Venerdì Santo 2018, la celebrazione della Passione del Signore

Venerdì Santo 2018, la celebrazione della Passione del Signore

Fletti i tuoi rami e allenta le tue membra, s’ammorbidisca la durezza del tuo tronco, distenda sul dolce legno le sue membra il Re del cielo.  

Il Venerdì Santo è il giorno in cui la liturgia della Chiesa fa memoria della passione e della morte di Cristo, del suo estremo dono d’amore per la salvezza di ogni uomo. È il giorno del silenzio e della contemplazione, del digiuno e della preghiera.

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 marzo, la nostra comunità è tornata a riunirsi per partecipare alla tradizionale celebrazione della Passione del Signore che si svolge nel secondo giorno del Triduo pasquale, una solenne funzione suddivisa in tre momenti ben distinti, la liturgia della Parola, l'adorazione della Croce e la Comunione eucaristica. 

All'inizio della celebrazione il nostro parroco don Mauro, rivestito della casula rossa, si è inginocchiato di fronte al crocifisso, anch'esso velato da un telo di colore rosso, posto ai piedi dell'altare. È quindi iniziata la liturgia della Parola, durante la quale i fedeli hanno potuto ascoltare un suggestivo e poetico canto del profeta Isaia, un brano della lettera di San Paolo agli Ebrei e la lunga lettura del Passio, il racconto evangelico della Passione tratto dal Vangelo di Giovanni. Niente omelia in questo giorno di lutto e dolore, ma solo un profondo silenzio, riservato a una meditazione intima e personaleContemplando le terribili sofferenze patite da Gesù, il nostro cuore si riempie di commozione e gratitudine, ma con lo sguardo dobbiamo essere già proiettati verso la Pasqua: la croce infatti ha senso solo perché è la via che porta alla Risurrezione.

Subito dopo il celebrante ha letto la consueta preghiera universale, seguita da uno dei momenti di più viva e profonda spiritualità della celebrazione odierna, l'adorazione della Santa Croce, con l'ostensione della stessa ai fedeli raccolti in preghiera. Dopo l'adorazione della croce da parte del celebrante, anche i fedeli hanno potuto accostarsi in ordinata processione ai piedi del Crocifisso per riverirlo e adorarlo, e trasmettere forse al Signore la grande amarezza e il profondo dolore per i peccati che continuiamo a commettere, dimenticando il suo estremo sacrificio d'amore. Dopo la recita del Padre nostro e la Comunione eucaristica con le particole consacrate durante la santa messa del Giovedì Santo, il celebrante ha congedato l'assemblea che è uscita in devoto e commosso silenzio, senza innalzare né inni né canti.

Scrive sant’Agostino: «Come vorrei, o miei fratelli, incidervi nel cuore questa verità! Se volete vivere un cristianesimo autentico, aderite profondamente al Cristo in ciò che egli si è fatto per noi, onde poter giungere a lui in ciò che è e che è sempre stato. È per questo che ci ha raggiunti, per farsi uomo per noi fino alla croce. Si è fatto uomo per noi, per poter così portare i deboli attraverso il mare di questo secolo e farli giungere in patria, dove non ci sarà più bisogno di nave, perché non ci sarà più alcun mare da attraversare. È meglio, quindi, non vedere con la mente ciò che egli è, e restare uniti alla croce di Cristo, piuttosto che vedere la divinità del Verbo e disprezzare la croce di Cristo. Meglio però di ogni cosa è riuscire, se possibile, a vedere dove si deve andare e tenersi stretti a colui che porta chi avanza».

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