Qualche domanda… a Jackson, per conoscerlo meglio!
di Redazione Sito ·
A cura di Luca T. – 19 Ottobre 2025
Si tratta ormai di una tradizione consolidata: non c’è nuovo seminarista che arrivi da noi in Parrocchia… che possa sfuggire alle nostre domande. Questa volta è il turno di Jackson Makesi, originario della Tanzania, che da qualche mese è arrivato tra noi a Pontenure e sta proseguendo gli studi per diventare sacerdote presso il Collegio Alberoni (dove tra l’altro Jackson svolge la mansione di campanaro!). Buona lettura, per chi vorrà… conosciamo allora meglio Jackson!
Ciao Jack, io ti chiamo così lo sai… Inizio con il chiederti se ti va di raccontarci qualcosa di te, della tua infanzia, della tua terra natia…
Ciao a tutti! Mi chiamo Jackson e sono nato nel 1999 nell’isola che si chiama Ukerewe, in Tanzania, un paese ricco di tradizioni e cultura. La mia infanzia è stata segnata da momenti di gioia, tristezza e di comunità, dove la fede giocava un ruolo centrale. Crescere in una famiglia che valorizzava la spiritualità mi ha ispirato fin da giovane a interrogarmi sul mio senso religioso.
Perché hai deciso di diventare sacerdote? Come è nata dentro di te la scelta di entrare in Seminario e come è stata accolta dalla tua famiglia?
In realtà non trovo le giuste parole per descrivere la mia vocazione, ma posso provare così: la mia decisione di diventare sacerdote è maturata nel tempo, attraverso esperienze di servizio e di riflessione profonda. Ho sentito un bisogno “interiore” di dedicare la mia vita al servizio degli altri anche come modo per ringraziare Dio per tutto quello ha fatto a me dalla mia giovinezza fino ad adesso. La mia famiglia ha inizialmente avuto delle riserve, ma poi ha compreso la mia scelta e i miei genitori mi hanno sostenuto con amore nel mio cammino.
Cosa hai provato quando hai ricevuto la proposta di continuare la tua formazione all’Alberoni? Come ti trovi in Collegio?
Ricevere la proposta di continuare la mia formazione all’Alberoni è stata un’esperienza emozionante e un po’ spaventosa. Da noi in Tanzania trovare un’opportunità di venire in Italia non è semplice e c’è il problema della lingua diversa. Qui ho trovato un ambiente stimolante e accogliente, dove posso crescere spiritualmente e umanamente. La comunità del Collegio Alberoni è formata da persone straordinarie che condividono la mia stessa passione.
Come ti trovi qui da noi in Italia? Cosa ti piace in particolare di Piacenza? Apprezzi la nostra buona cucina?
Mi trovo bene in Italia, è un Paese ricco di storia e bellezze artistiche. Piacenza ha un’atmosfera accogliente e mi piace passeggiare per le sue strade con la mia bici. Le sue persone sono generose e aiutano volentieri se qualcuno ha bisogno. E sì, la cucina italiana è qualcosa di speciale! Adoro i piatti tipici e ogni occasione è buona per scoprire nuovi sapori.
Quali differenze hai trovato nel modo di vivere la religiosità nella tua Diocesi rispetto all’Italia?
La religiosità nella mia Diocesi è spesso più vivace e coinvolgente. In Italia, ho notato un approccio più riflessivo e rituale. Le celebrazioni sono diverse, ma entrambe le culture esprimono una profonda devozione a Dio.
Nel silenzio del mondo, in molte zone dell’Africa, i cristiani offrono la loro testimonianza di fede fino a dare la vita pur di non rinnegare Cristo… quanto pensi possa essere importante per la Chiesa l’esempio di questi nuovi martiri?
L’esempio di questi martiri è fondamentale per la Chiesa. La loro testimonianza di fede ci ricorda il valore del sacrificio e l’importanza di vivere la nostra fede in modo autentico, anche di fronte a grandi difficoltà. Questi martiri mi ricordano di stare sempre pronto: ogni momento è buono per la vita eterna.
C’è per caso un passo delle Scritture che ti piace ricordare spesso, anche nella preghiera personale? Cosa ti trasmette?
Uno dei passi che mi colpisce di più è Filippesi 4:13: “Tutto posso in colui che mi dà forza.” Questo versetto mi incoraggia nei momenti di difficoltà e mi ricorda che non sono mai solo.
Raccontaci qualcosa in più su di te… squadra del cuore? Piatto preferito? Segno zodiacale? Ultimo film visto al cinema? Nel tempo libero dallo studio coltivi qualche hobby?
Sono un grande tifoso della squadra di calcio del PSG; il mio piatto preferito è la carne di maiale e riso. Sono del segno del Capricorno (segno di terra). L’ultimo film che ho visto è stato “Il mio piede sinistro”. Nel tempo libero mi piace leggere e suonare la chitarra.
Da interista non posso certo condividere la tua passione calcistica, comunque… Due libri che hai sul comodino? (non solo appoggiati eh, ma che stai leggendo!)
Attualmente sto leggendo Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e La vita di San Francesco di Nikolaus Gihr. Entrambi mi offrono spunti di riflessione sulla vita e sulla fede.
A questa domanda non puoi non rispondere! Lo sappiamo tanto, lo hai sicuramente già in mente: quale sarà il tuo motto quando diventerai Papa?
Il mio motto sarà “Insieme per la fede”, perché credo che la comunità e la collaborazione siano essenziali nel nostro cammino spirituale.
Di pure quello che desideri ai lettori del nostro sito parrocchiale che avranno senz’altro letto con molto interesse questa nostra chiacchierata, desiderosi di conoscerti meglio.
Vorrei dire a tutti che la fede è un viaggio che si compie insieme. Siamo chiamati a sostenerci a vicenda e a cercare sempre di crescere nella nostra relazione con Dio. Grazie per l’accoglienza e per l’opportunità di condividere con voi la mia storia!
