Un maggio con Maria: l’Ave del messo celeste

Un maggio con Maria: l’Ave del messo celeste

Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». (Luca 1,28-31)

"Ave Maria" – alcuni testi traducono: "Rallegrati Maria" – è il saluto dell’Angelo Gabriele alla giovane in quel momento assorta in preghiera, forse nella sua cameretta. Maria pregava ogni giorno ed aveva certamente tanti motivi per farlo, uno di questi era il suo prossimo matrimonio. Infatti era fidanzata con Giuseppe, anche lui di Nazareth, della Casa di Davide, e come tutte le giovani pregava affidando il suo futuro nelle mani di Colui che meglio di tutti conosceva i suoi pensieri e i suoi desideri più nascosti.

L’intrusione improvvisa e misteriosa di quel personaggio nella sua casa, che senza aver bussato le si trovava davanti, di sicuro doveva averla messa in apprensione e stupita grandemente. "Non temere, Maria", all’Angelo preme rassicurarla, farle intendere che non voleva né spaventarla né farle del male. Chissà allora quale significato aveva quella visita e quel saluto. Presto ne fu informata.

"Hai trovato grazia davanti a Dio. Concepirai e darai alla luce un figlio". Impossibile, Lei vergine casta e pura, che non aveva mai conosciuto uomo, che diventava mamma! A Dio nulla è impossibile, lo Spirito Santo farà il resto. Perfino sua cugina Elisabetta, così anziana, ha ricevuto la grazia di aspettare un figlio ed è già di sei mesi.

Stupisce sempre che Maria sia stata così pronta a dire il suo personale sì, a dare la sua adesione incondizionata al progetto divino: "Avvenga di me secondo la Sua volontà". La fiducia totale nel Dio che Lei tanto amava e che ogni giorno invocava nelle sue orazioni è stata il punto di forza a farle dire prontamente quel sì. Quanta fatica e lentezza invece mettiamo noi nel fare qualcosa di bene e di buono, e magari ci nascondiamo anche, quasi avessimo paura di prodigarci più del necessario!

Si racconta di un missionario che viaggiando su un veloce treno giapponese, mentre leggeva il suo breviario, gli sia caduta un’immaginetta della Madonna. Un bambino seduto di fronte al missionario raccolse l’immagine e restituendola al sacerdote gli domandò: "Chi è questa bella signora?". "È… mia madre!", rispose il missionario. Il bambino allora la guardò di nuovo l'immaginetta, e dopo essersi rivolto a lui gli disse: "Non le assomigli molto!". Il missionario sorrise: "Eppure, ti assicuro, è tutta la vita che cerco di assomigliarle, almeno un po’!". Dio voglia che sia così anche per noi!

Fioretto: Nell’arco della giornata cercherò un po’ di tempo da dedicare alla preghiera silenziosa immerso nell’Amore di Dio, in ascolto della sua voce, per capire che cosa il Signore vuole da me e collaborare con Lui all’opera di salvezza.

Livia

Giotto, Annunciazione, 1304-06, affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova.

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