La benedizione dei gessetti e non solo… tradizioni e usanze per l’Epifania

La benedizione dei gessetti e non solo... tradizioni e usanze per l'Epifania

Molte antiche tradizioni sono legate alla festa dell'Epifania. In Italia per esempio è molto popolare la Befana, una simpatica quanto arzilla vecchina che, in sella alla sua scopa volante, distribuisce ai bambini dolci, caramelle o altri piccoli doni. Non è cattiva, anzi, ma spesso ai bambini che non sono stati troppo buoni porta del carbone. In molti paesi del mondo però questa figura è sostituita proprio da quella dei Re Magi, i veri protagonisti di questa festa: sono loro, ad esempio in Spagna, a portare i doni ai bambini e infatti la sera prima si lascia sulla porta di casa dell'acqua, per dare da bere ai loro cammelli assetati dal lungo viaggio alla volta di Betlemme. In Francia invece si prepara la tradizionale Galette des Rois, torta tipica al cui interno si inseriva una fava: il fortunato che l'avrebbe trovata nella sua fetta sarebbe stato il re o la regina della festa, almeno nella tradizione contadina. Ancora oggi, nelle zone cattoliche della Germania e della Polonia, molti bambini si vestono come i Re Magi e vanno da casa in casa, con una grande stella fissata su un bastone, cantando in coro le tipiche carole natalizie. In cambio ricevono dei dolci o un po' di soldi. Un'usanza simile è diffusa anche in Romania, dove i bambini bussano casa per casa per raccontare storie e chiedere qualche spicciolo o caramella, mentre in Messico si mangia il dolce tipico la Rosca De Reyes, dedicato proprio ai tre Magi.

Tra le svariate benedizioni previste per questa solennità, in cui si commemora la manifestazione di Cristo Signore a tutti i popoli della terra, il Rituale Romano propone anche la benedizione della «creta», ossia dei gessetti, con cui scrivere sulla porta della propria abitazione i nomi (o le iniziali) dei tre Re Magi, allo scopo di invocare per tutto il corso dell’anno la salute del corpo e la custodia dell'anima, a protezione dei componenti della famiglia e di tutti coloro che vi abitano.

A dire il vero questa tradizione non è mai stata molto popolare in Italia, mentre è quanto mai viva e diffusa in Europa centrale e soprattutto in Polonia. In questa usanza, profondamente legata alla Pasqua, si può anche vedere un'analogia e una continuazione della tradizione narrata nel libro dell'Esodo, quando il Signore ordinò agli Ebrei, tramite Mosè e suo fratello Aronne, di contrassegnare le case con il sangue di un agnello per evitare la condanna e la punizione di Dio che sarebbe stata inflitta ai primogeniti del paese d'Egitto.

Dopo aver portato al sacerdote i gessetti da far benedire, con essi si scrive sulla porta d'ingresso, o anche sulle porte interne, il nome (ma basta l’iniziale) dei tre Santi Magi, aggiungendo l’anno spezzando in due la cifra. Di solito il risultato ha una forma simile a questa, a seconda dall'anno: 20 † C † M † B † 21. La posta fra le lettere simboleggia ovviamente Gesù Cristo, i numeri 20 e 21 indicano ovviamente l'anno, mentre le tre lettere C - M - B rappresentano le iniziali dei tre Santi Magi (in latino Caspar, Melchior e Balthasar), ma in latino significano anche Christus mansionem benedicat, ossia "Che Cristo benedica questa casa".