Domenica 27 settembre, santa messa ricordando San Pio da Pietralcina

La santa messa domenicale delle ore 10.30 di ieri, domenica 27 settembre, celebrata come di consueto dal nostro parroco don Mauro Tramelli, è stata l'occasione propizia per ricordare la figura di San Pio da Pietralcina, il frate cappuccino sempre caro alla memoria e alla devozione dei fedeli Pontenuresi, come attestano i numerosi e partecipati pellegrinaggi organizzati quasi ogni anno fino a qualche anno or sono. Pochi santi furono, come padre Pio, dotati di doni straordinari che hanno richiamato su di lui l'attenzione del mondo intero: le stimmate, il profumo misterioso che emanava dal suo corpo, i carismi di profezie e di scrutamento dei cuori, le guarigioni e le conversioni attribuite alla sua preghiera.

Nel corso della sua breve omelia, don Mauro ha ricordato che Gesù, arrivando a Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e resurrezione, non esitò a compiere due gesti che "ruppero le scatole" e scontentarono grandemente i sacerdoti, gli anziani e i capi del popolo d'Israele, attraverso la cacciata dei mercanti del Tempio e la maledizione lanciata sul fico. Passato a commentare la parabola proposta dal Vangelo del giorno (Matteo 21,28-32), il celebrante ha voluto sottolineare come il primo figlio, anche se inizialmente non esita a ignorare platealmente la volontà paterna dichiarando di non aver voglia di lavorare nella vigna, alla fine capisce il suo errore, si pente, si rimette relazione con il padre e va nella vigna con il cuore contrito, compiendo così ciò che gli è stato chiesto dal padre. Il secondo figlio, che si rivolge al padre con l'appellativo di "Signore", riconoscendo cioè l'autorità paterna, alla fine non mantiene la sua promessa e non va affatto nella vigna.

Il primo figlio è colui capace di farsi ferire il cuore, mettersi davanti a Dio e compiere la sua volontà nella vita di tutti giorni, perché "c'è più gioia in cielo per un peccatore che si converte dopo una vita che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione". Questa parabola, ha proseguito don Mauro, a noi dice di stare attenti a non sentirci a posto perché non saltiamo neanche una messa, recitiamo molti rosari, non perdiamo un pellegrinaggio ma poi nelle decisioni quotidiane di ogni giorno non andiamo nella vigna, proprio come il secondo figlio. Ci fa capire insomma quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, senza mai diventare veri cristiani

Come da tradizione, ad accompagnare con il canto la celebrazione eucaristica in onore di San Pio hanno provveduto i cantori del Coro "La Torre", presenti al gran completo, che hanno proposto per l'occasione alcuni dei canti più suggestivi del loro repertorio, magistralmente diretti dalla maestra Paola Valla e accompagnati all'organo dalla maestra Elena Gobbi. Un sonoro e spontaneo applauso sgorgato dai numerosi fedeli presenti ha posto il sigillo sul canto finale dedicato alla Beata Vergine, riempiendo di soddisfazione i nostri bravi cantori, freschi reduci da una "trasferta" canora al santuario di Santa Rita a Piacenza dove, nel giorno proprio della memoria di San Pio (mercoledì 23 settembre), hanno animato col canto la santa messa serale.

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