Campo Masci: Generazione futuro 2025, il racconto di Betta
di Redazione Sito ·
di Luna – Zebra Perserverante – 02 Settembre 2025

Come ci ha detto il presidente del MASCI, Massimiliano Costa, a volte bisogna capovolgere i punti di vista e, quindi, comincio dai ringraziamenti. Penso di poterlo fare non solo a nome mio, ma di tutti i partecipanti!
In primis ringraziamo Alessandra e Antonella (in quest’ordine per seguire l’alfabeto, ma entrambe importanti) con, rispettivamente, Giorgio e Matteo che hanno organizzato e “interpretato” questo campo in maniera straordinaria, curando tutti i dettagli e mantenendo un filo conduttore chiaro tra tutti i diversi momenti delle tre giornate. Grazie!
Non si può non ringraziare Barbara, Mario e Giovanni che hanno intrattenuto e divertito i bambini/ragazzi permettendo così a tutti noi “giovani adulti” di vivere al meglio questi giorni.
Infine vogliamo ringraziare il presidente Massimiliano per la sua incisiva presenza, Gian Vittorio che ci ha accompagnato con la musica e il canto (sempre nuovi!) e il segretario della regione Umbria, Claudio, che ha seguito con molta attenzione tutta la logistica.
Ora passiamo ai contenuti di questi tre giorni…spero di riuscire a riportare qui (soprattutto per chi non ha partecipato) e nella mia comunità tutti e tutto perché è stato un campo ricco di significati, di esperienze e di persone. Partecipare a un campo di formazione ti lascia sempre con qualcosa in più!
Arrivata ad Assisi, alla Domus Madonna delle Rose gestita dalle suore francescane missionarie di Maria, mi sono trovata accolta da un dolce benvenuto e, insieme a una quarantina di altri partecipanti tra adulti e ragazzi provenienti da tutta Italia, ci siamo “accreditati” con la consegna della molletta che riportava il nostro nome e il simbolo che ci avrebbe contraddistinto in questi tre giorni. Infine con il classico cerchio di apertura è così iniziato il campo MASCI “Generazione Futuro” 2025 per under 50.
Il racconto di Antoine de Saint-Exupery “Il Piccolo Principe” è stato, tra scenette, attività e testimonianze, la nostra guida e la nostra base per tutto il fine settimana.
La prima serata è iniziata con le scenette “Come vedi il MASCI oggi?” preparate prima di cena dagli adulti divisi nei gruppi, ma anche dai ragazzi…la visione che abbiamo del MASCI di oggi è stata comune: difficoltà a incontrarsi e a organizzare attività per i vari impegni/problemi di ciascuno, ma sempre ricche di chiacchiere e di convivialità mangereccia! La serata si è poi conclusa con la lettura di alcuni testi di Papa Francesco e la preghiera del Salmo 148, da cui si pensa che San Francesco si sia ispirato per il suo Cantico delle creature.
Il mattino del sabato, dopo la preghiera nella bella chiesetta della Domus, abbiamo proseguito la reciproca conoscenza con un’attività sul sentirsi padri/madri cioè responsabili adulti e/o figli/figlie cioè giovani ancora alla ricerca della propria identità. Dopo che ognuno ha espresso il proprio pensiero abbiamo scelto una o più “sfide” del nostro tempo su cui riflettere durante la giornata. La sfida che ho scelto io è stata: Sfida della Pace che parte dal quotidiano: nelle famiglie, tra uomini e donne, amici, colleghi, vicini di casa, nelle ideologie, nei social.
A conclusione della mattinata c’è stata la preziosa e arricchente testimonianza di don Gianni Marmorini. Parroco della comunità di Papiano, attivo nella fraternità di Romena di don Luigi Verdi e appassionato e attuale studioso della Bibbia. Il suo intervento mi ha colpito profondamente e su diversi aspetti. Un aspetto che mi ha fatto riflettere è quando Don Gianni, parlandoci della figura di Mosè, ci ha fatto notare la sua multiculturalità: è nato schiavo ebreo, è cresciuto come principe egiziano ed è invecchiato come nomade beduino. Dio lo ha scelto anche per questo: la multiculturalità arricchisce e ti apre la mente e il cuore verso Dio e il prossimo. La unicultura è pericolosa e limitativa.
Nel pomeriggio ci siamo spostati a San Damiano dove abbiamo incontrato Antonio Caschetto insieme agli altri esponenti dell’associazione Laudato si e al vescovo di Gubbio monsignor Luciano Paolucci Bedini, con i quali abbiamo recitato la coroncina Laudato sì e celebrato la Santa Messa. Tra le altre cose, Antonio ci ha parlato della foresta dell’Amazzonia dove è la biodiversità tra specie che garantisce la sopravvivenza e la vita. In questo ho trovato un parallelismo con quello detto al mattino da Don Gianni. La crescita sia naturale che mentale/spirituale è garantita dalla diversità.
La giornata di sabato è terminata con una serata sotto le stelle. Dopo la scenetta introduttiva con i personaggi del Piccolo Principe ognuno di noi ha scritto su un foglietto un suo pensiero su quello che abbiamo apprezzato di questo campo. I foglietti sono stati mischiati e distribuiti…a me è capitata una frase in cui la parola “bellezza” era ripetuta più volte, segno che questi giorni hanno mostrato la gioia di far parte di una comunità e di un creato che amano il Signore!
Al termine della serata abbiamo scritto nella stella del Piccolo Principe una parola/frase che raccontasse la nostra visione e speranza del MASCI del futuro.
L’ultima giornata, domenica, è cominciata di buon’ora con la camminata da Santa Maria degli Angeli verso la Basilica di San Francesco dove abbiamo visitato e pregato sulla tomba di San Francesco e dei suoi 4 amici frati. In seguito, in cerchio, ognuno di noi ha raccontato le sfide che ha scelto e il perché le sente importanti nella sua vita. La verifica finale ci ha visto divisi in gruppi descritti dai cinque sensi e dove il portavoce di ciascun senso ha riassunto i commenti fatti da ognuno. Anche in tutte queste riflessioni ho ritrovato quello che ho visto fin dall’inizio di questo campo. Persone con un viso famigliare, non perché li conoscessi prima, ma perché i loro sguardi e i loro gesti mi appartenevano…ci conoscevamo già!
L’ultima scenetta del campo si è conclusa con una frase che è stata calata alla nostra vita: …”è il tempo che hai perduto per la tua rosa/comunità che ha fatto la tua rosa/comunità così importante”. La nostra rosa ha tanti petali…la famiglia certamente, ma anche il Movimento, le nostre Comunità e attraverso loro…tutti e tutto!
Concludo ripartendo dall’inizio. Quando ancora dovevamo partire per Assisi, ci è stato chiesto di fare un video su cosa ci aspettavamo dal MASCI del futuro. Io avevo detto persone attive e disponibili agli altri, aperte ai cambiamenti, ma sempre ispirate dalla fede, un sostegno e un riferimento per i giovani…Posso dire che sono tornata a casa vedendo in questi visi “familiari” e nelle loro vite che il MASCI del futuro è già ora!













































