Breve cronistoria di una golosa tradizione tutta pontenurese (che speriamo riprenda al più presto)

Breve cronistoria di una golosa tradizione tutta pontenurese (che speriamo riprenda al più presto)

Qualche foto "storica" di questa bella tradizione tutta pontenurese. Si ringrazia di cuore per queste belle immagini la signora Mariuccia Rossi, che per l'occasione le ha gentilmente "tirate" fuori dal cassetto dei ricordi dove le custodiva con cura.

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In questi ultimi mesi il Covid-19 ha portato non poco scompiglio nelle esistenze e nel vissuto di ognuno di noi, scombussolando spesso in modo radicale la nostra quotidianità e ponendo talvolta forzatamente fine ad antiche abitudini e a tradizioni radicatissime, come fiere, feste, processioni e sagre paesane che speriamo possano riprendere al più presto.

Così, se nel 2020 si erano salvati per il rotto della cuffia, quest’anno per ragioni perfettamente comprensibili di prudenza e precauzione non si sono potuti preparare i famosissimi "panini" di San Biagio, i deliziosi biscotti benedetti (dal gusto inconfondibile) che vengono venduti in occasione delle celebrazioni eucaristiche che ogni anno si svolgono il 3 febbraio, giorno in cui la Chiesa celebra la venerata memoria del santo vescovo e martire armeno.

Si è interrotta, tutti noi ci auguriamo solo temporaneamente, una bella tradizione del nostro paese che si rinnovava ormai da quasi settant’anni, essendo stata introdotta negli anni Cinquanta da monsignor Silvio Losini, il quale per così dire importò a Pontenure i "panini" dalla parrocchia di Besenzone (dove iniziarono a farli addirittura nel 1920), della quale era stato precedentemente titolare.

Nel corso di questi decenni innumerevoli cuoche pontenuresi si sono alternate, come in una sorta di ideale maratona, nel realizzare questi deliziosi biscottini, lavorando assieme in un bel clima di armonia e di collaborazione gioiosa, coscienti di fare qualcosa di grande e di bello (e anche di buono!!!) a nome della comunità e a favore di tutta la Parrocchia, che ogni anno poteva così disporre di una cospicua somma di denaro da utilizzare ove fosse più urgente e necessario, dal restauro della chiesa al sostegno alle opere missionarie.

Inizialmente, ossia all’epoca di don Losini, ci ha raccontato la gentile signora Maria Rosa Garatti, i biscotti venivano preparati dalle varie cuoche presso le cucine delle rispettive abitazioni, per essere poi portati in chiesa soltanto per l’imbustamento e la distribuzione. Anche gli ingredienti venivano donati dalle varie famiglie e si comprava soltanto quello che mancava. In quegli anni ormai lontani per preparare i "panini" si faceva tutto a mano ed era quindi necessaria una numerosa squadra di donne laboriose e dalle mani svelte; per fare i biscotti si utilizzavano gli stampi degli anolini.

Qualche anno dopo, intorno agli anni Sessanta, la "manifattura" dei panini risulta essersi trasferita per qualche tempo presso la Vegè, il forno dei signori Angelo e Luigi Cristalli, che mettevano a disposizione il loro negozio della nutrita squadra di brave e capaci signore pontenuresi mobilitate per l'occasione. Negli Ottanta, Novanta e nei primi anni Duemila il teatro delle "grandi manovre cuciniere" era invece la panetteria dei signori Bruno ed Ezio Anghinoni (soprannominati rispettivamente il Furnaron e il Furnarein), che con grande generosità, nel giorno di chiusura del loro esercizio commerciale, offrivano volentieri il loro forno sito in via Capra per la preparazione e la cottura dei biscotti. Nel nuovo millennio era il signor Moriseni, gestore de "Il piccolo forno" sito allora in piazza Matteotti, ad ospitare le gentili volontarie; anche lui metteva volentieri a disposizione le moderne attrezzature del suo negozio per un più facile e rapido confezionamento dei biscotti e preparava addirittura l’impasto.

Il resto è storia recente... nell'esprimere la neanche troppo velata speranza che questa golosa tradizione possa tornare al più presto ad allietare i palati di tanti Pontenuresi e non solo (i nostri biscotti infatti sono richiesti anche nelle grandi metropoli, come Milano e Torino!), presentiamo volentieri di seguito qualche ritaglio tratto dalla nostra rivista parrocchiale "La Torre", che come sempre si rivela essere una vera e propria finestra sul nostro passato, con qualche bella pagina d'epoca dedicata ovviamente a San Biagio e ai suoi biscotti.

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