Domenica 27 Novembre, prima di Avvento: la luce della candela e la benedizione del presepe

Domenica 27 Novembre, prima di Avvento: la luce della candela e la benedizione del presepe

Quest'oggi, domenica 27 novembre, prima di Avvento, è cominciato, per la nostra comunità e per la Chiesa tutta, un nuovo anno liturgico, cioè un nuovo anno di cammino nella fede, in cui si celebrano i misteri della salvezza e della vita del Signore. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, la Chiesa fa memoria della risurrezione del Signore, che essa celebra anche una volta all’anno, unitamente alla sua Passione, con la grande solennità della Pasqua. Nel corso del resto dell'anno poi, la liturgia distribuisce tutto il mistero di Cristo, dall’Incarnazione e dalla Natività fino all’Ascensione, al giorno di Pentecoste e all’attesa della beata speranza e del ritorno del Signore.

All'inizio del tempo di Avvento, questo periodo così particolare, così carico di senso e significato profondi, che ogni anno inaugura l'anno liturgico, la Chiesa, raccolta per celebrare la santa Eucaristia, rinnova la speranza nell’attesa del ritorno del suo Signore. Siamo tutti invitati a perseverare vigilanti nella preghiera e operosi nella carità, per essere veramente figli della luce, in cammino verso il giorno che mai avrà tramonto.

Anche le letture che sentiamo ogni domenica seguono un ciclo che si ripete ogni tre anni. In questo nuovo anno liturgico verrà letto il Vangelo di Matteo. Nel corso dei secoli, questo Vangelo è stato senz’altro il Vangelo più popolare, più letto e commentato e, anche se quello di Marco è considerato il primo in ordine cronologico, l’opera di Matteo rimane una presenza capitale all’interno della Chiesa, che la propone spesso nella liturgia e nella catechesi. La pagina del Vangelo di questa prima domenica di Avvento (Matteo 24,37-44) ci introduce ad un tema fondamentale del tempo di Avvento: il Signore che viene nel mondo; e quindi ci richiama all’attesa e anche alla vigilanza perché non sappiamo quando Egli verrà.

 La santa messa delle ore undici, resa ancora più gioiosa dai canti del Coro "Perfetta Letizia", è stata accompagnata da due gesti di grande rilevanza. All'inizio della funzione, il celebrante, il nostro parroco don Mauro Tramelli, ha acceso la prima candela della corona di Avvento che insieme alle altre tre candele, che verranno accese di volta in volta nelle prossime domeniche, rischiarerà la nostra strada verso il Natale. Ognuna di queste candele ha un nome, ognuna di esse incarna un valore particolare, ognuna di esse rappresenta una tappa del cammino. La corona circolare è il segno dell’attesa del ritorno di Cristo: i rami verdi richiamano la speranza e la vita che non finisce. La prima candela, quella che abbiamo acceso questa mattina, è la candela dei profeti, essa ci ricorda la predicazione dei profeti che annunciarono con gioia la venuta del Salvatore, l’Emmanuele, il Dio con noi.

Quasi sul finire della celebrazione eucaristica, don Mauro, accompagnato da uno stuolo di chierichetti e dai tanti bambini presenti in chiesa, ha poi raggiunto la cappella della navata destra per... uno "svelamento" assai atteso. Per la prima volta, infatti, da quando si ha memoria, si è svolta l'apertura e la benedizione del grande presepe in stile popolare realizzato come ogni anno, con passione non disgiunta da sincera fede, da un piccolo gruppo di appassionati. Le tante luci, i colori, i suoni e la magica atmosfera del presepe, ispirato quest'anno a Cristo che con la sua incarnazione riapre agli uomini di tutti i tempi le porte del Paradiso, hanno conquistato gli occhi e i cuori dei bambini (e non solo): in tanti, infatti, sono rimasti per lungo tempo a rimirare rapiti e incantati il paesaggio e la capanna che, a tempo debito, accoglierà ancora una volta la statuetta di Gesù bambino. Nell'attesa della Sua venuta, nella notte santa di Natale.

Luca T.

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