Un Maggio con la Vergine Maria: un mese di preghiera per la pace

Un Maggio con la Vergine Maria: un mese di preghiera per la pace

Il sorriso del cielo, il canto della natura, la gioia dei cuori ci annunziano senza inganni il ritorno del più bel mese dell’anno. Dopo il freddo e la nebbia dell’inverno, la terra si ammanta di nuovo di verde, nei prati e nei giardini spuntano fiori e la vita torna a fremere nei cuori. E proprio quando il giorno sta ormai per morire, quando finalmente cessano le mille e frenetiche attività della vita quotidiana, dall’alto della nostra Torre suonano le campane e la gente si reca in chiesa per cercare e trovare, attorniata da splendidi fiori e da tanti ceri, una madre, la Madre di tutti, Maria Santissima.

È il suo mese questo: alla più bella delle creature la Chiesa ha voluto dedicare questo mese, il più bello dell’anno. L'esercizio della carità, i pellegrinaggi e le suppliche, i fioretti e le piccole rinunce, le preghiere che salgono spontanee dal cuore, la recita devota del Santo Rosario, il canto della Salve Regina, le Litanie e gli altri tradizionali canti, innalzano l’anima a fin lassù dove rifulge il Bello e il Vero, dove non giunge il confuso mormorio delle voci umane che non ignorano e non conoscono la bellezza della Fede.

Maggio è il mese più bello dell’anno per lo splendore primaverile che lo riveste: per questo è consacrato a Colei che la Chiesa loda come Tutta Bella. È il mese in cui sbocciano fragranti le rose nel tepore della ridente natura: per questo viene consacrato a Colei che la Chiesa esalta come Rosa Mistica. Nel mese di maggio in particolare rivolgiamo la nostra preghiera a Dio perché possiamo imparare il modo giusto di onorarlo, prendendo come nostro esempio e modello di fede la Madre di Gesù.

Maria, infatti, come ci insegnano tanti grandi santi, è la migliore strada che conduce a Cristo e ogni incontro con Lei ineffabilmente si risolve in un incontro con suo Figlio. Il nostro continuo ricorso a Maria, Madre del Signore e Madre nostra, non è altro che cercare fra le sue braccia il Salvatore, al quale gli uomini, negli smarrimenti e nei pericoli della vita, sentono il bisogno di rivolgersi, come a porto di salvezza e fonte di sicura speranza.

Come avveniva una volta, neanche troppi anni fa, ai tempi in cui la recita del Santo Rosario era una pratica comune fatta da tutta la famiglia, stretta intorno al focolare domestico, questo mese rappresenta un tempo di grazia, un'occasione propizia che ci viene offerta dalla Provvidenza, in cui si sente più forte il bisogno di pregare la Madre di Dio. Un bisogno, quello di affidarsi alla sua materna intercessione, che si avverte con particolare urgenza soprattutto in questo nostro tempo, perché in tutto il mondo torni presto a regnare la pace, e lo si faccia magari riscoprendo l’efficacia del Santo Rosario, la preghiera tra tutte a Lei più gradita.

Proprio al pronto ritorno della pace, purtroppo deturpata ancora una volta dalle brutture di una guerra, l'ennesima, provocata dalla superbia e dall'egoismo dell'uomo, papa Francesco ha voluto dedicare il suo Regina Coeli di ieri, domenica 1° maggio, a Maria, invitando tutti i fedeli e le comunità a pregare ogni giorno di questo mese il Rosario per impetrare da Lei il ristabilimento della pace, per l'Ucraina e per tutti i popoli che dilaniati dal terribile flagello di ogni conflitto, di tutti i conflitti. «Vi prego, non ci si arrenda alla logica della violenza, alla perversa spirale delle armi. Si imbocchi la via del dialogo e della pace!», questo è stato l’accorato appello del Pontefice, che con indomita generosità si sta spendendo in questi giorni per il fine auspicato da ogni uomo di buona volontà.

Anche nel passato più o meno recente, in altri e non meno difficili contesti storici, in cui la pace purtroppo era ormai già perduta, i Sommi pastori della Chiesa hanno dedicato il mese di maggio a questa particolare finalità, invocando l'intercessione di Maria Santissima. In particolare, papa Benedetto XV, nel bel mezzo della prima terribile conflagrazione mondiale, volle che si inserisse nelle Litanie Lauretane l'invocazione alla Regina della Pace. In quei giorni questo grande e quasi dimenticato Pontefice aveva denunciato senza paura e con voce profetica ai governanti e ai sovrani dei popoli l'insensatezza della guerra, che aveva definito "inutile strage", "suicidio dell'Europa civile". Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per grazia, da ogni angolo della terra la devota invocazione: Maria, Regina pacis, ora pro nobis!

Luca T.

E. Prati, Trionfo di Maria, Regina della Pace, cupola della nostra chiesa parrocchiale.

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