I nostri Santi, tutti i fratelli e le sorelle che ci aspettano nella Gerusalemme del cielo

"Nel regno dei cieli è la dimora dei santi, il loro riposo è l'eternità, alleluia"

«Oggi, o Padre, ci dai la gioia di contemplare la città del cielo, la santa Gerusalemme che è nostra madre», così recita il prefazio della messa di questa gioiosa solennità di Tutti i Santi che il primo giorno di novembre rischiara e illumina le brevi e fredde giornate autunnali, vera e propria "Pasqua dell’autunno", nella quale, come si legge nel Martirologio Romano, «in un unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni».

Alcuni sono stati discepoli del Signore, scelti e chiamati da Lui in persona: lo hanno visto predicare e operare miracoli, annunciare agli umili il Regno, entrare come un re a Gerusalemme, sono stati testimoni della sua Passione e della sua gloria, divenendo poi i primi annunciatori della sua Parola e le fondamenta della Chiesa. Altri erano pagani, idolatri, o addirittura perseguitavano i seguaci del Signore, ma sono stati convertiti divenendo così a loro volta instancabili propagatori della fede e hanno per questo spesso condiviso la sorte di coloro che perseguitavano. Certi infatti sono divenuti martiri, hanno cioè scelto liberamente e coraggiosamente di donare la loro vita (come in molte parti del mondo avviene ancora oggi) per non rinnegare la loro fede in Cristo e testimoniare con l’esempio la loro certezza nella vita eterna, perdonando addirittura i loro persecutori. Taluni erano ricchi e dissoluti, ma si sono spogliati dei beni paterni e hanno preso alla lettera il nuovo comandamento e la regola aurea: sono così divenuti instancabili apostoli della carità e dell’amore, donandosi completamente ai fratelli sia nelle necessità materiali che in quelle spirituali. Altri come maestri e dottori hanno illuminato il popolo cristiano con l’insegnamento della Parola del Signore e si sono fatti missionari come i primi apostoli, annunciando a ogni creatura, fino ai confini del mondo, che Egli, Egli solo, è la via, la verità, la vita. Alcuni tra loro hanno operato già in vita miracoli e prodigi, che non sono certo magie ma segni che invitano ad avere fede in Dio, Padre provvidente e amorevole, oppure hanno assunto nella propria carne le piaghe della Passione, condividendo intimamente le sofferenze del Signore nell’agonia della Croce; altri ancora non hanno esitato a rimproverare pontefici e imperatori, richiamandoli alla conversione del cuore e all’abbandono dei vizi. Tanti hanno vissuto la loro esistenza in silenzio e preghiera tra i colonnati dei chiostri, lodando ogni giorno la grandezza del Signore, mentre altri hanno governato su popoli e nazioni, favorendo la diffusione del Vangelo, oppure sono stati chiamati dallo Spirito Santo ad assumere su di sé l’ufficio di Pietro, governando la barca della Chiesa e confermando i fratelli nella fede.

Tutti però, nessuno escluso, sono vissuti come autentici discepoli di Cristo nel cammino quotidiano della vita: alcuni, come molti di quelli citati in precedenza, sono certamente "grandi", perché hanno impegnato doti elevate in opere straordinarie, ma ve ne sono molti altri "piccoli", non ricordati sui calendari, non venerati nei santuari o sugli altari, dei quali non possediamo reliquie o statue da venerare, che magari non conosciamo neppure: questi ultimi sono vissuti senza compiere grandi imprese, testimoniando semplicemente con la vita la loro fede intima e profonda, alimentata come una fiamma invisibile dai sacramenti e dalla preghiera. Una schiera infinita di uomini, donne e bambini che «hanno cercato il volto di Dio», rivelatosi nel volto di Gesù che proclama nel Vangelo di Matteo (5,1-12) «beati», cioè felici, «i poveri in spirito», coloro che sono «nel pianto», i «miti», «quelli che hanno fame e sete della giustizia», i «misericordiosi», i «puri di cuore», gli «operatori di pace», i «perseguitati per la giustizia» e per «causa Sua»; uomini e donne, giovani e adulti, che hanno conosciuto il peccato e i limiti della creatura umana, ma che ora trionfano nella Gerusalemme celeste e intercedono per noi.

Incamminati anche noi verso «la città del cielo», traguardo, destino e meta ultima del nostro vivere sulla terra, la contempliamo con gioia e fiducia, guardando ai santi come a nostri fratelli maggiori che ci accompagnano nel viaggio e che la Chiesa ci propone come amici e modelli perché, pur essendo peccatori come ognuno di noi, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze hanno accettato di lasciarsi toccare il cuore da Gesù, hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore.

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