Un nuovo seminarista in Parrocchia, qualche domanda per conoscerlo meglio!

Un nuovo seminarista in Parrocchia, qualche domanda per conoscerlo meglio!

In molti di sicuro l'avranno già notato sull'altare al fianco del nostro parroco don Mauro durante una delle tante messe domenicali. Ebbene sì, già da qualche giorno è arrivato tra di noi a Pontenure un nuovo seminarista! Si chiama Gianni Calandriello, è originario della provincia di Salerno. Accogliendo un invito rivoltogli dal suo vescovo, si è trasferito a Piacenza presso il Collegio Alberoni, dove studia per diventare sacerdote, svolgendo nel fine settimana il suo servizio pastorale presso la nostra Parrocchia. Senza essere troppo indiscreti, approfittando della sua cordialità, abbiamo pensato di rivolgergli qualche domanda allo scopo di conoscerlo meglio, chiedendogli di raccontarci qualcosa su di sé, sulla sua esperienza all'Alberoni e su come è nata la sua vocazione. Buona lettura, per chi vorrà!

D: Buongiorno e benvenuto Gianni, sappiamo che sei originario del "profondo sud" della Campania, quasi ai confini con la Lucania e il Bruzio. Come ti trovi in questa "fettaccia di terra grassa" compresa, come diceva Guareschi, tra il fiume e il monte, tra il Po e l'Appenino?
R: Sì, è vero, vengo dal sud Italia. Sono da poche settimane qui al Collegio Alberoni, una realtà tanto nuova ma anche tanto bella. Una nuova esperienza di Chiesa.

D: Dai, raccontaci qualcosa in più su di te… squadra del cuore? Piatto preferito? Segno zodiacale? Coltivi qualche hobby, nel tempo libero dallo studio?
R: Eh, davvero una bella domanda! Allora più che avere una squadra del cuore… io tifo per l’arbitro! E questo perché sono stato arbitro di calcio per ben cinque anni. So quanto è difficile però anche quanto è bello svolgere questo ruolo così delicato. Il mio piatto preferito? Beh, la lasagna, noi al Sud mangiamo abbondante! Nel tempo libero coltivavo il campo del volontariato, facendo parte dell’Associazione nazionale Carabinieri, in collaborazione con la Protezione Civile. È un hobby che coltivo da dodici anni.

D: Due libri che hai sul comodino? (non solo appoggiati eh, ma che stai leggendo!)
R: L’eredità dell’amore, del papa emerito Benedetto XVI, e Quello che sei per me. Parole sull'intimità di don Luigi Maria Epicoco.

D: Cosa puoi raccontarci del tuo cammino di preparazione che ti condurrà a diventare prima diacono e poi sacerdote? A che punto del percorso sei giunto?
R: Prima di venire all’Alberoni avevo già frequentato il Seminario di Salerno per tre anni, dove ho svolto l’anno pre-seminario e i due anni di filosofia. Qui in Collegio inizio dallo studio della Teologia per quattro anni.

D: Una domanda forse un po' scontata ma che ci pare d’obbligo… come è nata dentro di te la scelta di entrare in seminario?
R: Questa scelta è nata con il tempo, nella quotidianità. A volte si pensa che chi è chiamato alla vita sacerdotale sia colpito da eventi straordinari, ma io sono stato chiamato poco alla volta, ho compreso piano piano la chiamata che mi veniva rivolta. Anche perché la vocazione è un dono grande e per comprenderla e renderla alla portata dell’uomo ci vuole del tempo, non è certo immediata.

D: Come hanno reagito la tua famiglia e i tuoi amici quando hai preso la decisione di entrare in seminario?
R: La mia famiglia ha reagito bene, hanno da subito accolto con gioia la mia adesione alla chiamata che mi era stata rivolta.

D: Come ti trovi al Collegio Alberoni? Cosa ti ha spinto a coltivare la tua vocazione così lontano dalla tua terra natia?
R: Al Collegio Alberoni mi trovo benissimo! Un ambiente molto sereno. Dove ci si può confrontare e dialogare. La serenità nel cammino è la prima cosa e il Collegio la garantisce in modo unico! La possibilità di svolgere questo cammino lontano da casa mi è stata indicata dal mio Vescovo, ed io ho detto sì, pronto a questa nuova esperienza lontano dalla mia terra natia.

D: C’è un’esperienza che ha lasciato un segno particolare nel tuo cammino di preparazione?
R: Davvero tanti sono i momenti in cui il Signore mi ha fatto capire come questa fosse la strada giusta. Ma io dopo i tre anni di seminario a Salerno sono stato quattro anni fuori, dove ho lavorato, per poi rientrare qui all’Alberoni. In questo tempo ho maturato la mia scelta di vita e quello che posso dire è che il Signore in vari momenti davvero mi ha preso per mano e mi ha condotto dove Lui voleva.

D: C’è per caso un passo delle Scritture che ti piace ricordare spesso, anche nella preghiera personale? Cosa ti trasmette?
R: Sì, il passo del Vangelo di Matteo versetto 19: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini», questo è il passo che ogni singolo giorno rinnovo. Questa è la mia vocazione, essere un pescatore, come diceva madre Teresa di Calcutta siamo chiamati ad essere "matite nelle mani Dio". Nei momenti di sconforto o in quelli un po’ bui mi dona la carica giusta, questo passo per dire: nonostante le difficoltà, Signore mi fido di te e vado avanti.

D: La modernità e le nuove tecnologie pongono sfide e opportunità impensabili soltanto venti anni fa. Che rapporto hai con la tecnologia?
R: Beh la tecnologia oggi è una continua sfida. Però posso dire che "me la cavicchio" con gli apparecchi tecnologici, non sono un professionista ma qualcosa la so fare.

D: Lo hai sicuramente già in mente - come buona parte dei sacerdoti - (lo sappiamo!): quale sarà il tuo motto quando diventerai Papa?
R: Beh il motto ancora no! Vi prometto però se diventassi papa la prima cosa che farò sarà venire in visita qui a Pontenure, ovviamente!

D: Di pure quello che desideri ai lettori del nostro sito parrocchiale che avranno senz’altro letto con molto interesse questa nostra chiacchierata, desiderosi di conoscerti meglio.
R: Camminiamo tutti insieme dove Dio vorrà portarci!

D: Ultima domanda questa, promesso, anche se somiglia di più a una sfida! Ma lo sai che pure qui, tra chi bazzica in Parrocchia, c'è gente nata e cresciuta in provincia di Salerno? Prova un po' a scoprire chi... non è difficile!
R: Beh! Ho sentito un qualcosa! Mi metterò all’opera per trovare quanti più "terroni" possibili!

a cura di Luca T.

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4 Responses

  1. Anna Rita ha detto:

    Io non sono di Salerno né della Campania, ma natìa del sud e precisamente pugliese di Taranto, sono qui a Pontenure da 38 anni.
    Avrò piacere nel confrontarmi con una persona simpatica come te, da come evince dall’intervista. ☺️
    Ben arrivato nella comunità pontenurese e sicuramente sarai accolto con affetto.
    Anna Rita

  2. Rosita ha detto:

    Benvenuto Gianni, la parrocchia ha acquistato un nuovo figlio e tu una nuova famiglia

  3. Rosita ha detto:

    Benvenuto Gianni, la parrocchia ha acquistato un nuovo figlio e tu una nuova famiglia

  4. Elisabetta Zangrandi ha detto:

    Benvenuto Gianni,
    per noi “polentoni” uno sguardo dal sud può solo che fare bene! Sei capitato in una comunità attiva e collaborativa….te ne accorgerai presto!!!!! E’ bello fare “le cose” insieme………
    Buon cammino!!!!!!!!

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