Quaresima 2021 – Berit, un incontro sempre nuovo

Quaresima 2021 - Berit, un incontro sempre nuovo

La vita è fatta di incontri, di appuntamenti talvolta mancati, di patti nei confronti di noi stessi e delle nostre convinzioni non sempre osservati, di alleanze piccole o grandi: tutto questo forma il tessuto della nostra identità. In fondo, ogni nostra attività è regolata da norme: perciò esse sono necessarie ma questo non ci toglie dalla testa l’idea che determinati “patti” soffochino il nostro io. Per tutto ciò realtà regolate come la famiglia, la scuola, lo stato, costruite su patti più o meno espliciti, su legami più o meno forti, su ideali più o meno condivisi, alla nostra mente non richiamano affatto l’idea di libertà. La tentazione di trasgredire certi accordi è spesso più forte della fedeltà cui siamo tenuti. Il parlare di alleanza in questi contesti di vita e soprattutto il recuperarne il senso fa pensare: l’alleanza esprime la verità dell’amore che trova nel dono di sé e nella reciprocità il significato più profondo.

L’unica alleanza nella quale l’uomo non si sente a disagio è quella dell’amore di Dio, un’esperienza in cui si sente accolto senza giudizio, abbracciato e perdonato. Il segreto di quell’alleanza donataci in Cristo sta nel saper perdere la vita per ritrovarla. È stato il cammino di Gesù che porta alla Passione e alla Pasqua di risurrezione, e questo è il cammino su cui siamo invitati a camminare. Ogni Quaresima ci ripropone questo cammino di alleanza che si rinnova, che passa attraverso la prova per arrivare alla gioia della Pasqua.

Nel cammino della nostra vita incontriamo tante prove: un problema di salute, la mancanza di lavoro, la perdita di una persona cara, l’incomprensione degli amici, il senso di solitudine e di abbandono, uno smarrimento interiore che ci lascia privi di orientamento e ci toglie le forze. Siamo come morti, senza speranza, vaghiamo senza meta nel deserto della nostra vita. In quei momenti sorge improvviso e inarrestabile il desiderio di tornare a vivere, un desiderio che non è spiegabile con il puro istinto di sopravvivenza. Siamo pronti a rinascere, e basta una parola amica, un incontro felice, un fiore che spunta dalla terra ancora scura per l’inverno a farci dire: si può ricominciare, c’è un filo che si può riannodare, un dolore che si può rammendare. Il più piccolo segno diventa invito a riprendere il filo dell’amore, la fiducia nella vita.

Allora ci vengono in mente le parole pronunciate durante la prova: anche Dio ci ha lasciato soli! Perché ci chiede sacrifici così grandi? Ci ricordiamo delle parole di Gesù sulla Croce: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Parole in cui ci siamo riconosciuti, senza però quella fiducia nel Padre che Gesù ha sempre coltivato, anche sulla Croce. Siamo stati tentati di rompere quest’alleanza, questo patto d’amore, ci siamo sentiti traditi, mentre prendevamo le distanze dal Padre.

Adesso, una volta ritrovata la serenità e la fiducia, nella rinnovata voglia di vivere dobbiamo confessare che Gesù è venuto a prenderci, a rialzarci, a guarire le nostre ferite, a farci sentire accolti e non abbandonati.

Alla fine, una volta superata la difficoltà, possiamo dire con gioia che non è stato Dio a metterci alla prova, non era Lui che non voleva saggiare la nostra fedeltà nella disgrazia. Non solo non ci ha abbandonato ma ci ha accompagnato, con tutta la discrezione e la tenerezza del Padre, come sempre e ancor più che nei momenti felici. Non ci siamo meritati il suo perdono, semplicemente ci è stato donato. Dobbiamo e possiamo confessare che è la forza dello Spirito che ci fa rinascere, quello Spirito che risuscita Gesù dai morti così come lo sostiene nell’ora drammatica della Croce. Lo abbiamo sperimentato tante volte, eppure scopriamo ancora una volta, e sempre con meraviglia, l’intreccio tra quell’amore che ci viene incontro senza stancarsi, e la nostra libertà che spesso si ribella, che si lamenta di un Dio che non fa quello che gli chiediamo sebbene gli presentiamo le nostre buone opere e i nostri profondi sentimenti. Ci ritroviamo bambini accolti e abbracciati, lavati e ristorati, per essere ancora una volta lasciati andare nella libertà dei figli che devono ogni volta imparare a vivere da figli amati e da fratelli benedetti. L’esperienza pasquale si ripete e lo Spirito viene a rinnovare la nostra vita, l’umanità intera e tutto il cosmo.

* Il testo sopra riportato è tratto dal sussidio "Berit - Un incontro sempre nuova", Cammino di Quaresima - Pasqua 2021 della Diocesi di Piacenza-Bobbio

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