Il santo del mese – Santa Caterina Labouré

Il santo del mese - Santa Caterina Labouré

Vergine - (31 Dicembre)

testo tratto dalla collana I Santi nella Storia

La seconda apparizione della Beata Vergine a Santa Caterina Labourè.

La storia di questa giovane campagnola si intreccia per un momen­to con la storia della Chiesa, influisce sugli uomini della sua gerarchia e sulla pietà mariana del mondo cattolico, che tutta­via non saprà nulla di lei per molto tempo. Infatti questa figlia degli agricoltori borgognoni Pietro e Luisa Maddalena è anche una primatista del silenzio. Nasce al tempo di Napoleone e ri­ceve un'istruzione approssimativa: ha perduto la madre a nove anni, e i problemi domestici ricadono su di lei e sulla sorella Antonietta.

C'è pure una sorella più adulta, Maria Luisa, ma si è fatta suora tra le Figlie della Carità, fondate in Francia nel 1633 da Vincenzo de' Paoli. Caterina fa la stessa scelta, tardando un po' per riguardo al pa­dre. E a ventiquattro anni incomincia il noviziato a Parigi, nella casa madre delle Figlie della Carità. È il 1830, l'anno in cui l'insurrezione parigina di luglio (le "tre gloriose giornate") toglie il trono a Carlo X e lo consegna a Luigi Filippo d'Orléans.

Per Caterina questo è invece l'anno dei prodigi, che tiene nascosti a tutti, parlan­done solo con padre Aladel, il suo confessore: nella cappella dell'istituto ha vi­sto un giorno la figura del Signore "nel santissimo Sacramento". E, un altro gior­no, il cuore di san Vincenzo. Ma soprat­tutto ha visto e ascoltato la Madre di Ge­sù: in luglio, in novembre e in dicembre. E ogni volta ha ricevuto da lei gli stessi inviti: sperare, pregare, incoraggiare altri alla preghiera. A volte l'apparizione indi­cava come e con quali parole pregare; le ha pure mostrato il disegno di una medaglia, invitandola a promuoverne la diffusione tra i fedeli, e "dettando" le parole della preghiera da incidere "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi".

Il confessore ne informa l'arcivescovo di Parigi, e questi autorizza la coniazione della medaglia, che già negli anni Trenta del XIX secolo arriva a una vastissima diffusione. Molti la chiamano "medaglia miracolosa", e la adotta anche come distintivo comune per associazioni e gruppi di devoti. Ma nessuno sa di Caterina. Il suo messaggio contribuisce alla forte ripresa mariana del XIX secolo, anzi, ne è una delle prime manifestazioni a largo raggio, ma in tutto questo lei non compare. Era ancora novizia al tempo delle visioni: nel 1835 pronuncia i primi voti e diventa una Figlia della Carità. Nessuno sa di quei suoi momenti nella cappella dell'istituto. Lei assiste malati e anziani, bambini e poveri, come tutte le suore vincenziane­ che devono avere "per monastero la casa dei malati, per chiostro le vie della città e le corsie degli ospedali".

Nei suoi ultimi anni tocca ormai a lei ricevere cure. All'avvicinarsi della morte, infine, le accade di rammentare per una volta le apparizioni del 1830: solo per dire che in quei giorni la Madre di Gesù apparsa, sì, "ma non per me": per la Chiesa, per Figlie della Carità, per tutti. "Io sono stata uno strumento e basta". Pio XII l'ha proclamata santa nel 1947.