossia la festa delle Capanne, in occasione della quale i fedeli arrivavamo in massa a Gerusalemme e salivano in processione a visitare il tempio. Il loro percorso era ritmato dalle invocazioni di salvezza (Osanna, in ebraica Hoishana) nell'attesa della venuta del Messia, durante quella che col passare dei secoli era divenuta una celebrazione della liberazione dalla schiavitù dell'Egitto: dopo il passaggio del Mar Rosso, il popolo ebraico era infatti vissuto per quarantanni sotto delle tende, nelle capanne, prima di poter entrare nella Terra promessa sotto la guida di Giosuè.

Anche Gesù, ha proseguito don Mauro, fece il suo ingresso nella città santa, acclamato come si faceva solo con i grandi sovrani e i trionfatori, a cavalcioni di un'asina, in segno di umiltà e mitezza, mentre la folla agitava rami di ulivo e palme, stendendo al suo passaggio fronde e mantelli. Soltanto pochi giorni dopo tuttavia, il Venerdì Santo, le grida di giubilo si trasformeranno in urla di scherno e derisione. Come ci viene ricordato dalla grande croce presente a destra dell'altare durante tutto il tempo di Quaresima, ha concluso don Mauro rivolgendosi ai bambini del Catechismo, soltanto pochissime persone resteranno a fianco del Signore in quell'ora tremenda e non lo abbonderanno fino alla sua morte: Maria di Magdala, che piange disperata sotto la croce, l'apostolo Giovanni, il discepolo che egli amava, e il centurione romano, che vedendolo morire riconosce Cristo come vero figlio di Dio e professa la sua fede in Lui.

Al termine della santa messa, come prevede un'antica tradizione, i fedeli hanno portato a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici, e in particolare con le persone sole, gli anziani e gli ammalati, come ha invitato a fare il parroco durante la celebrazione.

Alcune foto della santa messa durante la quale è stato letto il Vangelo della Passione


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Parrocchia di Pontenure
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