Cinque brani per una Quaresima – L’arco sulle nubi

Cinque brani per una Quaresima - L'arco sulle nubi

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».

Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio,
per distruggere ogni carne».
(Genesi 9, 8-15)

Quello che dopo il grande diluvio si stabilisce tra Dio e Noè è un patto di alleanza che anticipa quello stretto da Dio con Abramo e in seguito con il popolo d’Israele. È un’alleanza del tutto gratuita, perché il Signore non richiede a Noè l’adempimento di alcun obbligo particolare, ma è anche un’alleanza perenne, stabilita a partire da Noè, dai suoi figli e da tutti gli esseri viventi sopravvissuti al diluvio, ma valevole per tutte le generazioni a venire, resa ancora più solenne dalla promessa che mai più le acque torneranno a coprire la terra, a distruggere la creazione.

Questa alleanza si manifesta attraverso un segno concreto, un fenomeno naturale, un modo privilegiato con cui spesso Dio si è manifestato agli uomini nella storia della salvezza. Questo segno di alleanza e di pace è l’arco tra le nubi, ossia l’arcobaleno. Per i pagani, l’arcobaleno era ritenuto un segno di punizione per l’uomo, per la Genesi invece è segno della benedizione di Dio a favore non solo di Noè, ma dell’intera umanità e di tutta la creazione. Anche con Abramo Dio stabilirà la sua alleanza tramite un altro segno concreto: la circoncisione. Altro segno di alleanza, stavolta con il popolo d’Israele, sarà il sangue dell’agnello sgozzato versato sugli stipiti delle case degli Israeliti nella notte di Pasqua… Il segno, di solito, rappresenta un monito che Dio rivolge all’uomo, affinché si ricordi di lui e delle sue promesse. In questo caso, invece, il segno è dato perché Dio, guardando l’arcobaleno, si ricordi per l’eternità dell’alleanza stipulata con Noè e la sua discendenza.

Dio è fedele alle sue promesse: Egli non è più tornato a distruggere la propria opera, le creature e il mondo che ha plasmato dalla polvere. L'arcobaleno è la prima manifestazione della sua volontà di salvezza universale, affermata poi esplicitamente nel Nuovo Testamento: «Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (2 Timoteo 2,4). La vista dell’arcobaleno, questa sorta di ponte che unisce a un tempo il cielo e la terra con il suo arco multicolore, rimanda a questa promessa concreta, a questa speranza, alla possibilità di salvezza sempre in atto. Come l’arcobaleno appare al termine di un forte temporale, grazie all’effetto dell’attraversamento, da parte della luce, di gocce d’acqua rimaste in sospensione, così ora, al termine dell’eccezionale pioggia del diluvio, diviene il segno della quiete e del sereno. Della salvezza promessa, della pace ritrovata.

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