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Sabato 7 aprile, grandi applausi al Teatro OMI per la commedia "Le Intellettuali"

D'improvviso, come per incanto, ci siamo ritrovati proiettati all'indietro di quattro secoli. La commedia "Le intellettuali", liberamente tratta da un’opera di Molière, autore teatrale francese del Settecento, è stata portata in scena sul palco del Teatro OMI nella serata di sabato 7 aprile dalla compagnia "Il filo di Arianna" di Cortemaggiore. In questo spettacolo sono stati messi in scena caratteri e vizi degli uomini, con tratti incisivi e comici, che hanno interessato e divertito la platea. La storia, in sintesi, è questa.

Una famiglia di benestanti, attorniata da parenti e non, ha due figlie in età da marito, e mal si adegua ad un matrimonio qualsiasi, soprattutto per le velleità letterarie presunte della loro madre che sproloquia, godendone, con termini linguistici improbabili, pretesi anche da chi frequenta la casa. Il padre in questione invece, essendo più realista, si mostra condiscendente al matrimonio della sua secondogenita con un giovane uomo, innamorato perso per lei.

Ben si evidenzia la sudditanza di cui soffre il padre rispetto alla moglie, senonché sollecitato dal fratello, lo zio della ragazza, decide di imporsi, non solo di subire. Tra consigli, discussioni, confronti non risolti ci si trova di fronte a due pretendenti: uno caldeggiato dalla madre e ritenuto adeguato perché letterato e poetico (anche se goffo e troppo interessato al patrimonio di lei) e l'altro più concreto e sincero, protetto dal padre. Il notaio chiamato una sera a convalidare l'unione, si trova confuso: non sa quale nome deve scrivere sull’atto matrimoniale. Caso vuole, che proprio in quel momento, un messo porti in quella casa due telegrammi che avvertono la famiglia del loro crack finanziario. La notizia è tragica, la famiglia è sul lastrico.

A questo punto si schiarisce l’orizzonte: il poetastro pensa bene di desistere dalla sua pretesa e con una scusa se la svigna. Resta solo il secondo pretendente che si dice disposto a sposare la ragazza, nonostante tutto, perché la ama. Alla fine viene svelato il trucco: lo zio aveva architettato la finta disfatta economica, e così si ricompongono i termini della storia. I due ragazzi si sposeranno, i genitori, mamma compresa, ne saranno felici.

Ai bravi attori non sono mancati calorosi applausi, anche a scena aperta; inoltre hanno suscitato ammirazione i loro costumi, le parrucche settecentesche e non ultima la scena di fondo che mostrava un'enorme finta biblioteca, a conferma di una presunta cultura di famiglia. Tutto il ricavato della rappresentazione teatrale verrà destinato al progetto che prevede l'allestimento museale della nostra Torre campanaria.


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Parrocchia di Pontenure
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