La Giornata della Memoria dei piccoli alunni della “Kwiaty Polskie”

La Giornata della Memoria dei piccoli alunni della "Kwiaty Polskie"

L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l'indifferenza. - Liliana Segre

Vi sono taluni avvenimenti che i libri di storia e la memoria stessa delle persone cercano spesso di cancellare, censurare, ignorare, dimenticare, forse per esorcizzarne l’orrore, per nascondere le ferite o più semplicemente per evitare di doverci fare i conti. In fondo un simile atteggiamento è molto umano. E invece, questi fatti non possono non essere ricordati, spiegati, tramandati alle nuove generazioni, resi parte integrante del “vissuto” del mondo, perché ancora oggi possono e devono insegnare moltissimo, con il loro triste carico di dolore e di vergogna. Perché mai più si ripetano nella storia.

Ricollegandosi alla Giornata della Memoria (celebrata lo scorso mercoledì 27 gennaio), importante ricorrenza civile che coincide col 76° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, anche i bambini e i ragazzi che frequentano la Scuola polacca "Kwiaty Polskie" hanno voluto onorare a modo loro, sfruttando anche gli strumenti social, questo giorno così speciale per l’umanità intera. Aderendo con entusiasmo alle richieste delle insegnanti della Scuola, sempre attente a seguire le varie ricorrenze e i momenti più significativi dell’anno, un gran numero di fotografie raffiguranti i piccoli alunni, rigorosamente in bianco e nero, ha raggiunto in poche ore il gruppo WhatsApp della Scuola.

In ciascuna foto spiccava in modo evidente una bella rosa rossa, il colore dell'amore e del sacrificio, un virtuale segno di omaggio nei confronti dei tanti bambini strappati prematuramente alla vita nei campi di sterminio della Germania nazista, vittime innocenti di una delle più brutali e feroci dittature di quello che gli storici hanno chiamato il Secolo breve. Anche i bimbi più piccoli sono stati a loro volta della partita, nonostante la gravità e l'importanza del tema, e uno di loro ha mandato un suggestivo disegno, che con pochi tratti mostra come l'autore, il piccolo Mattia, abbia perfettamente compreso l'argomento trattato. A fine giornata è stato poi pubblicato sulla pagina Facebook della Scuola un bel collage realizzato assemblando assieme con gusto tutte le foto.

Si è trattato di un momento prezioso e ricco di significato, che siamo sicuri sarà servito a trasmettere a questi giovani l’importanza della memoria, un compito mai così vitale considerando anche la progressiva scomparsa, per ovvie ragioni anagrafiche, di molti dei testimoni che hanno sperimentato sulla propria carne le tante crudeltà di quella immane tragedia. Sarà compito delle giovani generazioni tenere viva la fiaccola del ricordo, perché il ricordo può molto. Perché il ricordo è vivo e presente. Porta a farsi domande. Fa muovere i cuori e le menti e le impegna a battersi perché tutto ciò non accada di nuovo. Perché il ricordo è un dovere che dobbiamo a coloro che sono sopravvissuti e a coloro che morirono, come ci ricordano con la loro genuina semplicità i volti di questi cari ragazzi.

 

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